Recensione a “Robotic Heart”, lo spin-off di “Beauty and the Cyborg”

Buon pomeriggio cuplovers, oggi vi parlo di “Robotic Heart” di Miriam Ciraolo, lo spin-off di “Beauty and the Cyborg (trovate la mia recensione QUI).

Il racconto è una breve novella che svela alcuni retroscena del romanzo principale.
Siete pronti a tornare a Elettra?

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Robotic Heart 

Miriam Ciraolo
Selfpublishing (20 luglio 2016)
Pagine 128
€ 6,24 cartaceo – € 0,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Robotic Heart è la prima novella della serie Beauty and the Cyborg. La storia di Alec si snoderà tra passato e presente, ripercorrendo tutta la cronologia del cyborg più misterioso di Elettra. Una nuova voce all’interno del racconto cambierà tutto ciò che credevate di sapere sul protagonista di Beauty and the Cyborg. Può l’amore essere programmato? Una nuova novella Cyberpunk con un pizzico di romanticismo. La lettura del primo volume della serie è fortemente consigliata.

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Quattro tazzine e mezzo!
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Robotic Heart è una lettura brevissima e piacevole, ho apprezzato molto che in questo racconto venga approfondito il rapporto tra Alec e suo fratello Aston, svelando dei retroscena interessanti che permettono di capire meglio il rapporto tra i due fratelli.

Alec si ritrova solo al suo risveglio dopo l’operazione che l’ha mutato in un cyborg, è un bambino e non capisce cosa sia successo né, tanto meno, comprende perché su uno schermo stanno trasmettendo il suo funerale. Ben presto, Alec si rende conto che non è solo il suo corpo ad essere cambiato, le sue percezioni e i suoi sentimenti sono mutati dopo la trasformazione in cyborg. Immaginate che tutti i vostri sentimenti siano affievoliti, Alec sa che dovrebbe provare dolore e disperazione per quello che gli è successo, invece i suoi sentimenti sono appena accennati: è terribile sapere che si dovrebbe provare tristezza e non riuscirci. Ed è proprio la mancanza di sentimenti che lo spingerà a cercare disperatamente la vicinanza delle ragazze che vengono selezionate come schiave destinate a servire l’ala ovest.
Gli unici compagni di Alec sono i libri della biblioteca del nonno, proprio quel re che ha condannato la lettura, che impone agli abitanti di Elettra e di tutto il regno di non saper leggere né scrivere, ha una biblioteca personale! Un atteggiamento decisamente ipocrita da parte dell’uomo.
Alec dovrà affrontare da solo tutti i cambiamenti che la trasformazione in cyborg comporta, una trasformazione dolorosa che l’autrice descrive davvero bene con i cavi di metallo che avanzano sulla pelle di Alec e dentro di lui provocandogli un dolore intenso che lo costringe a letto. Più del dolore fisico però è la mancanza di sentimenti quello che spaventa Alec e che lo spinge ad avvicinarsi a Claudette, una delle tante ragazze che vengono destinate all’ala ovest. Il desiderio di Alec di poter provare amore prima che sia troppo tardi arriva forte e chiaro al lettore eppure, anche i sentimenti per Claudette sono flebili.
Quando Alec vede Claudette tra le braccia di suo fratello Aston e si rende conto di non provare nulla (gelosia, rabbia, rimpianto) il ragazzo cade preda dello sconforto. Deve quindi rassegnarsi alla trasformazione in cyborg?
Perché chi lascia l’Ala Ovest perde la memoria? Inizialmente credevo si trattasse di un’imposizione da parte del re e, anche se, con tutta probabilità, all’inizio è stato il sovrano a imporre questa condizione ad Alec è lui stesso, in un certo senso, a trovare sollievo grazie a questa possibilità. Alec corteggia le schiave nel tentativo disperato di provare dei sentimenti e, quando si rende conto che, anche questa volta, andrà incontro a un fallimento, le respinge e cancella loro la memoria. Cancellare la memoria alle ragazze è un modo per proteggerle da ricordi dolorosi oltre che mantenere segreta l’esistenza di Alec. In questo modo solo Alec, di volta in volta, rimane ferito fino a perdere la speranza.
Come ho accennato prima, ho apprezzato scoprire alcuni retroscena sul rapporto tra Alec ed Aston che mi hanno fatto rivalutare e capire meglio Aston. Come avrete visto leggendo la mia recensione, Aston è un ragazzo crudele, che ama i giochi violenti ed ambisce al trono ma… è sempre stato così?
Leggendo Beauty and the Cyborg non mi sono soffermata a pensare a come dev’essere stato per Aston apprendere della morte del fratello, per poi scoprire, anni dopo, che era sopravvissuto.

Alec è finito in mezzo alla tempesta solare per nascondersi mentre giocava a nascondino con Aston. Per anni, Aston si è ritenuto il responsabile della morte di Alec. Ha sempre pensato di averlo ucciso e ha sempre rimpianto, quel giorno, di non aver trovato per tempo Alec, di non aver capito prima che aveva usato la macchina per il teletrasporto per nascondersi lontano, ha sempre pensato che avrebbe potuto salvarlo.
Ha passato lunghi anni divorato dal senso di colpa, un sentimento devastante, anche per un adulto, anni che hanno trasformato Aston in un ragazzo cupo e solitario e scoprire che il fratello è vivo non gli porterà sollievo, anzi! Aston è infatti furioso con Alec, lo accusa di non avergli rivelato prima che era vivo, non lo perdona per avergli sottratto la felicità così a lungo. Sinceramente non posso dargli tutti i torti. Certo, Alec era praticamente prigioniero nell’ala ovest, stava imparando a gestire il suo nuovo corpo, a convivere con la sua condizione ma capisco anche la rabbia di Aston. A causare questa situazione sono stati il nonno e il padre di Alec e Aston, due uomini che avrei voluto conoscere e scoprire di più.

Una buona lettura che approfondisce il complicato rapporto tra Aston e Alec svelando alcuni interessanti retroscena. Mi piacerebbe, a questo punto, leggere un nuovo spin-off, magari proprio sul nonno di Alec o, perché no, su Lum. Un bel racconto che si legge con piacere, consigliato a tutti coloro che hanno letto Beauty and the Cyborg.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Anche in questo brevissimo spin-off l’autrice è riuscita a svelarci altre meraviglie tecnologiche di Elettra come l’idiana una sostanza spessa e opaca e temperatura ambiente ma che diventa liquida a contatto con un magnete. L’ideale per le celle della prigione di Elettra dove solo i cyborg hanno libero accesso.
Ed è proprio qui che si reca Alec per salutare sua madre per l’ultima volta prima di fuggire per raggiungere l’amata Bellatrice. Leggendo Beauty and the Cyborg mi ero domandata se la regina non fosse stata incastrata per l’assassinio del re, ero convinta che fosse stato Aston ad uccidere il padre per poter prendere il suo posto e, invece… non mi aspettavo che fosse stata davvero la regina, grazie ad un veleno letale, ad eliminare il consorte per spianare la strada all’amato figlio. La regina sapeva che il marito avrebbe cercato in tutti i modi di fermare la Lox così l’ha ucciso per permettere ad Alec di riconquistare un corpo fatto solo di carne e sangue, senza contare che, così, ha anche creato scompiglio sufficiente per facilitare la fuga del figlio. La regina ha perso Alec senza saperlo, non è potuta stare al suo fianco perché non sapeva che fosse vivo, non ha potuto essergli d’aiuto nei momenti peggiori così ha voluto dargli l’occasione di essere felice, a costo della propria vita. Ho rivalutato il suo personaggio e mi sarebbe piaciuto che lei ed Alec avessero più tempo insieme ma così non è stato…
L’incontro finale con Vex è la ciliegina sulla torta di questo spin-off. Una bella lettura che si legge davvero velocemente complici le poche pagine, ideale se amate le storie brevi e volete saperne di più su il cyborg più adorabile di cui abbia mai letto.

Se l’avete già letto e vi è piaciuto vi consiglio, sempre in tema retelling, Rosa Meccanica.

5 commenti
  1. Il primo mi è piaciuto molto, sono curiosa di leggere anche questo!

    • strega del crepuscolo (Chiari)

      Se il romanzo ti è piaciuto questo racconto è una piccola chicca imperdibile.

  2. Sembra molto carino 🙂 ho in lista desideri Beauty and the cyborg

  3. Letto anche questo, una vera ciliegina sulla torta 🙂 notizie su un “vero” seguito?

    • strega del crepuscolo (Chiari)

      Ho già visto la cover del seguito! ^_^ Nell’intervista che uscirà a breve troverai qualche notizia in più. -stay tuned-

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

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