Intervista a Angela Iezzi
Buon pomeriggio cuplovers, oggi, per la nostra rubrica Una bevuta in compagnia ospitiamo nel nostro salottino virtuale Angela Iezzi, autrice di L’amore arriva precisamente quando intende farlo, Odiarsi è bene, amarsi è meglio e tanti altri.
Benvenuta, Angela, come prima domanda ti chiedo di parlare un po’ di te e presentarti ai nostri lettori.
Ciao a tutti e grazie mille Chiara per avermi offerto questo spazio. Mi chiamo Angela Iezzi e ho fatto dell’amore complicato una vera e propria missione narrativa. Scrivo romanzi rosa, con una predilezione per le storie dove i protagonisti iniziano odiandosi, battibeccano, si scontrano a ogni occasione, e poi… finiscono irrimediabilmente travolti dai sentimenti.
Se c’è un ufficio, una rivalità e una buona dose di ironia, è molto probabile che ci troviate anche me, dietro la tastiera.
Quando non sono persa tra i litigi letterari e gli sguardi carichi di tensione, divoro libri (il fantasy è uno dei miei generi prediletti), colleziono idee improbabili e mi lascio sorprendere dalla vita reale, che, a volte, è più romanzesca di quanto si creda.
I tuoi romanzi hanno, se così si può dire, un filo comune, una bella storia d’amore e quel pizzico di ironia che non manca mai, quanto è difficile ideare le battute tra i personaggi in modo che risultino argute e divertenti?
La verità? Molti dei battibecchi che inserisco nei miei romanzi sono ispirati a momenti di vita vera. In “L’amore arriva precisamente quando intende farlo”, per esempio, il personaggio di Gaia con i suoi sfondoni linguistici è mutuato, con le dovute modifiche, ovviamente, da un paio di persone che ho incontrato davvero.
Mi piace molto scrivere i dialoghi, li trovo il modo più diretto e piacevole per far conoscere i miei personaggi e le loro relazioni. Il dialogo è lo strumento con cui impariamo a conoscerci nella vita vera, quindi perché non anche in quella su carta?
In L’amore arriva precisamente quando intende farlo, la protagonista, Alisia, subisce un’ingiustizia sul lavoro. Sebbene sia la candidata perfetta per una promozione, viene scelto qualcun altro. Il solito “raccomandato”, una situazione che non può che far arrabbiare il lettore. Ti è mai capitato qualcosa del genere? Come mai ha scelto questo elemento come base della storia?
Il tema delle donne e del lavoro mi è molto caro. Dall’ultimo report di genere, riferito ai dati 2024, è emerso che in Italia esiste ancora un gap importante tra uomini e donne nel mondo del lavoro. I contratti part time sono scelti e/o imposti alle donne con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. Le donne con contratti da quadro sono solo il 32,4%, quando gli uomini arrivano al 67,6%. I carichi di cura sono a quasi totale appannaggio delle donne, basti pensare che le giornate di congedo parentale fruite da donne sono più di 14 milioni, a fronte di poco più di 2 milioni di giornate utilizzate da uomini. Questo è solo qualche dato per capire come il genere femminile fatichi ancora molto a trovare una parificazione in termini di diritti e doveri e nel mondo del lavoro questa distanza è ancora più percepibile. Attraverso le storie che parlano di donne, credo sia importante anche trasmettere questi messaggi, indurre a riflettere su temi che ci toccano tutti e tutte, chi più direttamente, chi più indirettamente, ma nei quali siamo tutti coinvolti.
Protagonisti della storia sono Alisia ed Ettore, parlami di loro e dimmi, hai un preferito?
Alisia ed Ettore sono due personaggi opposti. Mi è piaciuta l’idea di accostare mondi diversi, sia per estrazione sociale che per carattere.
Lei è una donna forte, disordinata, istintiva, ritardataria, amante dei colori e de “Il Signore degli Anelli”.
Lui, invece, è un uomo rigido, molto ordinato, sicuro di sé e ossessionato dalla puntualità.
Mi piaceva l’idea di raccontare di persone comuni, con i loro difetti, spigoli da limare per poter trovare un incastro. E così Alisia impara a guardare oltre le apparenze, Ettore a preoccuparsi meno per il futuro.
Personalmente, ho difficoltà a scegliere tra loro due, un po’ forse anche perché in parte mi rappresentano entrambi.
Le famiglie di Ettore e Alisia sono molto diverse eppure, per certi versi, entrambe mettono in difficoltà i figli,
parlami della loro situazione.
Eh, sì, anche le loro famiglie sono molto diverse. Quella di Ettore è molto più formale, tiene molto alle etichette, costruisce i propri rapporti sulla base della convenienza e del prestigio. Quella di Alisia, invece, è una famiglia umile, più ingenua, legata un po’ ai luoghi comuni. Sia Ettore che Alisia devono in qualche modo affrancarsi dalle rispettive famiglie, perché nessuno di loro sarebbe, altrimenti, stato il genero/la nuora ideale per la famiglia dell’altro. Ma incontrarsi significa anche questo, imparare a conoscersi e scoprire che non sempre la prima impressione è quella giusta.
Dopo aver pubblicato i primi romanzi con Newton Compton sei passata all’autopubblicazione puoi parlarci dei pro e dei contro di queste due realtà? Con quale delle due ti trovi meglio?
Sono due mondi molto diversi. Con la casa editrice, l’autore si affranca da molte delle incombenze che, invece, ricadono su di lui/lei quando opta per il self publishing. La casa editrice cura la cover, l’editing e, a volte, la promozione. In self, invece, tutto il lavoro ricade su chi scrive, ma al contempo ci si può gestire meglio con i tempi, sia di uscita che di promozione, scegliendo quando far uscire il proprio romanzo, il prezzo di vendita ed eventuali offerte.
Personalmente credo che entrambi abbiano i loro pro e i loro contro. Semmai capiterà l’occasione, non escludo di poter tornare a pubblicare con casa editrice, ma mi piacerebbe anche conservare una parte di autonomia, mantenendo la libertà del self.
Grazie per queste risposte Angela Iezzi 🙂 e per essere stata con noi questo pomeriggio!





