Scrittrici contro Newton Compton: cosa sta succedendo?
Buonasera cuplovers, oggi vi voglio parlare di un caso che ha fatto scalpore sul web.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un video di Giulia Bifrost in cui Giulia commentava un articolo di MOW magazine dove alcune scrittrici Newton Compton raccontavano di soprusi e minacce ricevute dalla casa editrice, dopo che queste ultime si erano lamentate per una certa disparità di trattamento.
Ad oggi l’articolo di MOW è misteriosamente scomparso, ma potete trovarlo riportato,
in parte, da Cafe Nerd. Di cosa si sarebbero lamentate le autrici? Secondo le testimonianze raccolte la Newton Compton investirebbe solo su Felicia Kingsley, a discapito di tutte le altre autrici. Insomma, le autrici parlano di un sistema dove molti autori sono “sacrificabili” e dove tutte le risorse vengono concentrate su pochi nomi, in questo caso, la Kingsley. Addirittura il clima, in casa editrice, sarebbe teso e intimidatorio, cosa che -se vera- sarebbe davvero deprecabile…
Da un lato, capisco l’amarezza di un’autrice che, arrivata a pubblicare con una casa editrice importante come Newton, spera di diventare “famosa” o comunque che i suoi libri vengano pubblicizzati e si ritrova a non essere sponsorizzata come nomi più conosciuti. D’altra parte… devo dire che non mi sembra nemmeno troppo strano.
Fatemi spiegare: le case editrici sono aziende e, in quanto tali, devono riuscire a vendere e, come sappiamo tutti, purtroppo in Italia si legge sempre meno, motivo per cui, è normale che la Newton Compton ci tenga particolarmente a sponsorizzare maggiormente la propria autrice di punta. Sarei però curiosa di sapere cosa prevedevano realmente i contratti di queste autrici, alla fine è il contratto quello che fa fede, se quest’ultimo prevedeva determinate sponsorizzate e non sono state fatte la casa editrice è ovviamente nel torto, ma se la critica è fatta solo per “confronto” aimè per quanto si ci possa rimanere male non ha molto senso.
C’é poi un altro problema di base. Si pubblicano troppi libri a fronte di un numero di lettori esiguo, perché le case editrici allora ne pubblicano così tanti? Probabilmente perché, pubblicando tanti titoli, si ha la possibilità di azzeccare quel libro che diventerà il nuovo fenomeno del booktok, il nuovo Fourth Wing, e pazienza se tanti libri vendono poche copie, se sono libri su cui la casa editrice non ha investito troppi soldi, probabilmente, alla fine, la Ce non ci perde più di tanto e forse, anzi, qualcosina alla fine ci guadagna comunque senza aver investito nulla. Peccato che così facendo escano moltissimi titoli, tanto che i lettori, anche quelli più accaniti, non riescono in alcun modo a starci dietro. È, di fatto, qualcosa che va a danneggiare sia scrittori che lettori. Ci sarà un modo per evitare tutto questo?
Voi cosa ne pensate?






