L’amante perduta di Shakespeare: recensione della prima avventura di Nick Montecristo

Buon pomeriggio cuplovers, oggi torno sul blog per parlarvi della mia ultima lettura: “L’amante perduta di Shakespeare” di Felicia Kingsley. Quest’anno ho deciso, non solo di cercare di andare avanti il più possibile con saghe e trilogie fantasy (a fine anno farò i conti di come è andata), ma di alternare la lettura di queste saghe con dei romance o comunque con dei libri… con meno pagine e che non siano serie infinite. Dopo “Regina dell’aria e delle tenebre“, ultimo volume della trilogia Dark Artifices, ho scelto quindi di leggere il primo libro dedicato alle avventure di Nick Montecristo.

Libro da leggere prima: “Due cuori in affitto

8aprile L'amante perduta di Shakespeare MYSTERY ROMANCE cover Le Tazzine di YokoNel piattino abbiao

L’amante perduta di Shakespeare

di Felicia Kingsley
Edito da Newton Compton Editori (08 aprile 2025)
Pagine 313
€ 10,00 cartaceo – € 6,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Nick Montecristo ha ventisei anni e ha già vissuto nove vite. Evaso dal carcere in cui era rinchiuso grazie all’aiuto di un generoso e astuto mentore, Nick si reinventa ancora una volta nei panni di ladro di opere d’arte su commissione. La sua cultura, il suo ingegno e l’indiscusso fascino sono preziosi sul campo e lo rendono sin da subito uno dei più desiderati del settore.
Il primo committente che richiede i suoi servizi di “consulenza” è un ricco collezionista inglese di libri rari. Nick dovrà recuperare per lui una delle poche e ambite copie del First Folio di Shakespeare, che anni prima gli è stato soffiato con l’inganno da un barone-rivale. Ora che quest’ultimo è deceduto e i suoi beni sono passati al figlio, è il momento giusto per pareggiare i conti. Nick si reca così nella villa del barone sul Lago di Como per portare a termine la sua missione. Ha un piano preciso e accurato, solo che non ha messo in conto l’intromissione di Angelica, un’imprevista contendente all’eredità. Giovane, bellissima e impulsiva, Angelica è determinata a prendersi ciò che è suo e trascinare Nick nella soluzione di un enigma che potrebbe rivelarsi più grande di loro. E il ladro gentiluomo potrebbe trovarsi seriamente distratto dall’avvenente ereditiera…


Bellissimo, QUASI 5 TAZZINE
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Chi dice che l’abito non fa il monaco non ci è mai stato a Monaco.

L’amante perduta di Shakespeare è, tra tutti i libri che ho letto firmati da Felicia Kingsley, quello meno romance (se cercate una storia da batticuore, forse non è il titolo che fa per voi). Ebbene sì, nonostante la copertina rosa con le roselline faccia pensare il contrario, questo romanzo è il primo mystery dell’autrice. Chi ha letto Due Cuori in affitto sa che il protagonista, Blake Avery, è un autore di bestseller internazionali che narrano le avventure del ladro gentiluomo Nick Montecristo. E questo è proprio il primo libro di Blake Avery. Tanto che, a fine libro, non troverete subito i ringraziamenti di Felicia… ma quelli di Blake Avery, cosa che ho adorato.

Se c’è una cosa che apprezzo dei romanzi di Felicia Kingsley è che, sebbene ci sia sempre la componente romance, sono tutti molto diversi tra loro. Se Due Cuori in affitto è la classica commedia romantica e Una ragazza d’altri tempi è un time travel romance, questo è un mystery in piena regola, dove, a farla da padrone, è un mistero che vede coinvolti quadri, manoscritti perduti e scacchiere.

Nick Montecristo è un protagonista affascinante e intelligente, mi ha fatto subito pensare al Neal Caffrey della serie tv White Collar. Per una serie di sfortunati eventi, Nick è finito in prigione, qui ha incontrato il misterioso Farias che si propone di diventare il suo mentore. Farias insegna a Nick l’arte, l’eleganza, la raffinatezza oltre a svariate tecniche da falsario e, una volta pronto, manda Nick a lavorare per mr Lockridge, un facoltoso collezionista disposto a tutto per mettere le mani sul first folio di Shakesperare, persino a pagare profumatamente un ladro.

Il lavoro di Nick sembra semplice, è stato assunto da Roberto, l’uomo che si dice possegga il first folio, per fare una perizia della biblioteca del defunto Arrigo, padre di Roberto. Tutto quello che Nick deve fare è trovare il first folio e, invece di consegnarlo a Roberto, portarlo a mr Lockridge: cosa mai potrebbe andare storto?

Il primo problema si manifesta con l’aspetto di un’affascinante ragazza: Angelica, che dice di essere figlia di Arrigo e legittima erede della sua biblioteca.

Per trovare il first folio, Nick dovrà mettere insieme una lunga lista di indizi e scoprire la verità sulla storia di Emilia Lanier la donna che potrebbe essersi celata dietro al nome di Shakespeare. Mi è piaciuto davvero molto leggere di come Nick e Angelica vadano a caccia di indizi per ricostruire la storia di Emilia. Amante del figlio bastardo di Enrico VIII, con contatti nella compagnia teatrale di corte, Emilia ha avuto una storia molto sfortunata e sì, potrebbe davvero essere lei, colei che si celava dietro il nome di Shakespeare. Una storia affascinante la sua che non potrà lasciarvi indifferenti.

Tra indizi nascosti nei posti più impensabili e l’ostilità di Roberto che sembra determinato a liberarsi di Angelica e di qualsiasi cosa gli ricordi il padre, Nick avrà il suo bel daffare per portare a termine la sua prima missione.

L’amante perduta di Shakespeare è stata una lettura sorprendente, mi aspettavo qualcosa di molto più romance e invece mi sono ritrovata a indagare sulla vita di una nobile sfortunata, a scoprire un’opera leggendaria e a cercare di decifrare gli indizi lasciati da Arrigo. Senza contare che questo romanzo ha anche un villain davvero odioso che però ha la pecca di non essere troppo approfondito. Assolutamente consigliato.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Roberto è un villain interessante di cui, fino a un certo punto, si riescono anche a comprendere le motivazioni. L’uomo amava molto la madre e non ha mai perdonato al padre di averla tradita più volte, cosa comprensibilissima. Anche se questo non giustifica in alcun modo quello che Roberto ha fatto. Quello che non ho apprezzato, è stato l’assolvere Arrigo fin troppo facilmente. Arrigo passa per il padre perfetto che ha cresciuto un figlio non suo e ha riconosciuto Angelica. Peccato che abbia tradito la moglie innumerevoli volte invece di chiedere il divorzio (e no, il fatto che anche lei fosse infedele non lo assolve) che si crede un eroe per aver fatto da padre a Roberto, anche se non era suo, e che, invece di dire la verità al figlio e dargli, magari, la possibilità di conoscere il padre biologico, ha preferito crescerlo facendolo sentire poco amato. Un personaggio molto interessante, con luci e ombre che però viene fatto passare un po’ troppo facilmente per il padre dell’anno.