Dammi un fiume di sangue: recensione del libro di Carlo Vicenzi

Buon giorno cuplovers, oggi torno sul blog per parlarvi della mia ultima lettura: “Dammi un fiume di sangue” di Carlo Vicenzi, acquistato in anteprima al Salone del Libro di Torino. Seguo l’autore sui social ed ero molto curiosa del suo libro che ho acquistato praticamente a scatola chiusa… sarà stata una scelta saggia o pura follia?
Se cercate un dark fantasy con un ambientazione post apocalittica e un po’ cupo, questo è il titolo che potrebbe fare per voi.

Nel piattino abbiamo

Dammi un fiume di sangueDammi un fiume di sangue cover del fantasy di Carlo Vincenzi per la recensione su Le Tazzine di Yoko

di Carlo Vicenzi
Edito da Gainsworth (04 giugno 2025)
Pagine 581
€20,00 cartaceo – € 4,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Il Cataclisma ha distrutto l’Impero. Le Alte Famiglie della città di Alioth si sono barricate nelle loro residenze, abbandonando il popolo al proprio destino. La gente comune sa solo che dal cielo piovono lacrime e che, quando cala la notte, mostri senza forma divorano i meno fortunati. Hein è un guerriero dalla velocità sovrumana, ma che rifiuta di spegnere la vita altrui. Déa è una donna dalla volontà di ferro determinata a proteggere coloro che ama. Fratello e sorella che lottano per riportare l’ordine in un mondo che somiglia sempre più a un incubo. E se per farlo dovessero sacrificare la loro stessa unione? Ma la loro storia ha inizio molto tempo prima del Cataclisma, quando Hein e Déa erano solo bambini costretti a rubare per riempirsi la pancia… “Puntò la spada alla gola della sorella. Sarebbe bastato un solo movimento del polso. Un gesto semplice. Un istante. Ma gli istanti erano il dono che Adonai gli aveva concesso.


Delizioso, 4 TAZZINE E MEZZO!
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Dammi un fiume di sangue è stata una lettura particolare, un buon dark fantasy con diverse scene che virano verso l’horror, due protagonisti interessanti, pochi personaggi secondari e una villain più che discreta. Prima però di entrare nel merito del libro devo fare un discorso un po’ scomodo, questo è il primo romanzo targato Gainsworth che ho acquistato e che credo acquisterò mai. Ho sempre guardato con curiosità i loro libri, ma non sono mai stata abbastanza fiduciosa da spenderci… perchè? A mio avviso, 20€ per un libro in edizione semirigida, senza sovracoperta, senza edges, senza illustrazioni sono un po’ tantini. Questo è un parere personalissimo, ed è anche vero che tante case editrici hanno alzato i prezzi, ma spesso a fronte di edizioni più belle.

Dammi un fiume di sangue inizia come un classico epic fantasy con due fratelli, Hein e Déa costretti a lottare per sopravvivere in un mondo dove la nobiltà gioca con il potere e con le vite umane come se fossero bambole di pezza. Le Alte Famiglie dell’Impero per dirimere le loro controversie fanno lottare tra loro i loro campioni, i loro marchiati. Giovani, solitamente di bassa estrazione sociale, dotati di un dono, un potere che cambia da persona a persona. Il romanzo ci mostra, da un lato, l’infanzia di Hein e Dèa e, dall’altro, un presente devastato da quello che viene chiamato “Cataclisma” un evento che ha sconvolto il mondo e di cui nessuno ha memoria. Un ottimo espediente narrativo per mettere curiosità nel lettore. Se il passato dei due ragazzi cela eventi traumatici e più di qualche morte scioccante è il presente, dove le città sono crollate e orrori senza nome si aggirano per le strade che incuriosisce e inquieta. Cos’è il Cataclisma? Cosa lo ha causato? Sarà possibile porvi un rimedio e se sì, a quale prezzo?

Cosa sei disposto a sacrificare pur di salvare il mondo? Cosa è giusto sacrificare per porre rimedio a un terribile errore? Un dilemma morale che l’autore sembra porre al lettore, invitandolo, forse, a schierarsi da una delle due parti. O, quanto meno, a riflettere sulla questione, un dilemma che mi ha ricordato tantissimo X1999 ma, per lo meno, qui abbiamo un finale.

Dèa e Hein sono due personaggi molto ben caratterizzati, due fratelli che si vogliono bene, che farebbero qualsiasi cosa l’uno per l’altra, ma che la vita ha segnato in modi differenti. Hein, costretto a combattere nelle arene, ha giurato di non uccidere più e nonostante le brutalità cui è stato costretto a prendere parte è sempre disposto a vedere il bene negli altri. Dèa è diventata cinica, spietata, pronta a fare quello che è necessario, anche a costo di ferire gli altri. Sono due protagonisti interessanti e ben caratterizzati ed è difficile decidere da che parte stare anche se io, dopo un certo punto, propendevo più per Dèa. Ebbene sì.

Dammi un fiume di sangue è un low fantasy cupo, ricco di orrori e sangue con una certa vena horror, un romanzo diverso dai soliti fantasy cui vi consiglio di dare una possibilità.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Il finale un po’ in sospeso mi ha leggermente spiazzata. Non lo trovo un brutto finale, ma non posso fare a meno di chiedermi se, alla fine, abbia funzionato o meno. Resto comunque dell’idea che, vista la situazione e che quasi qualsiasi cosa sarebbe stata meglio del mondo attuale, Deà abbia fatto bene.

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