Perché il romantasy piace? Ti rispondo in maniera scientifica
Se bazzicate sul nostro blog probabilmente conoscete già la risposta a: perché il romantasy piace?
E se ti dicessi che quell’ossessione per una storia, quelle emozioni che genera, l’amore per personaggi che non sono reali, il vuoto quando finiamo una serie, hanno una spiegazione scientifica? Ebbene si, non è “solo un genere di moda”. C’è un motivo molto più profondo per cui il romantasy ci conquista così tanto.
Leggendo un interessante articolo di neuroscienze su Mindlab Neuroscience ho scoperto una cosa che mi ha fatto sorridere: il nostro cervello non distingue davvero tra amore reale e amore letto in un libro. Quando leggiamo una storia romantica immersa in un mondo fantasy, si attivano gli stessi circuiti cerebrali che entrano in gioco nelle relazioni vere. Non è una metafora. Sembra essere proprio così.
Il romantasy funziona perché attiva due sistemi fondamentali del cervello nello stesso momento. Da una parte c’è la novità: il mondo fantasy, la magia, le regole diverse, i pericoli. Dall’altra c’è il legame emotivo: l’amore, la tensione romantica, la connessione tra i personaggi. Queste due cose insieme creano una risposta potentissima, molto più intensa rispetto a un semplice romance o a un fantasy puro.
In pratica? È come se il nostro cervello dicesse: “Questo è importante. Vivi questa storia.”
E infatti noi la viviamo davvero. Quando leggiamo di un enemies to lovers o di uno slowburn che ci fa impazzire per centinaia di pagine, il nostro cervello non sta “aspettando” e basta: sta anticipando la ricompensa, e proprio quell’attesa aumenta il coinvolgimento. Per questo certe scene ci fanno quasi trattenere il respiro.
Ma c’è un’altra cosa che colpisce. Il legame che creiamo con i personaggi non è qualcosa di superficiale. La scienza lo definisce legame parasociale: per il cervello è reale. Costruiamo modelli emotivi dei personaggi, seguiamo i loro stati d’animo, ci affezioniamo esattamente come faremmo con persone vere (anche se poi realisticamente siamo consapevoli che non lo sono).
E quindi no, se vi sentite un po’ vuoti dopo aver finito una saga romantasy non state esagerando. È una risposta normale. È come una piccola perdita emotiva, perché il nostro cervello si era abituato a quella storia, a quel ritmo, a quelle emozioni.
Ma perché proprio il romantasy?
Secondo la ricerca, questo genere risponde a bisogni che la vita quotidiana spesso non soddisfa del tutto.
Abbiamo bisogno di emozioni intense, ma anche di un contesto sicuro in cui viverle. Abbiamo bisogno di vedere vulnerabilità ricambiata, connessioni profonde, crescita condivisa. E abbiamo bisogno di mondi che siano abbastanza grandi da contenere tutto questo – drammi, amore, scelte impossibili – senza farci sentire “troppo”.
E qui il romantasy dimostra di avere una marcia in più. Perché unisce posta in gioco altissima (regni, magia, morte) a emozioni profondissime (amore, fiducia, sacrificio). E il nostro cervello, davanti a questa combinazione, finalmente trova coerenza: quello che sentiamo è all’altezza di quello che succede.
La domanda che sorge spontanea è: perché allora non tutti amano il romance?
Le differenze individuali nella densità dei recettori della dopamina, nei livelli basali di ossitocina e nello stile di attaccamento influenzano la risposta. Gli individui con un’elevata propensione alla ricerca di novità (associata a varianti del gene DRD4) e con un determinato stile di attaccamento tendono a rispondere in modo più intenso alla struttura a doppia attivazione del genere. In parole povere le persone la cui vita è neurochimicamente meno stimolante rispetto alle capacità del loro sistema tendono a trovare il genere romantico più avvincente.
In pratica la prossima scusa che potrò usare quando comprerò un romantasy sarà che lo faccio solo per stimolare il mio cervello XD perché quando leggiamo un romantasy non stiamo “scappando” dalla realtà, stiamo dando alla nostra materia grigia esattamente quello di cui ha bisogno: emozione, connessione, scoperta.
Certo che detto così ha tutto un altro spessore vero?






