Un maledetto lieto fine: il primo libro della serie Forever di Bianca Marconero
Non avevo mai letto un libro di Bianca Marconero. Negli anni però, da brava accumulatrice seriale quale sono, ne ho acquistati un paio perché ho sempre sentito parlare molto bene di questa autrice.
Alla ricerca di un audiolibro da ascoltare in palestra, sono incappata in uno di quei titoli che avevo in libreria. A quel punto mi sono detta: perché no? Amo poter passare da audiolibro e libro fisico a seconda del momento, quindi mi sono finalmente lanciata nella mia prima lettura di Bianca Marconero *_*
Premetto subito una cosa: non consiglierei l’audiolibro di “Un maledetto lieto fine”. Le voci narranti sono due; quella di lei è discreta, mentre quella di lui l’ho trovata davvero straziante. Mi risultava quasi disturbante, non mi coinvolgeva e a tratti mi dava proprio fastidio. Se non avessi avuto il cartaceo per leggere le parti di lui credo che avrei rinunciato.
Nel piattino abbiamo


Un maledetto lieto fine
di Bianca Marconero
Edito da Newton Compton (7 febbraio 2019)
Pagine 349
€ 15,90 cartaceo flessibile ripubblicato – € 2,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un’educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per “prova” sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più…

Una bella lettura, 4 TAZZINE e UN PO’
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Questo è uno di quei libri per cui mi è davvero difficile esprimere un giudizio unitario. Ho toccato dei picchi altissimi, ma l’ho voluto anche gettare dalla finestra in altri. Di una cosa però sono sicura, per scaturirmi queste reazioni è sicuramente un romanzo che arriva e sa coinvolgere, cosa non da tutti, per cui è senza dubbio un pregio da imputargli.
Nel complesso “Un maledetto lieto fine” è un libro che mi è piaciuto, anche se non posso dire di averne apprezzato il finale… fortunatamente però c’è un seguito e questo mi da l’opportunità di dargli un’enorme attenuante!
I protagonisti sono due persone molto diverse che, per certi versi, si attraggono, ma non riescono davvero a capirsi.
Agnese è una ragazza che fa molta fatica a esprimersi. Dopo la morte della madre si ritrova a vivere con un padre estremamente ingombrante, che le impone le proprie scelte. È insicura, non sa prendere decisioni e appare fredda e distaccata, mentre in realtà nessuno riesce a vedere quanto questa sua difficoltà la faccia stare male. È una persona con un grande vuoto dentro e non sa come riempirlo.
Brando invece viene da una situazione diversa. Anche lui ha perso qualcuno e si ritrova a entrare nella vita di Agnese quando sua madre si accompagna il padre di lei. È un ragazzo complesso, ma pieno di fuoco: ha interessi, creatività e vive di musica. Scrive, lavora in un pub e sogna di trasferirsi in America per portare avanti il suo sogno. Vuole laurearsi, raggiungere i propri obiettivi e allo stesso tempo prendersi cura dell’unico pezzo di famiglia che gli è rimasto, cioè sua madre.
Entrambi sono personaggi estremamente reali, che per tutto il libro restano coerenti a se stessi, e questa scelta mi è piaciuta. L’incontro tra i due mi è sembrato quasi l’incontro tra qualcuno che ha troppo e qualcuno che ha troppo poco. In qualche modo l’uno cede e l’altra acquisisce, ed è questa la dinamica tra loro. Una dinamica che ho trovato molto riuscita e inserita in uno spaccato di vita estremamente realistico, per quanto lo sia meno l’idea di Agnese di pagare Brando per certe …emm…prestazioni.
Quello che non mi è piaciuto è il fatto che in certi momenti Brando scarichi su Agnese e sopratutto che non abbia rispettato i suoi no in un determinato punto. Nonostante anche qui non fatichi a vedere la dinamica come qualcosa di reale e plausibile, questo non è bastato per farmi dare una scusante a Brando, lì ammetto che mi è proprio sceso.
Ma nonostante questi scivoloni è un libro che ho divorato. L’ho ascoltato tutte le volte che potevo, l’ho sfogliato in tutti i momenti liberi. “Un maledetto lieto fine” è un romanzo che coglie bene le paure tipiche di quell’età in cui i sospetti, i dubbi, le poche certezze e l’avvento del “cosa voglio diventare” sono pressanti. Questo aspetto l’ho apprezzato davvero molto.
Ora spero in un secondo libro che sappia davvero regalarmi per i due un finale degno di questo nome.
Forever series
- Un maledetto lieto fine
- Un maledetto per sempre
ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE ![]()
Ho trovato di una tenerezza incredibile la mamma di Brando, quando parla con Agnese verso la fine. Quel momento in cui parla delle persone di fuoco, terra e acqua è stato un punto che mi ha davvero toccato il cuore.
A quel punto avevo abbastanza intuito come sarebbe girata la sorte per lei, come, allo stesso modo, era abbastanza prevedibile che quando Agnese e Brando non hanno preso precauzioni entrasse in gioco il tema della gravidanza inattesa. Pensavo però che questo elemento sarebbe stato usato per risolvere la situazione tra loro, per farli tornare insieme. Invece no. Il finale, come vi dicevo all’inizio, non mi ha convinta. Non lascia una reale porta aperta per i due, mi è sembrato un ulteriore modo per chiuderla definitivamente. Brando incontra Agnese dopo 3 anni ma pensa che stia felicemente con un altro e lei ha deciso di dedicarsi al figlio e andare avanti… avrei preferito almeno un finale in cui lui capisse di essere il padre. Anche senza un ritorno della coppia esplicito, assaporare anche solo la possibilità mi sarebbe piaciuto molto. Capisco che questo sarà il fulcro del seguito, ma mi è sembrato un po’ …infierire troppo.





