Il canto del sangue: un fantasy con una fama che lo precede

Buonasera cucchiaini 🙂 sto approfittando di queste ultime settimane di smartworking a basso regime per recuperare serie che avevo lasciato indietro e volevo iniziare da un po’. Ho letto i primi due libri delle Cronache lunari che mi sono piaciuti tantissimo e speravo di replicare con la trilogia fantasy L’Ombra del Corvo, dal primo libro mi aspettavo di più. “Il canto del sangue” è un romanzo di cui mi hanno sempre parlato benissimo, per cui forse è anche un po’ colpa delle aspettative troppo alte, ma penso che, seppur sia un bel libro scritto davvero bene, sia anche una lettura che si perde troppo nella vita del protagonista, mettendoci più del previsto a dare un vero scopo alla storia.

Il canto del sangue recensione su Le Tazzine di Yoko del primo romanco de L'ombra del corvoNel piattino abbiamo

Il canto del sangue

(Blood Song)
Anthony Ryan
Edito da Fanucci Editore (30 gennaio 2024)
Pagine 480
€ 10,00 cartaceo flessibile – € 9,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE

Pochi mesi dopo la morte della madre, l’undicenne Vaelin Al Sorna viene portato da suo padre alla Casa del Sesto Ordine, una confraternita di guerrieri devoti alla Fede, che diventerà la sua nuova famiglia. Sulle prime il ragazzo si sente tradito dal proprio genitore, ma la sua tempra forte lo aiuta ad affrontare l’addestramento severo e le terribili prove a cui tutti i membri dell’Ordine vengono sottoposti. Ma per Vaelin e i suoi fratelli, diventati temibili guerrieri, il futuro ha in serbo molte battaglie in un Regno dilaniato da dissidi e il cui sovrano nutre mire di espansione. E tra segreti e complotti, il giovane dovrà fare i conti con la sua voce interiore, un canto misterioso che lo guida, lo avverte del pericolo, lo rende immune alla fatica, sensibile alle voci della foresta. Il canto è un dono del Buio, può ardere o spegnersi, non proviene da nessuna parte e non può essere insegnato: solo occorre affinarne il controllo, esercitarlo, perfezionarlo. Il canto è Vaelin stesso, il suo bisogno, la sua caccia. E presto gli rivelerà che la verità può tagliare più a fondo di ogni spada.

4 TAZZINE. Una bella lettura
tazzinaUPtazzinaUPtazzinaUPtazzinaUPvoto in tazzine tazza giù
“Il canto del sangue” è un romanzo che mi ha suscitato emozioni contrastanti. Il mio voto parla chiaro, è un bel libro e su questo non c’è dubbio, ma la fama che lo precede ha fatto si che le mie aspettative schizzassero alle stelle. Sin dalle prime pagine, ho percepito una scrittura raffinata, capace di catturare l’attenzione con la sua eleganza e fluidità. Lo stile narrativo di Anthony Ryan è indubbiamente uno dei punti di forza del libro, un aspetto che ho davvero apprezzato. Tuttavia la trama, seppur articolata, ha faticato a trovare un suo fulcro.

Il romanzo si concentra sulla vita del protagonista, Vaelin Al Sorna. Lo si conosce undicenne e, pagina dopo pagina, lo si vede diventare un Fratello e poi un giovane uomo. La sua vita, segnata da eventi drammatici e scelte difficili, è il cuore pulsante di un libro. Eppure, pagina dopo pagina, ho avuto la sensazione che il fulcro delle vicende tardasse ad arrivare. Non so come spiegarmi, se non facendovi degli esempi: nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin è chiaro fin da subito che il fulcro sarà la sopravvivenza di Casa Stark e chi si siederà sul Trono di Spade; ne “La Ruota del Tempo” è chiaro che il fulcro sarà il Drago Rinato e la Ruota. Ci vuole quella carota che rappresenta l’obiettivo finale nel mentre che vivi il contorno. Ecco, questo mi è mancato. La narrazione procede nel raccontarmi la difficile vita di Vaelin, ma non coglievo lo scopo delle sua esistenza. Una vita incuriosente, certo, ma a che pro? La risposta a questa domanda arriva davvero troppo tardi, quando il libro è ormai ai suoi ultimi capitoli (e non del tutto chiara).

È come se il romanzo si prendesse troppo tempo per entrare nel vivo della storia, lasciandomi a volte con la sensazione di trovarmi di fronte a una diluizione eccessiva degli eventi. Questo rallentamento ha reso la lettura meno coinvolgente di quanto avrei desiderato, facendomi riflettere sul fatto che il libro avrebbe potuto beneficiare di un ritmo più serrato e di una maggiore concisione.

Nonostante ciò, non posso negare che la qualità della scrittura e la complessità dei personaggi meritino di essere riconosciute. Mi è piaciuta molto anche la componente magica, minima ma molto ben fatta. Insomma “Il canto del sangue” è un bel romanzo grazie alla penna sapiente di Ryan, forse non è stata la lettura che mi aspettavo, ma è comunque un’opera che offre spunti interessanti per chi ama il fantasy e cerca una narrazione ricca di dettagli e sfumature.

la saga de L’Ombra del Corvo

  1. Il canto del sangue (Blood Song)
  2. Il signore della torre (Tower Lord)
  3. La regina del fuoco (Queen of Fire)