Recensione ad “Apostasia” di Marie Albes

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Buona sera cucchiaini,
giovedì 16 aprile l’autrice Marie Albes sarà alle h 17,30 nel centro storico di Genova (trovate tutte le info sull’evento QUI) per presentare il suo ultimo libro… quale occasione migliore oggi di parlarvi di quest’ultimo?

Con “Apostasia” la Albes ha salutato il fantasy per accogliere un, come lo definisce lei, romanzo amaranto. Ci parla di decisioni già prese e messe in discussione, della nascita di sentimenti e sensazioni nuove che si fatica a reprimere.

nel piattino abbiamo:
love story 01 - compulsivamente lettrice - 6 ciambella romance sul blog letterario de le tazzine di yoko / contemporaneo 01 - compulsivamente lettrice - 8 torta contemporanei sul blog letterario de le tazzine di yoko
apostasia - le tazzine di yoko

Apostasia

Marie Albes
Autopubblicato (7 marzo 2015)
Pagine 223
ebook € 0,99
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TRAMA

Non si muore per amore, siamo progettati per sopportarlo.”

Chiara affronta la sua vita con il sorriso: sono ormai dieci anni che vive in un piccolo convento nelle campagne fiorentine dove il tempo pare essersi fermato, e la fede che l’ha spinta a prendere i voti sembra crescere come un fiore in primavera. Ma ecco che un giorno arriva José Velasco – giovane spagnolo venuto in Italia per scoprire il segreto che tormenta la sua famiglia da anni – e per la prima volta Chiara sente qualcosa palpitarle dentro al petto, un sentimento profondamente sbagliato per una ragazza che indossa un velo come il suo. Così l’amore inizia il suo gioco di sguardi, e mentre José è costretto a lavorare nelle campagne intorno al convento per riuscire a indagare sul proprio passato, Chiara passa le giornate aspettando l’ora di lezione che trascorre con lui, per insegnargli una lingua che in realtà José conosce già abbastanza bene. Nel frattempo l’estate scivola via, lasciando che Chiara e José continuino a inseguirsi a vicenda, ormai incapaci di ignorare ciò che li invade, ma allo stesso tempo impauriti da un vincolo che rappresenta qualcosa di più pericoloso di un semplice voto monastico. E se la religione fosse più forte dell’amore? Il libero arbitrio forse esiste veramente, ma è qualcosa di molto fragile.

RECENSIONE DI YOKO:
Una bella lettura, quattro tazzine tonde tonde.
tazzinaUPtazzinaUPtazzinaUPtazzinaUPtazzinaDOWN

Un bel libro, delicato e interessante, con protagonisti che non faticano ad essere reali e fanno vivere la trama a chi la legge, senza trascurare il peso di argomenti importanti come la fede.

Apostasia parte con leggerezza, facciamo da subito la conoscenza di Chiara e della scelta che le hanno cambiato la vita. La ragazza vive ormai da una decina d’anni in un piccolo convento della provincia fiorentina, la forte fede che le ha trasmesso la famiglia e alcuni avvenimenti l’hanno spinta a dedicare la propria vita a Dio in giovanissima età e a prendere i voti. Chiara è felice, vive la vita con il sorriso sulle labbra e niente l’ha mai convinta a mettere in dubbio scelte che ormai sono radicate in lei.JOSE e CHIARA apostasia -  le tazzine di yoko

A farla vacillare arriverà José Velasco, un giovane spagnolo da poco arrivato in Italia che cerca asilo al convento in cambio di un lavoro onesto. Tra una parola in spagnolo e un’altra in italiano, Chiara inizia a sentire qualcosa di nuovo, di sconosciuto, per quell’attraente e divertente giovane uomo. Cerca di archiviare quel sentimento come profondamente sbagliato, ma ormai il seme del dubbio ha messo radici e la ragazza si ritrova a mettersi in discussione per qualcosa a cui quasi non riesce a dare un nome e un significato. Ma Apostasia non è proprio questo? L’allontanamento e il naufragare di una fede per accoglierne un’altra? E questa nuova fede può essere un sentimento puro come l’amore?

José dal canto suo è un ragazzo tutto d’un pezzo, sanguigno solore e gentile, che vede in Chiara una rosa che aspetta solo di sbocciare. La presenza del velo inizialmente lo blocca, è come trovarsi un muro davanti, ma i muri sono fatti per essere scalati e superati.

Tra il bisogno di José di scoprire il segreto che si cela sulla sua famiglia da anni, donando al romanzo quell’alone di mistero, e la scelta di un argomento forte come la fede, la Albes si dimostra una menestrella attenta e delicata. La sua scrittura è sensibile, sembra quasi coccolare i suoi personaggi come una mamma chioccia.

L’amore è strano, difficile da capire, forse perché è così naturale, incontrollabile, e soprattutto umano.

L’unione tra Chiara e José è qualcosa per cui si tifa e si intravede attraverso una storia che è ricca di quei ma e quei se che sembrano più grandi dei protagonisti stessi. Una lettura che consiglio a chi piacciono le storie delicate, che non lasciano molto al caso, ma sono attente a tutti quei particolari che rendono un romanzo vero. Decisamente un libro che definirei…. diverso, amaranto!

PS: vi ricordo che abbiamo partecipato a una tappa del blogtour dedicato a questo libro 😉 e troverete QUI una divertente intervista ai personaggi …dal marcato accento spagnolo!

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3 Comments
  • Rosie M. Stuart
    15 Aprile, 2015

    La Albes non ci delude MAI! *_*

    • tazzine e zollette - yoko
      yoko
      15 Aprile, 2015

      L’altra sua duologia la devo ancora leggere Rosie *-* prima o poi recupero, sono lì che aspettano solo me!

  • Arianna Gallo
    16 Aprile, 2015

    Che bellooooo vorrei già averlo a portata di mano 😀

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