Abissi e incanto: il secondo libro della The hidden society
Cari cucchiaini, devo ammetterlo, dopo “Stelle e ottone” l’asticella per il secondo libro della The Hidden Society era davvero alta… forse troppo. “Abissi e incanto” è stata una lettura più che carina, ma non ho ritrovato la stessa magia che c’era nel primo. Forse è stata la conformazione differente della storia, l’impronta retelling o i personaggi, o forse un mix di tutto. Non so cosa, ma ho sentito che gli è mancato qualcosa.
Nel piattino abbiamo



Abissi e incanto
di Ella Archer
Edito da Il Castoro Off (24 settembre 2024)
Pagine 420
€ 24,00 cartaceo – € 16,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Quattro autrici. Quatto protagoniste. Quattro storie autoconclusive. Un solo mondo fantasy romance. Entra nella Hidden Society.
Safira, la Perla del Palazzo Sommerso, si sta preparando al Primo Sangue, il rito che le permetterà di diventare una sirena perfetta e renderà la sua magia potente e completa. Deve solo uccidere un umano, poi il suo destino potrà finalmente compiersi. Ma quando il rituale non funziona, sua madre, la Regina Partenope, la esilia sulla terra, allontanandola per sempre dal regno. La sirena, ora nella sua forma umana, inizia a vagare per Napoli alla ricerca di un ragazzo speciale per provare a celebrare nuovamente il rituale. L’incontro con Aris, un giovane marinaio, sconvolge e distrugge tutte le certezze di Safira, portandola a interrogarsi anche su sé stessa. Quando la principessa si accorgerà di essere ormai innamorata di lui, potrà ancora ucciderlo?

Una lettura che definirei carina, 3 TAZZINE E MEZZO
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Ho iniziato a leggere “Abissi e incanto” sulla scia della lettura di “Stelle e ottone”, un libro che ho adorato per il mondo che l’autrice è riuscita a creare, che qui rincontriamo, ma ne vediamo un lato differente. Se nel primo libro della The hidden society i protagonisti erano i maghi e la loro magia, qui la fanno da padrone sirene e tritoni. È sicuramente un romanzo dalla conformazione differente, ma sopratutto dal tono differente. L’autrice non riesce a far davvero partire la storia che rimane, per quanto mi riguarda, molto più apatica di quella del primo romanzo.
È un libro che parte lento, prendendosi il suo tempo per farti ambientare… forse un po’ troppo. A un certo punto arriva una sorta di svolta e il romanzo inizia a carburare meglio, ma ammetto di non aver colto quello sprint che molti altri mi hanno detto di aver trovato.
Ha tanto e allo stesso tempo troppo poco del retelling della Sirenetta. “Tanto” perché essendo il secondo di una serie mi aspettavo un romanzo dalla stessa conformazione del primo, invece è estremamente differente. “Troppo poco” perché se si parla davvero di retelling allora avrei voluto la presenza di più elementi cari alla fiaba.
I personaggi in sé non mi sono dispiaciuti, seppur li abbia trovati davvero troppo stereotipati. Mi ha inoltre un po’ stonato Safira, che dovrebbe avere diversi secoli, ma sembra che abbia mentalmente al massimo 18 anni, un gap generazionale che avrebbe dovuto aver salutato da un po’.
Insomma, a conti fatti è stata una lettura che si è fatta leggere, ma non mi ha entusiasmato seppur avesse tutte le caratteristiche per farlo. Spero in un terzo libro che ritorni ai livelli del primo!





