La Discendente del Ladro: recensione del libro di Giulia Modugno
Buon pomeriggio cuplovers, oggi torno sul blog per parlarvi della mia ultima lettura: “La Discendente del Ladro” di Giulia Modugno, uscito per Giunti in una bellissima edizione limitata con spray edges. Ho acquistato questo libro attirata sia dalla meravigliosa edizione, non posso negarlo, ma soprattutto dalla quarta di copertina che prometteva creature magiche e duelli e non posso nascondere di essere rimasta un po’ delusa.
Nel piattino abbiamo



La discendente del ladro
di Giulia Modugno
Edito da Giunti Editore (03 settembte 2024)
Pagine 714
€ 18,90 cartaceo – € 12,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Tra maestosi draghi e sirene incantatrici, lezioni di storia antica e furiosi duelli, colpi di scena imprevisti e un appassionante slow burn, Giulia Modugno esordisce con un romantasy capace di unire l’adrenalina dei più originali mondi magici alla tensione delle storie d’amore più bollenti.
Nailyn, rimasta orfana, ha trovato in Jak la sua unica famiglia. I due, soli al mondo, gironzolano per le strade dei bassifondi di Vartadis vivendo di furti ed espedienti. La loro temerarietà, però, li mette presto in pericolo: quando sottraggono un candelabro d’oro dalla casa di un ricco mercante, diventano subito dei ricercati. Tra depistaggi, inseguimenti e la fuga a bordo di un veliero di pirati, avrà inizio un’avventura rocambolesca che condurrà Nailyn alla scoperta della sua identità: perché i suoi occhi rossi destano tanti sospetti? È davvero lei la famosa Discendente del Ladro, colui che ha rubato le tre Spade in cui sarebbe racchiusa tutta la magia del mondo, adesso costretta in un sonno senza fine?
Oltre a scegliere da che parte combattere nella lotta eterna tra luce e oscurità, Nailyn dovrà scendere a patti con i suoi sentimenti, divisi fra lo sbocciare di emozioni impreviste con l’amico fraterno Jak e la pericolosa attrazione che suscita in lei Reywind, giovane e conturbante esperto di combattimento dai fini ambigui.

Una lettura con qualcosa di carino: 3 TAZZINE
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La discendente del Ladro è stata una lettura… impegnativa. Le premesse di questo libro erano ottime ma anche se diverse cose mi sono piaciute altre non mi hanno convinto il che è un vero peccato perché questo libro ha tantissimo potenziale. Ho acquistato La Discendente del Ladro perché, dalla quarta di copertina, mi aspettavo un epic fantasy e, invece, questo romanzo è molto incentrato sulla parte romance e le creature magiche di cui parla la quarta compaiono davvero tanto avanti nella storia e io, che mi aspettavo duelli all’ultimo sangue, draghi etc ci sono rimasta un po’ male.
L’antefatto de La Discendente del Ladro narra la storia di un Fauno malvagio e di un ladro ed è uno degli elementi
che mi ha più affascinato e paradossalmente più deluso. Un tempo il mondo era popolato da molte creature magiche finché il fauno Adhareo, custode della magia, stufo di portarne il fardello, uccise tre chimere e usò il loro sangue per temprare tre spade in cui racchiuse tutta la magia. Il Fauno aveva tutta l’intenzione di tenersi strette le spade ma un uomo le rubò.
Le premesse della storia sono molto intriganti, il libro è ricco di elementi interessanti che, purtroppo, sono poco sfruttati. Nailyn, la Discendente del Ladro, è una buona protagonista è cresciuta nei bassifondi di Vartadis, ama la sua città e non è molto interessata alla sua possibile ascendenza. Lei e l’amico di sempre Jak hanno una vita pericolosa ma di cui, tutto sommato, sembrano contenti, o no? Un furto troppo audace li costringerà a fuggire da Vartadis per dare inizio a una storia che vedrà al suo centro un’antica profezia.
La Profezia del Ladro è stata una lettura davvero lunga e che non ho trovato particolarmente coinvolgente. Ci sono diversi villain ognuno mosso da motivazioni personali ma, purtroppo, nessuno di loro viene approfondito. La Madre, capo della sacra dimora di Heldor, è forse quella che ho leggermente preferito è una donna crudele che pensa solo a se stessa, ho trovato interessante il suo rapporto con la piccola Elfride ma, anche in questo caso, ho sentito la mancanza di qualche dettaglio in più per capire meglio il loro rapporto. La Legione Oscura, la fazione che più fortemente si oppone alla Sacra Dimora, il cui capo è uno dei villain principali è davvero… poco approfondita. Sarà che amo i villain davvero approfonditi e carismatici ma, in tutta onestà, non li ho trovati per niente interessanti. Senza contare che penso non capirò mai cosa siano le fiere delle tenebre dato che, oltre al nome, non viene scritto nient’altro su di loro. Nemmeno una descrizione.
I tre protagonisti Nailyn, Jak e Reywind non mi sono del tutto dispiaciuti sebbene, da un certo punto in poi, Jak venga messo un po’ da parte e, nel complesso, non ho trovato nessuno dei tre particolarmente interessante. Nailyn è la classica protagonista che scopre di essere predestinata, Jak è il migliore amico, da sempre innamorato di lei e un po’ sornione, Reywind il personaggio più cupo e affascinante che cela un passato doloroso… la loro caratterizzazione rimane molto sulla superficie e questo non mi ha permesso di affezionarmi a loro. Non li ho trovati particolarmente interessanti.
Dal lato romance ho apprezzato che il triangolo amoroso non sia stato tirato per le lunghe, anzi, diciamo che è chiaro quasi fin dall’inizio per chi batte il cuore della protagonista. Il finale (ovviamente non farò spoiler) è il classico finale che mi aspettavo, tranne che per un bel colpo di scena che, in effetti, non avevo previsto.
La Discendente del Ladro è un libro che non ha saputo conquistarmi con molti elementi interessanti, ma poco approfonditi, personaggi secondari troppo di contorno e cose poco chiare che mi hanno portato a trascinare la lettura di questo romanzo per tanto tempo con l’unica voglia di arrivare alla fine per iniziare altro.
ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE ![]()
Devo dire che speravo che il famoso Fauno Adhareo sarebbe stato un po’ più interessante come personaggio e invece, onestamente, non mi ha davvero lasciato nulla. Non mi aspettavo che si sarebbe manifestato dentro Jak, l’ho trovato un buon colpo di scena, come anche il fatto che Jak sia dovuto morire ma oltre a questo l’ho trovato davvero piatto come villain. Peccato.





