L’incanto di cenere: recensione del libro di Laura MacLem
Buon giorno cuplovers, torno sul blog per smaltire, con orgoglio, la pila della vergogna. Oggi vi parlo de “L’incanto di Cenere” di Laura MacLem che avevo acquistato al Salone del Libro del 2024, un retelling di Cenerentola cupo e spaventoso dove il sangue scorre copioso.
nel piattino abbiamo:


L’incanto di Cenere
di Laura MacLem
Edito da Saga Edizioni (23 dicembre 2022)
Pagine 182
€ 13,90 cartaceo
link diretto all’acquisto cartaceo
TRAMA DELL’EDITORE
Una fanciulla e le sue sorellastre, una scarpina di cristallo, topi e zucche e un grande ballo, ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico. Un retelling dalle note oscure, per ricordarvi che ogni fiaba, da sempre, nasconde qualcosa. Qualcosa di arcano.

Bellissimo, QUASI 5 TAZZINE
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Le scarpe sono solo oggetti, mademioselle. E’ la fantasia quello che le fa muovere, in quei reami che i preti considerano opera del Maligno.
L’incanto di cenere è uno di quei libri che aspettava da tanto, troppo tempo, di essere letto. Qualche giorno fa non sono stata benissimo e, avendo lasciato il mio mattone in lettura dove lavoro, ho deciso di cercare un libro breve da leggere quando non stavo troppo male ed è così che le sole 175 pagine de L’Incanto di Cenere hanno reclamato la mia attenzione.
L’Incanto di Cenere è un retelling di Cenerentola con scene molto cupe e horror dove i ruoli sono ribaltati e la villain è proprio la bella Christelle, ribattezzata dalle sue sorellastre Cenerella.
Genevieve è una ragazza dolce e tranquilla la cui vita cambia drasticamente il giorno delle seconde nozze della madre. Quel giorno, il conte, loro patrigno, brucia vivo, senza alcuna apparente spiegazione ma, nel suo cuore, Genevieve sa che è stata Christelle a farlo e sa anche che la sorellastra non ha ancora finito. Christelle è un mostro uscito da una fiaba oscura, un tempo, forse, era una bambina in cerca di vendetta per la morte della madre ma poi si è trasformata in un demone, votata soltanto a compiacere la sua signora, Lilith.
La sua presenza in casa delle sorellastre si fa sempre più inquietante, come in un film horror, tutto inizia con sguardi sfuggenti, topi trovati impalati nelle porte, zucche trasformate in creature spaventose. Tanti piccoli eventi terrificanti che vanno in crescendo fino all’evento più importante della fiaba: il ballo. Un ballo di cui a Genevieve poco importa e che Christelle vuole sfruttare per nutrire di sangue la sua oscura madrina.
Laura MacLem ci narra di una guerra tra il male assoluto e una ragazza che vuole solo proteggere la sua famiglia, dove il principe è pressoché inutile e l’unica speranza di sopravvivere è riposta in un pizzico di magia e una scarpetta. Ho adorato come l’autrice ha riscritto gli elementi cardine della fiaba trasformandoli in qualcosa di inquietante e spaventoso, persino la zucca. Se amate i retelling, se non impallidite di fronte a scene molto crude e tanto sangue questo titolo fa davvero al caso vostro e state attenti: il male trova quasi sempre il modo di tornare.
ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE ![]()
Devo ammettere che quando sembra che Christelle voglia… violentare la sorellastra con quei terribili viticci ho davvero pensato che fosse un po’ troppo, ecco. Fortuna che poi non è successo. Anche la parte finale, dove Christelle si nutre della povera Anastasie è davvero tanto macabra. Voi che ne pensate?





