ReviewTour dedicato a “La nube purpurea” di Matthew Phipps Shiel

Quando mi è stato proposto di partecipare al review tour de “La nube purpurea” sono stata travolta da un mix di nostalgia e tenerezza. Pur non essendo uno dei miei libri preferiti ammetto di essermi riscoperta parecchio affezionata a questo romanzo, letto ai tempi del liceo e rubato nella vecchia libreria del nonno. Ho persino ricordato in che ripiano fosse e riscoprirlo sempre lì, nonostante i tanti anni, mi ha riportato indietro nel tempo.
nel piattino abbiamo:

La nube purpurea

(The Purple Cloud)
Matthew Phipps Shiel
Edito da Mondadori (28 gennaio 2020)
Pagine 312
€ 14,00 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Un vapore mortale – dall’inquietante luce purpurea e dall’inebriante profumo di fiori di pesco – spazza il mondo e annienta tutte le creature viventi. Rimane un unico uomo, Adam Jeffson, medico, reduce da una missione esplorativa nell’Artico. Come un Robinson Crusoe apocalittico, Adam inizia la sua epopea per la sopravvivenza. Ma, a differenza di Robinson, non è relegato su un’isola: a sua disposizione ha l’intero pianeta, un mondo silenzioso e devastato. E se l’eroe di Defoe faceva ricorso a tutte le più sottili doti del raziocinio e dell’intelligenza, Adam sprofonda invece nella follia, passando per i deliri e le allucinazioni della solitudine più profonda. Tuttavia una lucidità visionaria si fa lentamente strada nella sua mente, ed egli diventa infine consapevole che la sua sopravvivenza non è casuale e che il suo destino – e quello della razza umana – fa parte di un piano più vasto. Pubblicato agli albori del Ventesimo secolo, “La nube purpurea” è riconosciuto come uno dei grandi capolavori della fantascienza: un grandioso racconto emblematico dei più sinistri incubi novecenteschi, ma anche un’epica vicenda di rovina e rinascita, fine e principio.

UNA BELLA LETTURA, QUATTRO TAZZINE TONDE
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Inutile dirvi che questa non è una lettura che consiglierei a un ragazzino, nonostante io abbia letto la sua prima edizione proprio in quel periodo. È un romanzo post apocalittico difficile, pesante e psicologico. Nonostante però questi siano generalmente aggettivi più dispregiativi che positivi “La nube purpurea” è un gran bel libro, uno di quelli che fanno pensare. È un romanzo che ha l’innata capacità di conquistare l’interesse del lettore, con la quasi totale mancanza di dialoghi, lasciandolo perdere in minuziose descrizioni e affascianti articolazioni psicologiche.

Adam Jefferson, il protagonista, è un uomo tormentato, il suo animo è stato schiacciato da una razionalità che non vuole o che non sa ascoltare. Tornato da una spedizione al Polo Nord ha scoperto che una nuvola distruttiva ha spazzato la superficie terrestre, uccidendo tutti. Lui potrebbe davvero essere l’ultimo superstite del genere umano ed è una cosa che non sa accettare. Insieme a lui proviamo quel senso di abbandono che schiaccia lo stomaco e fa mancare il respiro, quel vuoto cosmico che fa perdere i punti di riferimento e fa precipitare nel caos. Adam è un personaggio che si fa trascianare dagli eventi, perso in grandi riflessioni interiori arriva anche a sentire delle voci. Le intere vicende per forza di cose girano tutte intorno a lui e al suo tormento, rendendolo non solo il protagonista della storia, ma la storia stessa.

Tenete conto che “La nube purpurea” è stato scritto ai primi del 900, per cui non vi troverete la scrittura moderna a cui siete abituati. La prosa è complessa, a tratti ampollosa, ma mai banale. Ogni frase sembra accompagnata da una sorta di cupo alone che fa sembrare che le descrizioni portino con se tristezza e rimorso. La profondità dell’instabilità di Adam è così reale, così plausibile, da renderlo un romanzo surreale, ma al tempo stesso estremamente verosimile. La sua umanità seduce il lettore, trasmettendogli la sua repulsione davanti ai cadaveri e a un futuro che non definisce più tale. Un romanzo profondo, che però non mi sento di consigliare a tutti. È sicuramente una lettura impegnativa e non un romanzo di evasione.

Se vi è piaciuto questo libro vi consiglio di leggere “The Terror” di Dan Simmons 😉
E questo è tutto, vi lascio il banner con i nomi degli altri blog partecipanti con noi al review tour!

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4 Comments
  • Carola Sabina *Caro-caro
    29 Gennaio, 2020

    Pur non essendo il mio genere ammetto che la tua recensione mi ha incuriosito, non credo di aver mai letto un libro del genere

    • tazzine e zollette - yoko
      yoko
      29 Gennaio, 2020

      è un libro molto originale. la mancanza dei dialoghi indubbiamente lo appesantisce un po’, ma mi è piaciuto molto 🙂

  • Isabella
    29 Gennaio, 2020

    Sembra molto molto cupo e psicologico, mi piace

    • tazzine e zollette - yoko
      yoko
      29 Gennaio, 2020

      lo è assolutamente ^_^ sono sicuramente un punto di forza di forza del libro

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