Volo di drago: il predecessore di “Fourth Wing”
Ben ritrovati sui nostri lidi cari cucchiaini 🙂 a maggio uscirà la ristampa di “Volo di drago” di Anne McCaffrey ed io non potevo davvero esimermi dal farne una recensione. Ho letto il ciclo dei dragonieri di Pern più di vent’anni fa e lo ricordo come una saga originale, dalle idee innovative e le svolte entusiasmanti, ma ora? Ora che quelle idee sono diventate fondamento di molte serie, che quelle situazioni sono diventate trite e ritrite, sarà in grado di scatenare ancora quell’entusiasmo nella lettura che ho avuto allora?
Nel piattino abbiamo



Volo di drago
(Dragonflight)
di Anne McCaffrey
Edito da Fanucci Editore (15 maggio 2026 – ristampa)
Pagine 312
€ 17,90 cartaceo
link diretto all’acquisto cartaceo
TRAMA DELL’EDITORE
Il destino del mondo è scritto tra le nuvole. Dove il cielo brucia, i draghi risorgono. Sul pianeta Pern, la minaccia pende dal cielo: i “Fili”, spore micidiali provenienti dalla Stella Rossa, divorano ogni forma di vita organica. Per secoli, i dragonieri e i loro maestosi compagni alati, legati telepaticamente ai loro cavalieri, hanno protetto il mondo distruggendo i Fili in volo. Ma ora sono passate generazioni dall’ultima Caduta e la memoria si è fatta leggenda. Mentre i signori delle Fortezze smettono di inviare tributi e i draghi si estinguono, solo il Weyr di Benden resiste. Lessa, un’umile serva i cui genitori sono stati assassinati e a cui è stato sottratto il diritto di nascita, e F’lar, cavaliere del drago bronzeo Mnementh, dovranno riscoprire gli antichi poteri del tempo e dello spazio per salvare Pern dall’annientamento imminente.

Un’ottima lettura, 4 TAZZINE E MEZZO
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Ho sempre pensato a “Volo di drago” come al predecessore di “Fourth Wing”. La selezione alla schiusa delle uova, il drago che può decidere di creare un legame o ucciderti, i cavalieri dei draghi addestrati nei Weyr, la telepatia tra draghi e cavalieri… sono caratteristiche difficili da ignorare. Ma stiamo parlando di un libro uscito in Italia nel 1975, che porta con sé una scrittura molto diversa dai libri che escono ora, più ricercata, più lenta. Insomma, deve piacere, è un bel gap da superare.
I dragonieri di Pern è un ciclo che unisce elementi cari al fantasy – quali la rocca, i draghi e i cavalieri di draghi – ad evidenti caratteristiche sci-fi. In effetti per via dell’invasione aliena e dei pianeti colonizzati ho sempre pensato che dovesse stare più nel reparto di fantascienza che del fantasy, ma viaggia molto a cavallo tra i due.
“Volo di drago” vi condurrà a Pern, pianeta dove da secoli si combatte contro la minaccia della Stella Rossa che invia spore letali sotto forma di fili che piovono dal cielo (solo a me ha sempre ricordato Technoman?! *l’anime*). I draghi e i loro cavalieri per generazioni hanno tentato di bruciare questi fili prima che toccassero il suolo del pianeta e col tempo la minaccia è venuta meno. Con il cessare della caduta dei fili le roccaforti hanno acquietato la loro tempra, sono stati inviati meno tributi alla schiusa e per questo ci sono meno cavalieri di draghi, ma la Stella Rossa sta solo aspettando il momento propizio per tornare.
Lessa è un’umile serva che nasconde i suoi alti natali. È una ragazza che cova dentro di sé molta rabbia per l’assassinio dei genitori e reclama intimamente vendetta. Per farlo però ha bisogno di un drago.
L’unica roccaforte che non ha mai pensato che la minaccia fosse davvero scomparsa è il Weyr di Benden, capitanato da F’lar, cavaliere del drago bronzeo Mnementh. Un uomo temprato da allenamenti e strategie militari che vedrà in Lessa tutto quello che gli altri non sono mai riusciti a vedere. Si, avete capito, e non farò spoiler nel dire che i due finiranno insieme, è semplicemente scontato dall’inizio, ma insieme sono davvero davvero molto carini.
“Volo di drago” è un libro dove convivono ricerca della sopravvivenza, battaglie, trame politiche e amicizie. Lo spazio dedicato alla storia tra i due non è così ampio e ovviamente, per chi lo cercasse, è zero spicy.
A mio parere è un romanzo che può ancora piacere, ma se viene letto con la consapevolezza dei suoi anni e del suo retaggio come capostipite di molte serie davvero riuscite. Gli ho voluto lasciare il voto che gli dessi allora: 4 tazzine e mezzo, perché all’epoca in giro non c’erano libri così, ma se lo leggessi oggi per la prima volta non credo gli darei lo stesso voto. Probabilmente mi fermerei a 4. Tirate le vostre conclusioni 😉
I dragonieri di Pern
- Volo di drago (Dragonflight)
- La cerca del drago (Dragonquest)
- Il drago bianco (The White Dragon)





