Salone del Libro 2025: dove si respira libri e si vivono incontri finalmente reali
Anche quest’anno siamo tornate al Salone Internazionale del Libro di Torino, e anche quest’anno ne siamo uscite stanche, felici e con una pila di libri più alta del previsto ^^””
E sì, gli sconti come ogni anno non sono stati tantissimi, ma ci sono stati: Fanucci tappa fissa per il 2×3 (durante l’anno ammetto di segnarmi i titoli e prenderli qui), immancabili ormai gli sconti alla Queen Edizioni e altre case editrici minori che sanno regalare ogni anno gioie. Ho trovato un po’ riduttiva la Always che con l’acquisto di ben 4 libri regalava la tote bag e ci siamo rimaste male che con i 2 libri della collana La Biblioteca di Dafne non ci hanno dato la bag con la scusa “è finita” quando sotto al bancone ne avevano un pila così, probabilmente per il giorno dopo eh ma non è comunque giusto! Comunque …tra un titolo che cercavi da tempo, una copertina che ti conquista, l’odore della carta nuova, all’improvviso ti ritrovi con più borse di quanto pensassi ^^”
Il Salone del libro 2025 anche quest’anno ha battuto ogni record: 231.000 visitatori! °O° Oltre 2.600 appuntamenti, 70 sale, quasi 1.000 espositori e come al solito pochissimi posti in cui sedersi all’interno dei Padigliani se non per terra (perchééé?!). Ogni anno sogniamo qualche piccolo angolo in più dove sedersi, magari sfogliare con calma il primo acquisto o semplicemente riprendere fiato mentre capiamo in che punto siamo della mappa, ma niente, il pavimento rimane l’unica scelta.
Quasi metà degli ingressi sono stati under 35 e questo è un dato che mi fa sempre un po’ pensare, la verità è che chi lavora a tempo pieno e ha una famiglia ha sempre troppo poco tempo per leggere, ma è bello vedere che le nuove generazioni crescono con l’amore per la lettura …speriamo che poi riescano a portarla avanti! Numeri impressionanti comunque che raccontano di una manifestazione sempre più viva. Ma al di là dei dati e della mole di libri che non so quando leggeremo xD quello che ci portiamo a casa è altro. È il cuore del Salone: quegli incontri, tra lettori, storie, autori e persone che vedi tutto l’anno solo sullo schermo del cellulare, ma con cui qualche modo instauri un particolare legame.
Anche quest’anno siamo riuscite a partecipare solo per una giornata, il che ha significato saltare la maggior parte dei firmacopie e degli eventi, ma nonostante questo, anche solo girare tra gli stand ci ha dato modo di vivere ogni corridoio come una nuova gioia, la scoperta di una romanzo che non avevamo mai notato, una piccola casa editrice che regala titoli inaspettati.
Un tocco di magia lo ha portato sicuramente il nuovo pop-up dedicato al romance, affollatissimo, colorato, giovane e pieno di entusiasmo. Ovviamente andando solo venerdì ce lo siamo interamente perso, ma dovevo citarlo perché è stata una bellissima novità e la riprova che il romance non è un genere di serie B.
Le installazioni immersive non sono mancate, ma secondo me -visivamente parlando- l’anno scorso ce ne sono state di più, anche se il “Bosco degli Scrittori” ha sempre il suo fascino e gli stand de Il Castoro Off e Ippocampo sono stati una gioia per gli occhi.
In ogni caso, il Salone del libro resta un luogo che respira libri, dove ogni incontro è un arricchimento e ogni nuovo titolo scoperta una curiosità. Torni a casa carica, felice, un po’ sfinita… ma già con la voglia di tornarci l’anno prossimo!
Tra l’altro la data è già stata fissata: dal 14 al 18 maggio 2026.




















