Hurricane Wars – La furia dei monsoni: il secondo libro della saga di Thea Guanzon
Bentrovati miei cuplovers e soprattutto buon anno! Spero che questo nuovo inizio vi trovi circondati da buoni libri, storie capaci di farvi sognare e magari anche qualche nuova ossessione letteraria. E visto che siamo in tema di ritorni attesi, oggi voglio parlarvi di “Hurricane Wars – La furia dei monsoni”, il secondo libro della saga di Thea Guanzon.
Nel piattino abbiamo


Hurricane wars
La furia dei monsoni
(Hurricane wars)
di Thea Guanzon
Edito da Mondadori (26 marzo 2024)
Pagine 396
€ 21,90 cartaceo – € 14,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Dopo la fine delle Guerre degli Uragani e una vita trascorsa su fronti opposti, Talasyn, Ricamaluce sopravvissuta a un’infanzia in fuga, e Alaric, erede del trono imperiale e maestro della legione ombraforgiata, sono ora uniti da un’alleanza forzata, un matrimonio che dovrebbe garantire la pace tra i loro popoli. Ma la realtà è ben diversa da quel che sembra. Mentre Talasyn finge lealtà al suo sovrano, nell’ombra complotta con gli alleati per rovesciare il regno del marito. Alaric, dal canto suo, sa che solo con lei potrà cercare di affrontare il Buio delle Lune, che rischia di portare al totale e definitivo collasso il mondo. L’unico modo per evitare la catastrofe, infatti, è accettare l’unione magica tra luce e tenebra… con la possibilità che significhi un avvicinamento pericoloso tra due cuori che non dovrebbero appartenersi. In un crescendo di tensioni, desiderio e segreti, Talasyn e Alaric dovranno scegliere se fidarsi l’uno dell’altra… o sacrificare ciò che sono in nome di ciò che erano.

3 TAZZINE E MEZZO, una lettura carina
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In questo secondo capitolo torniamo in un mondo sempre più instabile, dove il Buio delle Lune incombe come una tempesta pronta a distruggere tutto. Le alleanze fragili, i confini politici tremano e il destino di interi regni è legato a scelte difficili. I protagonisti si muovono in uno scenario fatto di tensioni irrisolte, battaglie e sentimenti ormai impossibili da ignorare. Mentre il cataclisma è sempre più vicino a far scuotere il mondo, il conflitto sembra inevitabile, i protagonisti devono affrontare non solo il nemico esterno, ma anche ciò che li lega l’uno all’altra.
Se c’è una cosa che adoro, è quando un sequel riesce a portare una serie a un livello superiore e nell’ultimo periodo è una cosa rara da trovare per me. Aspettavo con impazienza questo seguito, che –va detto– non ha deluso le aspettative… almeno in parte. Se nel primo la storia era più lenta e fortemente incentrata sulla politica, qui l’attenzione si sposta in modo evidente sulla relazione tra i due e lo ammetto: avrei voluto più trame politiche alle spalle, più complotti dietro le quinte, più giochi di potere pronti a esplodere data la Guerra degli Uragani e ribellioni in atto. Allo stesso tempo, però, capisco che come libro di mezzo fosse necessario spingere di più sul legame tra Talasyn e Alaric, consolidarlo e renderlo il vero cuore emotivo della storia.
La costruzione del mondo continua comunque ad affascinarmi. Le atmosfere sono ricche di dettagli, visive e immersive, e riescono a trascinarti dentro la narrazione senza sforzo. E per i miei gusti c’è una cosa che funziona in modo meraviglioso: l’unione tra il folklore asiatico e il mondo creato dall’autrice. È un mix che dà identità alla storia e la rende diversa, riconoscibile, viva.
Il tasto dolente, per me – e so che può sembrare strano –, è stato lo spicy. Quando è arrivato ero felicissima: la prima volta, la seconda… anche la terza. Ma poi, a un certo punto, ho iniziato a sentire che era un po’ troppo. In alcuni momenti l’ho trovato quasi forzato e avrei preferito che quello spazio fosse dedicato di più a qualsiasi altra linea narrativa legata al conflitto e al mondo. Non è una bocciatura, ma una questione di equilibrio che, per i miei gusti, qui non sempre funziona.
Per quanto riguarda i personaggi, Talasyn si riconferma qualcuno con cui continuo a non sentirmi davvero affine. Non riesco a creare un legame con lei, nonostante il suo ruolo nella storia. Alaric invece… che ve lo dico a fare. Io lo amo. Se nel primo libro lo trovavo tenero, qui ci ho completamente perso la testa. È intenso, tormentato, complesso, e ogni sua scena per me funziona al cento per cento.
In conclusione, Hurricane War – La furia dei monsoni è un sequel coinvolgente, affascinante e carico di emozioni, che sceglie di puntare più sul romance che sugli intrighi politici. Una scelta comprensibile, anche se non del tutto in linea con ciò che avrei voluto leggere. Resta comunque una lettura che consiglio, e che per me è troppo sottovalutata.
E sì, lo dico, spero che Thea stia già scrivendo il terzo, perché io ne ho disperatamente bisogno.
Hurricane war
- Hurricane War (Hurricane War)
- La furia dei monsoni (A Monsoon Rising)
- This Shattered Tempest _pubblicazione in lingua ottobre 2026






