The Witcher: la penultima stagione senza Henry Cavill funziona?

Buon pomeriggio cuplovers, oggi vi parlo della penultima stagione di The Witcher. Stagione particolarmente chiacchierata per via dell’abbandono di Henry Cavill, storico interprete di Geralt di Rivia. Sostituire l’attore protagonista si sarà rivelato fatale per la serie?
Le stagioni precedenti: S1 | S2 | S3
Nel piattino abbiamo:

The Witcher
DISPONIBILE SU Netflix
ISPIRATO A i libri di Geralt di Rivia
STAGIONI 4
-in corso, la 5 sarà l’ultima-

Una buona visione, 4 TAZZINE
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La penultima stagione di The Witcher per me è promossa, sebbene non a pieni voti. La serie, giunta quasi al termine, soffre dello stesso problema del libro da cui è tratta: è un po’ troppo dispersiva e la storyline di Cirilla, che già non mi era piaciuta nel romanzo, inevitabilmente non mi è piaciuta nemmeno nella versione televisiva.
Liam Hemsworth non è male come nuovo Geralt, anche se non ha il carisma di Cavill che era praticamente Geralt uscito dal libro. Nonostante ciò, il nuovo Geralt, mi è piaciuto, sebbene sottotono rispetto all’interpretazione di Cavill. Yennefer, Jaskier e Ciri funzionano bene come sempre così come i personaggi secondari.
La storia segue tre diverse storyline, una per ciascun protagonista. La prima segue Yennefer, alle prese con la missione di ricompattare le forze dei maghi per contrastare Vilgefortz. La seconda segue Geralt, Yaskier, Milva e i nani in fuga dalle forze Nilfgaardiane che sperano di ritrovare Ciri, che Geralt crede prigioniera di Emhir. L’ultima, quella più noiosa, segue Ciri e le sue avventure con la banda dei Ratti.
Ciri vuole dimenticare il proprio passato e liberarsi della propria identità, stufa di essere Cirilla di Cintra, e di essere braccata da tutto il Continente. Se questo sentimento è comprensibile, non lo è il fatto che la ragazza decida di abbandonare Yennefer e Geralt, che non cerchi, nemmeno per un istante, di contattarli in qualche modo, quanto meno per far sapere loro che è viva… Ed è una cosa che non ho apprezzato nemmeno nel libro. I Ratti, la banda di ladri a cui la ragazza si unisce è una specie di surrogato della sua vera famiglia. Persone che le permettono di non sentirsi sola ma che lei non è in grado di proteggere.
Geralt, da sempre deciso a tenersi fuori dalle questioni dei re, dovrà capire che, se vuole proteggere Ciri e Yen, gli sarà impossibile continuare a non schierarsi, perché Nilfgaard minaccia tutti quelli che ama. L’esercito di Nilfgaard sta avanzando annettendo sempre più regni e nessuno sembra in grado di fermarlo. Il gruppo di Geralt si troverà costretto a combattere contro di loro per farsi strada. Il gruppo messo su da Geralt, mi piace molto, e funziona. Adoro Milva e ho rivalutato Cahir il cui passato traumatico spiega molte cose. Regis, nuova aggiunta al gruppo, è molto interessante, ricopre la figura del saggio e ho trovato l’attore particolarmente azzeccato.
Prima che Geralt possa raggiungere Nilfgaard, sarà Jen a scoprire che quella tra le mani di Emhir non è la vera Ciri
ma solo un’impostora. Ho amato Jen in questa stagione e come è disposta a tutto per ritrovare la figlia e non vedo l’ora di vederle riunite. Mi è piaciuta anche tutta la battaglia tra i maghi di Aretuza e Vilgefortz. Quest’ultimo è un villain notevole, disposto a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, odioso, e macchiavellico come mostra quello che ha fatto al povero Istredd (il personaggio più maltrattato della serie).
La penultima stagione di The Witcher mi è piaciuta sebbene sia un po’ dispersiva a causa delle diverse storyline e, purtroppo, la storia di Ciri risulta poco interessante sebbene introduca un nuovo villain. Problema che non si può certo ascrivere alla serie, visto che l’ho riscontrato anche nel libro. Hemsworth fa il suo nel ruolo di Geralt, sebbene non sia allo stesso livello di Cavill. Nel complesso una buona penultima stagione. Ora non mi rimane che concludere la lettura dei libri in attesa dell’uscita dell’ultima stagione della serie.





