La serie tv Off Campus e le differenze dal libro
Quanti ancora in fissa con Off Campus? Alzate la mano!
Certo, i fan della serie dei libri di Elle Kennedy hanno sicuramente trainato il successo della serie tv – un po’ come è accaduto con Bridgerton -, ma oltre a questo bisogna riconoscere a Off Campus che è un prodotto davvero fatto bene, con attori bravi e una storia che fila. Intrattiene e cattura, cosa si potrebbe chiedere di meglio? Forse da lettrice che si attenesse di più al libro, ma se mi estraneo dall’aver letto il romanzo devo dire che è davvero una serie tv che merita di essere guardata.
nel piattino abbiamo:




Off Campus
BASATA SU il romanzo “Il contratto” di Elle Kennedy
DISPONIBILE SU Prime Video
STAGIONI 1 -in corso-

QUASI 5 TAZZINE, davvero fatto bene
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Off Campus è una produzione che punta senza mezzi termini a intrattenere, mescolando commedia romantica, un po’ di drama e una dose decisamente generosa di spicy. Perfettamente in linea con il target new adult dei libri da cui è tratta.
La protagonista è Hannah (Ella Bright), una studentessa di composizione classica che, per mantenere la sua borsa di studio, deve vincere una competizione musicale. Garrett (Belmont Cameli), capitano della squadra di hockey e idolo del campus, invece rischia di essere escluso dal ghiaccio dopo un brutto voto in filosofia. Per questo chiede aiuto proprio a Hannah e tra i due nasce un accordo: lei lo aiuterà a studiare, lui la aiuterà a conquistare il ragazzo che le piace. Un finto rapporto destinato, ovviamente, a complicarsi ben presto.
La serie funziona soprattutto perché i dialoghi sono leggeri, il ritmo è scorrevole e la chimica tra i protagonisti riesce a sostenere gran parte della narrazione. È evidente che la produzione abbia scelto di puntare moltissimo sul fanservice: attraverso numerose scene spicy – che sicuramente erano tra gli elementi più attesi dalle lettrici dei romanzi- ma anche con la caratterizzazione di alcuni personaggi che vengono intrappolati in stereotipi un po’ prevedibili e con il trauma legato alla violenza subita da Hannah che viene sviluppato con una certa superficialità.
Questo non significa che Off Campus sia una brutta serie tv, solo preparatevi a una visione che mette la chimica tra i protagonisti davanti a tutto il resto. E credo che raggiunga esattamente l’obiettivo che si era prefissata: offrire puro intrattenimento a chi cerca un romance universitario, sexy, ricco di tensione sentimentale e che sia davvero fatto bene. Penso che le serie tv new adult debbano essere tutte fatte così.
Veniamo al tasto dolente per noi lettrici della serie di Elle Kennedy… le differenze col libro. Capisco -lo capisco davvero- che determinate cose devono essere cambiate per permettere una certa fluidità della visione, deve esserci quell’incastro che episodio dopo episodio ti tiene incollato e ti fa desiderare di vedere subito quello dopo (come se non fosse già l’una e il giorno dopo non dovessi lavorare o andare a scuola), ma alcune scelte sono state proprio non sense. Fatemi spiegare…
Logan per me non è Logan. Fin dall’inizio lo descrive come un ragazzo massiccio, una sorta di armadio e quello della serie tv a me sembra un fuscello, certo ha muscoli, ma a giocare a hockey uno così me lo vedo volare alla prima spallata. Però ehi, non è un tipo di colore totalmente sbagliato. Non è il Mio Logan, ma in qualche modo ci sta, non l’hanno stravolto poi così tanto.
Ci sono una serie di cose come questa, modifiche che ci stanno, che da lettrice noto, ma che non stravolgono la trama del libro. Per esempio
- Hannah non becca Garreth a fare la doccia prima che si conoscano davvero,
- Hannah gareggia come duetto (almeno all’inizio) per prendere la borsa di studio,
- Garreth non becca Anna a ballare nello stanzino del cinema,
- nel primo libro non ci sono avvicinamenti tra Dean e Allie. (I due sono i protagonisti del terzo libro e questa “aggiunta” suggerisce che sarà saltato per il momento il secondo libro per sviluppare la storia del terzo nella seconda stagione.)
Poi ci sono cose un po’ più consistenti a cui però dai una spiegazione. Cole per esempio non è un cantante, ma uno sportivo. È una cosa però che se ci pensate ha un suo senso: la regia aveva bisogno di un personaggio che fosse più presente del Cole dei libri e fondere in qualche modo il personaggio di Cole con quello del compagno di duetto di Hannah è stata un’ottima scelta, seppur allontani dal libro un personaggio come Cole.
Dopodiché arriviamo a quelle cose che proprio non capisci perché hanno cambiato e che avrebbero funzionato allo stesso modo di quelle che si sono inventate:
- Garreth prende a pugni dopo una partita il ragazzo che ha testimoniato contro Hannah fornendo un alibi a XX, non ha colpito sul campo da hockey XX e ha comunque preso una squalifica.
- Garreth non lascia Hannah, è lei a lasciarlo per colpa del padre che minaccia di tagliare i fondi a Garreth se lei non smetterà di distrarlo.
Alcune scelte davvero non le capisco, ma ehi il prodotto torno a dire che è davvero ottimo e sono contenta che finalmente stiano facendo delle serie tv davvero fatte bene dedicate anche a libri ritenuti da molti di serie B, però non credo di essere stata l’unica lettrice di Off Campus ad aver storto il naso, dico bene?





