Le blogger e le richieste di collaborazione e recensione

Bentornati cucchiaini 🙂 ultimamente sembra che nel bookstagram e nel booktok sia tornata in auge la polemica sulle richieste di collaborazione e, siccome ne sto davvero leggendo di ogni (dal “Siccome i booktoker lavorano gratis, che lo facciano anche per noi” al “Sono troppo schizzinosi per leggere un ebook, vogliono solo il cartaceo”), credo sia giusto far sentire anche la voce di chi, come noi, è da queste parti da più di 10 anni e in qualche modo -nel bene e nel male- ci è già passato.

Partiamo subito col dire che nessuno ci paga.

la pila infinita dei libri da leggere per richieste di collaborazione e recensione per Le Tazzine di YokoCerto, ci sono blogger che hanno fatto della loro passione una professione: vedi Meg della Biblioteca di Dafne e gli altri ragazzi di PaperWalls, la nostra Chiara Giovannini che ormai è un’icona (anche se più del panorama videoludico che libresco), ma si possono contare sulla punta della dita. Il blogger generalmente non ha un ritorno economico. E questo è da tenere conto, perché investe nella propria passione tempo, impegno e tante volte anche denaro.

In ogni caso, che sia famoso o meno, a un certo punto iniziano ad arrivare le richieste di collaborazione da parte di autori. Le più disparate. Potrei stendere un elenco, ma mi limiterò a dire che c’è chi ci ha incollato un intero libro nel testo della mail bloccandoci quest’ultima per giorni, chi non chiede e da per scontato che il suo titolo ci interessi a prescindere dal genere, chi neanche saluta. Insomma chi più ne ha ne metta, ma per un blogger credo ci sia sempre una certa soddisfazione a ricevere una richiesta del genere. Il piacere di essere considerato, il pensiero che il tuo parere potrebbe essere importate per qualcuno. Non è scontato. Per cui a tutti gli autori che negli anni ci hanno fatto tante richieste io dico “grazie“, indistintamente.

Veniamo però al tasto dolente…

Le richieste di collaborazione e recensione è lecito farle (con educazione, magari verificando che il titolo rientri nel genere letto) ed è lecito da parte di noi blogger decidere se accettarle o meno, e con che modalità.

Avendo un’agenzia di marketing non mi è difficile capire che la prima cosa che cercherei di fare come autore è far conoscere il mio libro, è ovvio e scontato, e come tanti cercherei di coinvolgere blogger per avere un rimbalzo sul loro pubblico, piccolo o grande che sia. Capisco anche le energie che questo comporta e quanto del loro tempo e dedizione investano, e per questo hanno la mia ammirazione. Desiderano considerazione, pubblicità e visibilità. E non c’è niente di male, ma deve essere chiaro che una collaborazione è un accordo da ambo le parti. Se l’autore accetta di portarla avanti è una scelta consapevole di quest’ultimo. Il blogger vuole il cartaceo e non l’ebook? Il blogger è così famoso -e lo deve essere parecchio- che vuol essere pagato? Sei tu autore che decidi se darglielo, non ti puoi lamentare dopo. Ci vuole dialogo educato da parte di entrambi, il dare e avere deve valere la candela per tutti. Si possono e SI DEVONO dire dei gran NO.

letture estive da una bloggere e richieste di collaborazione e recensione facciamo chiarezza su Le Tazzine di YokoSarò brutale nel dirlo: noi blogger non siamo un centro di beneficenza

Quando ci vengono chieste delle collaborazioni quello che ci viene richiesto è del tempo. Il tempo di leggere il libro e farne i contenuti. Il blogger deve aver tutto l’interesse nel libro e vedere il libro regalato come lo stimolo a dargli priorità su tutti gli altri titoli della sua TBR. Ora, davanti a questa richiesta vi sembra così irragionevole che non si chieda in cambio il libro? Magari cartaceo? Il fatto che a me piaccia leggere non è che renda lo scambio equo.

Ho letto di autori self che lamentano il fatto che noi blogger tendiamo a leggere e recensire libri in hipe, ma mi chiedo di cosa si stupiscano. In questo blog trovate tante recensioni e segnalazioni di autori self per cui ci tengo a sottolineare che non li snobbiamo, alcuni sono più bravi di tanti pubblicati da grandi CE, ma tra gli autopubblicati al momento c’è letteralmente di tutto e, a meno che io non ti conosca già, devo scommettere che il tuo libro mi piaccia solo per quello che mi trasmette la trama, mentre dall’altra parte ho libri con una trama che mi ispira e anche tanti pareri (anche stranieri) che posso ritenere validi. È ovvio che penserò di andare maggiormente sul sicuro con questi ultimi.

Sia chiaro, non mi sento di dire che i blogger siano encomiabili, come non mi sento di dire la stessa cosa indipendentemente per qualsiasi autore. Noi stesse nei primi anni del blog abbiamo accettato tante, troppe richieste. All’inizio sei gasata, pensi di avere più tempo di quello che hai e molto spesso sei anche troppo positiva sul libro (è successo che un titolo ci abbia bloccate per un mese). Benché non abbiamo mai definito una tempistica siamo sempre state consapevoli di una ragionevolezza di lettura che si aggirasse attorno ai 6 mesi massimo e l’abbiamo ampiamente superata. Abbiamo sbagliato, si, abbiamo chiesto scusa e fatto un passo indietro non accettando più richieste -se non selezionatissime-, da anni ormai.

Inoltre, cosa importante: il mio accettare un libro non assicura una recensione positiva, assicura una parere spassionatamente personale, sempre.

Tu autore non puoi volermi approvare la recensione, non puoi impormi di non pubblicarla perché non ti piace. Da parte mia ovviamente ci vuole educazione di espressione nella recensione.

Ho letto di una blogger che è rimasta risentita per colpa di alcuni autori che non le hanno mai dato il cartaceo alludendo a poca disponibilità, per poi vedere suddetto libro inviato in box con tanto di gadget a chi ha più followers di lei. I commenti concordi fioccavano, io dico semplicemente “dite dei gran NO GRAZIE”, nessuno vi obbliga a leggere o ricevere niente, come gli autori del resto non sono obbligati a inviare alcunché.

Questa ovviamente è la mia, nostra, umilissima opinione, avvalorata dalle tensioni che vediamo sorgere per il cartaceo o meno, nata nella maggior parte dei casi dall’incomprensione e dalla poca chiarezza da ambo le parti. Capisco la frustrazione di farsi conoscere e di voler far conoscere il proprio libro, l’ambizione e il desiderio di farlo, ma personalmente penso che la ricerca accanita di collaborazioni non sia il modo migliore per pubblicizzarsi. Non voglio dire che siano inutili, ma sono valide solo se selezionate. Se dovete investire tempo e anche soldi, ci sono moltissimi altri modi di farlo, tra cui cercare di migliorare la vostra presenza in generale sui social, creasi una nicchia e fare delle sponsorizzate mirate.

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1 Comment
  • romeo
    18 Agosto, 2026

    Buongiorno
    Ho letto le premesse per la lettura del mio libro. Chiedo gentilmente l’indirizzo per spedire il libro. E’ un fantasy, il primo di una serie.
    Sarebbe mio piacere farvelo leggere. Per un autore non c’è cosa migliore che farsi leggere, indipendentemente dal giudizio che se ne ottiene. Nella mente di chi legge rimarrà sempre una nota delle proprie parole, come un odore che si protrae nei ricordi.
    Titolo. OMRA Il segreto dei quindici continenti