Love in the time of serial killers: quando le componenti romance e mystery sono attese ma non pervenute
“Love in the time of serial killers” di Alicia Thompson non è un libro che avrei scelto di leggere, ma è stato selezionato come libro di luglio del bookclub della Feltrinelli e in qualche modo è finito tra le mie mani.
Premetto che mi sono ritrovata a leggere sei volte il primo capitolo. Sì, sei. Un segnale chiaro che qualcosa non stava funzionando. Insomma io e questo libro non siamo partiti col piede giusto e le cose sono migliorate di poco.
Nel piattino abbiamo


Love in the time of serial killers
Amore, true crime e altre ossessioni
di Alicia Thompson
Edito Il Castoro Off (20 giugno 2025)
Pagine 294
€ 19.90 cartaceo – € 13,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Phoebe Walsh è ossessionata dal true crime fin dall’adolescenza, tanto da dedicarci la tesi di dottorato… sempre se riuscirà a finire di scriverla. È difficile trova- re il tempo per la ricerca, ora che l’estate l’ha riportata nella sua vecchia casa in Florida tra scatoloni da riempire, un fratello minore tan- to adorabile quanto irritante e il dolore per la recente perdita del padre, con cui non aveva rapporti da anni. E sicuramente non aiuta neanche il fatto che sia sempre più convinta che il suo nuo- vo vicino, Sam Dennings, sia un serial killer. Durante il giorno potrà anche vestirsi come un impiegato qualsiasi, ma di notte si occupa chiaramente di qualcosa di losco. Non ci vuole però molto perché Phoebe cominci a rendersi conto che Sam potrebbe essere qualcosa di più spaventoso di un se- rial killer. Ad esempio un tipo genuinamen- te gentile in grado di fare breccia nella sua corazza per raggiungere il suo vulnerabile cuore…

Una lettura che arranca, 2 TAZZINE e MEZZO
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Mi aspettavo che “Love in the time of serial killers” di Alicia Thompson fosse la classica commedia romantica, qualcosa che mescolasse amore e true crime. Chi dal titolo non penserebbe a qualcosa di ironico e romantico, forse anche con una protagonista borderline tra l’adorabile e l’ossessivo? Invece potrei più definirlo come un… romanzo di crescita? Di presa di consapevolezza della vita? Non so bene neanche io.
Il libro parte con Phoebe, una dottoranda che sta scrivendo una tesi sul true crime (da qui il titolo) e che, dopo la morte del padre, torna nella sua città natale per svuotarne la casa. Lì incontra il vicino, Sam -chiaramente l’interesse romantico del libro- e lo tratta malissimo. La love story però resta sullo sfondo come musica d’ascensore. C’è, ma è debole, quasi trascurabile. E Sam? Un personaggio buono fino all’autolesionismo, trattato come uno zerbino per gran parte della narrazione ^^” fa tenerezza, ma anche un po’ pena!
La narrazione si concentra quasi interamente su Phoebe, sul suo percorso interiore, sui suoi traumi, sulla difficoltà di lasciarsi andare e sull’incredulità che qualcuno possa realmente amarla per com’è, il tutto condito con un umor americano che all’italiano medio risulta forzato e quasi fuori luogo. Per carità, belle tematiche, ma l’approccio è spesso introspettivo e frammentario, con momenti in cui la narrazione risulta davvero lenta… anche per colpa di un editing decisamente migliorabile! Ammetto candidamente che in più di un punto ho saltato paragrafi interi, davvero annoiata dalla situazione.
Se vi incuriosisce il titolo e l’elemento true crime onestamente non ve lo consiglierei…





