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1^ tappa del BLOGTOUR + GIVEAWAY dedicato a “Ossa e corallo”: intervista all’autrice

Oggi ospitiamo la prima tappa del blogtour dedicato a “Ossa e corallo” di Tiffany Daune 😀 un urbanfantasy sulle sirene e il mondo sommerso che vi catapulterà nella straordinaria vita di Halen, ragazza dagli straordinari poteri alla ricerca di risposte. E’ il primo romanzo della trilogia Siren Chronicles, nonchè vincitore del Wattys Award 2016.
Seguendo le diverse tappe di questo BT potrete provare ad aggiudicarvi una copia digitale di questo libro 😉 ma eccovi un po’ di informazioni in più:

nel piattino abbiamo: love story 01 - compulsivamente lettrice - 6 ciambella romance sul blog letterario de le tazzine di yoko / contemporaneo 01 - compulsivamente lettrice - 8 torta contemporanei sul blog letterario de le tazzine di yoko / paranormal 01 - compulsivamente lettrice - 5 croassant paranormal sul blog letterario de le tazzine di yoko

Ossa e corallo

Tiffany Daune
Selfpublishing (10 giugno 2017)
Pagina 306
€ 2,77 ebook
amzn-amazon-stock-logolink diretto all’acquisto ebook

TRAMA DELL’EDITORE
Halen sa che le scintille che le infiammano le dita sono un pericolo. Ha passato ogni attimo della sua vita nel tentativo di contenere quelle emozioni esplosive che le permettono di distruggere ogni cosa, ma adesso che è tornata a Rockaway Beach, il posto in cui ha visto suo padre annegare, non riesce più a domare le fiamme.
Halen cerca di resistere, ma quando viene spinta verso un nuovo mondo pieno di misteri, il regno sommerso di Elosia, inizia a scoprire la verità sul suo passato e non può fare a meno di andare a fuoco. Mentre esplora Elosia, capisce che ogni attimo della sua vita è stato una menzogna.
Quando le stesse persone che l’hanno ingannata si offrono di aiutarla, Halen deve scegliere: andare via, o scatenare la magia che potrebbe distruggere ogni cosa?

Curiosi? 🙂
Il libro è stato pubblicato in America, Cina, Spagna e Germania, e finalmente è arrivato anche in Italia.
Nella nostra tappa l’autrice ci racconterà un po’ di sè in un’interessante intervista:

Intervista a Tiffany Daune A CURA DI YOKO

Benvenuta al nostro tavolino virtuale Tiffany 🙂 in Italia ti conosciamo ancora poco, ma si dice “dimmi il libro che hai sul comodino e ti dirò chi sei” per cui sono curiosa, quale è il libro che attende sul tuo comodino??
Adesso sul mio comodino ne ho cinque. Al momento mi sto perdendo tra le pagine di “The Girl with All the Gifts” di M.R. Carey e sto leggendo anche alcuni bei titoli su Wattpad.

Quale è il tuo scrittore preferito?
Non potrei mai sceglierne solo uno, ma alcuni dei miei preferiti sono Alyson Noel, Tehereh Mafi, Casandra Clare, John Green, Taran Matharu, Jennifer L Armentrout e Kendare Blake.

Almeno due sono anche i miei preferiti 🙂 e la tua citazione preferita?

La felicità può essere trovata, anche nei momenti più bui, se si ricorda solo di accendere la luce. ~ Albus Dumbledore

Quando hai deciso che volevi scrivere “professionalmente” e come hai intrapreso questa strada?
Ho iniziato a scrivere con l’intento di pubblicare sette anni fa. Ho affrontato molti rifiuti, ma ho continuato a presentare i miei lavori e a scrivere, finché non ho ricevuto il mio primo contratto per Surface e il sequel Landlocked. Purtroppo il mio editore ha chiuso, e ho dovuto ricominciare. Così, invece di ripubblicare Surface, ho scritto Coral & Bone (Ossa e corallo) che ha vinto un premio watty nel 2016.

Puoi dirci qualche informazione in più sulla tua serie e cosa ti ha ispirato?
La serie Siren Chronicles è piena di sirene, mutaforma e altre straordinarie creature. È una storia di amore, perdita e speranza. La mia scrittura è maggiormente influenzata dalle storie che ho amato e letto da bambina, come La Sirenetta di Hans Christian Andersen e Il leone, la strega e l’armadio di C.S. Lewis. Come adolescente, ho divorato qualcosa di Stephen King, John Saul e Anne Rice. Sono attratta da regni mistici e amo ancora di più quando la magia si scontra con il nostro mondo.

Le Etlins della tua serie sono mutaforma, se potessi fare come loro quale animale ti piacerebbe diventare?
Sicuramente un corvo perché sono maliziosamente intelligenti e spaventosi.

Perché le sirene?
Sapete quando qualcuno ti legge una storia da bambino e questa finisce per rimanere con te per sempre? La Sirenetta di Hans Christian Andersen era quella storia per me. Amo l’originale e adoro la versione Disney. Ma, fino a quando non ho guardato Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare non ho trovato la mia musa per Ossa e Corallo.

Se potessi incontrare uno dei tuoi personaggi nella vita reale, chi sarebbe e perché?
Halen. Così potrei chiederle scusa per tutto quello che ho scritto. Non ho ancora finito con lei, quindi potrebbe aver bisogno di un abbraccio.

Ti piacerebbe vedere il tuo lavoro sul grande schermo?
Penso che alla maggior parte degli scrittori piacerebbe vedere il loro lavoro sul grande schermo. Sono una persona visiva, quindi quando scrivo sto già guardando il film in testa. Sto solo registrando quello che vedo. Ossa e corallo è pieno di belle immagini. Sarebbe stupefacente vedere i tre regni e guardare la storia che si svolge all’interno di ciascuno.

A cosa stai lavorando adesso?
Attualmente sto editando i libri due e tre delle Siren Chronicles e lavorando a una stesura per una nuova serie emozionante. Tenete d’occhio il mio account Instagram dove vi darò la possibilità di dare una breve sbirciata.

Come si fa per ricaricare le batterie tra una stesura e l’altra?
E difficile. Sono una gran lavoratrice, perché affroto questo lavoro come un gioco ogni giorno. Mi sento come Victor Frankenstein, pazzo ossessionato e entusiasta quando la storia viene in vita. Quindi, quando ho bisogno di ricaricare, devo scollegarmi del tutto. Devo allontanarmi dallo schermo e poi trascorrere del tempo con la mia famiglia. La mia famiglia mi supporta e sono brava a tornare al mio laboratorio – volevo dire al computer portatile.

Cosa preferisci mangiare quando scrivi?
Popcorn, cetrioli e cioccolato.

Cetrioli? Davvero? XD
La nostra intervista si conclude qui, grazie di essere stata con noi!

Come partecipare al giveaway?

-Lasciare email per essere contattato in caso di vincita
-Essere follower dei blog
-Commentare le tappe
-Mettere like alle pagine fb di Tiffany e Paolo (il traduttore)
-Condividere l’iniziativa

a Rafflecopter giveaway

Seguite tutte le tappe 🙂 le troverete anche QUI nell’evento facebook!

Ultimo appuntamento con la special guest di maggio: due chiacchiere con Debora De Lorenzi

    Buon giorno cuplovers!
    Oggi ospitiamo nel nostro angolino letterario Debora De Lorenzi, la nostra special guest del mese di maggio. Il fortunato vincitore del fan del mese si porterà a casa l’ebook di L’imbroglio dell’anima che abbiamo recensito QUI e non scordatevi di dare uno sguardo al dreamcast QUI.
    una bevuta in compagnia sul blog letterario de le tazzine di yoko - interviste

    Intervista a Debora De Lorenzi
    A CURA DI STREGA DEL CREPUSCOLO (Chiari)

    Benvenuta Debora, accomodati pure nel nostro spazietto virtuale.
    Grazie. È sempre un piacere ritrovarmi in Vostra compagnia.

  • La versione che ho letto de “L’imbroglio dell’anima” è una riedizione di una versione precedente. Che differenze ci sono tra la prima edizione e questa? Come mai hai sentito la necessità di riprendere in mano questa storia?
  • La prima edizione che mi è valsa il premio “Parole di carta” con Butterfly edizioni, in effetti è stata scritta circa un decennio fa. Il desiderio di fare sempre meglio unito alle ricorrenti richieste da parte dei lettori di continuare la storia delle streghe Mcdonnell mi hanno esortata a rimettere in gioco la vicenda. Così una volta libera da vincoli editoriali, ho iniziato a trasformare il romanzo riscrivendolo con uno stile più fluido, caratterizzando meglio alcuni personaggi e aggiungendo inediti, preziosi episodi, chiave di connessione a Flame (in stesura), di cui ho pubblicato un prequel all’interno di questa nuova edizione dell’Imbroglio dell’anima.

  • Protagoniste indiscusse del romanzo sono le streghe Mcdonnell, mi parli di questa famiglia e delle loro origini?
  • La genealogia Mcdonnell ha inizio intorno al 1620 in Irlanda da due misteriose gemelle, legate a una profezia… Dal romanzo:

    Durante le cruente battaglie contro i protestanti britannici, un elevatissimo numero di irlandesi originari, perse brutalmente i propri cari, si vide espropriare con la forza i propri possedimenti, quando non donò addirittura la vita stessa per difendere il proprio diritto al cattolicesimo, rifiutando di essere schiacciato e distrutto. La fame e le epidemie fecero il resto a un Paese di per sé povero e compromesso dalle continue occupazioni. Le Mcdonnell non restarono certo indifferenti a tutto ciò. Si adoperarono infatti, fornendo quanto restava dei propri beni per il sostentamento dei compagni, oltre che partecipare attivamente ai combattimenti. Divennero maestre nel guarire sia il corpo sia lo spirito dei loro protetti. Pertanto, le antiche conoscenze così profondamente radicate in loro, in questo contesto si ampliarono. Quando le erbe e i cristalli non furono più sufficienti a lenire le sofferenze dei loro compatrioti, arrivarono al punto di affidarsi all’ancor più antica cultura per chiedere un aiuto soprannaturale: quello degli spiriti. Dalla mescolanza di sacro e profano Niamh (chiara, luminosa – in celtico) e Naomh (sacra – in celtico) Mcdonnell, grazie a tali insolite capacità medianiche e guaritrici, si aggiudicarono con merito, l’appellativo di streghe.”

  • Le donne protagoniste del romanzo hanno tutte un carattere ben definito, sono molto diverse l’una dall’altra e ciascuna di loro dovrà affrontare il proprio destino. Mi parli di Bleine, Eilise e Charlotte?
  • Le donne Mcdonnell, come dicevo in precedenza, sono tutte streghe, tutte frammenti di un’antica profezia, tutte soggette alla tentazione e al sacrificio. Bleine, nonna di Charlotte è volubile, passionale, una tra le più potenti, legata a uno spirito maledettamente seducente, inevitabilmente dannato. Nonostante le sue inclinazioni, il suo intervento a favore di Charlotte sarà fondamentale per l’avverarsi della profezia. Eilise, figlia di Bleine, madre di Charlotte è la più atipica. Soffre per la sua condizione di strega, non accetta se stessa, né la profezia che designa la figlia come predestinata. Sarà causa di parecchi guai, nonostante evitare proprio questi ultimi sia il suo intento. Charlotte è l’eroina della vicenda, la designata dalla profezia come Signora della luce e delle tenebre; i suoi poteri sono inimmaginabili. Non solo accetta il suo ruolo, ma ne è entusiasta! Pragmatica, combattiva, coraggiosa, appassionata. A lei è destinato uno spirito immortale (i due si ameranno perdutamente) che da secoli protegge in gran segreto le streghe e che sarà al suo fianco nella battaglia finale. Tuttavia non è il solo a tormentare il cuore di Charlotte…

  • Che cosa sono gli spiriti sospesi? Cosa li lega alle donne Mcdonnell?
  • Nel romanzo sono presenti due tipologie di spiriti sospesi, i primi sono guerrieri caduti in battaglia che attendono l’intervento di Charlotte e il compiersi della profezia per raggiungere la pace. I demoni affiancano Màedòc per evitare prima l’avverarsi della profezia e poi per annientare Charlotte. In tutto questo è inevitabile il legame tra una strega e uno spirito da lei evocato mediante il quale verranno trasmessi i poteri sovrannaturali alla loro progenie.

  • Tra gli spiriti, il più affascinante è di sicuro Eamon che si legherà a Bleine, cosa puoi dirmi di lui? Hai mai pensato di scrivere una novella su questo personaggio così affascinante?
  • Eamon è intrigante e imprevedibile. Bello e maledetto. È un demone, quindi un cattivo, evocato da una giovane, ingenua Bleine che finirà con l’innamorarsene. Compie indicibili nefandezze nei confronti del genere umano e altrettanti gesti galanti e impareggiabili verso la sua amata… è tra i personaggi più amati dalle lettrici, per questo ho aggiunto nella nuova edizione qualche episodio in più che lo riguarda… Scrivere ancora su di lui? Forse…

  • Parlami dei poteri delle streghe Mcdonnell.
  • Le Mcdonnell nascono come guaritrici, esperte conoscitrici delle capacità curative delle erbe e degli antichi riti celtici. Venerano la natura come elemento stesso dell’universo e del potere, di conseguenza traggono forza dai suoi elementi (terra, aria, acqua, fuoco). In seguito il legame con gli spiriti garantirà alla stirpe alleanze e facoltà sempre più straordinarie.

  • Tutti i romanzi urban fantasy hanno bisogno di un cattivo. Nel tuo romanzo, ad opporsi ai protagonisti, c’è Màedòc: cosa mi puoi dire di lui?
    Màedòc è il primo spirito richiamato in vita. Evocato da Neasa come mentore diviene in seguito il suo amante. Avrebbe dovuto proteggere le gemelle Niamh e Naomh, ma una volta scoperta la profezia cede all’avidità e si converte all’oscurità trasformandosi definitivamente nel nemico giurato della progenie Mcdonnell.

  • Parlami di Damien e di Manuel, del legame che c’è tra loro e del loro rapporto con Charlotte. Ritroveremo Manuel nel tuo prossimo romanzo?
  • Difficile parlarvi di questi personaggi senza rischiare di svelarvi troppo… Damien è l’unico maschio della dinastia Mcdonnell; un soldato formidabile, avvenente, coraggioso e fiero che occultandosi combatte tra le dimensioni (terrena e spirituale) per favorire l’avverarsi della profezia. Rivelerà a poche elette, e solo in caso di necessità, la propria esistenza. Lui stesso è parte della profezia, è infatti scritto che sarà destinato alla prescelta e che instaurerà con lei una sorta di legame indissolubile. Manuel appare fin dall’inizio del romanzo. Affascinante, riservato e imperscrutabile, dal passato misterioso che svelerà soltanto in parte per soddisfare le curiosità di Charlotte. Non è uno spirito come Eamon e non è uno stregone, eppure è parte fondamentale della profezia e contro ogni prognostico, nonostante Damien, anche lui ama Charlotte Mcdonnell… come direbbe lui stesso “è complicato!”. Il legame che unisce i tre personaggi menzionati ha stimolato moltissimo la fantasia dei lettori che mi hanno pregato di continuare la storia. Per scoprire se ho esaudito o meno le richieste, non vi resta che leggere Flame…

    Grazie per essere stata nostra ospite.
    Grazie a Voi per avermi ospitata di nuovo, onorata…

Intervista a Miriam Ciraolo, la special guest di marzo

    Buon pomeriggio cuplovers! Oggi per la nostra rubrica Una bevuta in compagnia ospitiamo Miriam Ciraolo autrice di “Beauty and the Cyborg” e nostra special guest di marzo!
    una bevuta in compagnia sul blog letterario de le tazzine di yoko - interviste

    Intervista a Miriam Ciraolo
    A CURA DI STREGA DEL CREPUSCOLO (Chiari)

    Benvenuta nel nostro salottino virtuale Miriam, accomodati, gradisci un caffè, un the o una cioccolata calda?
    Grazie a voi, tazzine. Cioccolata calda, grazie!

  • Parlami un po’ di te: chi è Miriam?
  • Sono una persona riservata e parecchio lunatica. A volte trasandata. Disordino il mondo esterno mentre ordino la mia arte, funziona così per me. Sono creativa e sognatrice ma molto sensibile. Sensibile, lo uso come aggettivo negativo perché è da questo che dipendono i miei sbalzi d’umore.

  • Com’è nata l’idea che ha portato alla stesura di Beauty and the Cyborg?
  • Nasce da tante idee. La prima è puramente scientifica: cosa accadrebbe se i poli magnetici della terra si invertissero? La seconda è nata dalla passione per i retelling e per la favola de “La Bella e la Bestia”. Tutto è venuto da sé: collegamenti, dettagli, personaggi. Le idee avevano tante cose in comune, facevano l’amore nella mia testa e da quell’amore oggi è nato un altro figlio d’inchiostro.

  • Il tuo romanzo è un retelling della celebre favola della Bella e la Bestia, come mai hai scelto proprio questa fiaba? Che significato ha per te?
  • Significa andare oltre le apparenze e che “essere principessa” non significa essere femminile. Esistono sentimenti e pensieri più delicati ed eleganti dell’estetica. La favola rispecchia questi temi, che a loro volta rispecchiano il mio modo di pensare. Inoltre da piccola andavo matta per il cartone animato Disney.

  • Scrivere un retelling significa partire da una storia molto famosa e il rischio di creare qualcosa di, o troppo simile all’originale, o troppo distante da esso, è grande. Tu come ti sei posta il problema quando stavi scrivendo Beauty and the Cyborg?
  • Mi sono semplicemente divertita. Volevo che i lettori non fossero bombardati dalla risonanza della storia originale ma che venissero stupiti dai punti in comune che avevo rielaborato. Non volevo che i dettagli fossero palesi ma che fosse il lettore a scoprirli mentre la trama principale andava avanti e così è stato. Ho disseminato tanti zuccherini lungo il sentiero e i lettori li hanno gustati.
    Volevo che l’elettricità fosse il nuovo “oro”, quello che effettivamente rende ricche le capitali e da lì ho pensato: gioielli elettrici? Banche con generatori? Vestiti a led? Sì, dai! Lo sfarzo è rappresentato dalla luce in ogni circostanza. Poi c’era l’elemento chiave degli elettrodomestici, di questi “oggetti che si muovono” e non ho potuto resistere: c’è un punto in comune con la favola originale. Continuiamo a scrivere!
    Funziona così per me: quando l’idea è forte, genera reazioni a catena. Poi le città prive di corrente, prive anche di leggere e di inventare, sono rese schiave anche dalla loro ignoranza. Bellatrice è un tipo curioso: com’è possibile che i cyborg gironzolino indisturbati dopo la Nuova Notte? Per questo si mette nei guai. Odia non sapere. Odia essere una schiava. Odia il buio spirituale della sua città.

  • Bellatrice è la protagonista assoluta del romanzo, parlami di lei, della sua famiglia, del suo carattere e dei suoi desideri.
  • Bellatrice desidera la libertà. Desidera che tutti usufruiscano della corrente come si usufruisce dell’aria. Vorrebbe che tutti avessero la possibilità di studiare e SPOILER: che i cyborg si tramutassero in esseri umani.
    La sua famiglia è molto paurosa, ovviamente. Lei è sempre stata un punto di riferimento per loro ma la sua testardaggine è anche motivo di preoccupazione. La ammirano ma la temono, come la corrente elettrica in fondo.

  • Alec e Aston sono fratelli ma sono molto diversi l’uno dall’altro. Parlami di loro e del loro rapporto.
  • Il loro rapporto è una ferita lasciata andare al tempo e i difetti di entrambi, soprattutto quelli di Aston, hanno fatto da barriera a un loro possibile riavvicinamento. Non sono mai arrivati a un vero e proprio confronto e questo ha complicato la situazione. Inoltre l’odio, come l’amore, viene alimentato dal tempo e in questo caso sono trascorsi anni.

  • Oltre ai protagonisti altri due personaggi spiccano sugli altri: Lum e Lulabelle. Cosa mi puoi dire di loro?
  • Lum è un personaggio solare, con la battuta sempre pronta, al contrario, Lulabelle è una musona, si lamenta sempre di tutto ma in realtà ha solo bisogno di tanto amore e lo dimostra in modo infantile a volte. Entrambi mi hanno sempre fatta divertire mentre scrivevo di loro. Sono due pianeti opposti ma non riescono a smettere di guardarsi. Nel secondo libro approfondirò di più il loro rapporto e le loro storie.

  • Il personaggio di Lum mi è piaciuto molto e, lo ammetto, avrei voluto scoprire più cose su di lui. C’è la possibilità che esca un nuovo spin-off dedicato proprio a lui?
  • Sì, non mi nego questa possibilità. Mi piacerebbe esplorare anche la sua testa.

  • Ti andrebbe di scegliere una citazione dal tuo romanzo per condividerla con i nostri lettori?
  • Questo è il tempo in cui dalle spine sbocceranno le rose e dalle nostre ferite fioriranno germogli.”

    Progetti futuri? Prevedi di scrivere un seguito di Beauty and the Cybrog?

    I miei progetti futuri sono Beauty and the Blade (il seguito di Beauty and the Cyborg, appunto) e una nuova storia di realismo fantastico che verrà anche illustrata, le creature immaginarie sono del tutto nuove e non vedo l’ora di parlarvene.

    La nostra intervista termina qui, se volete scoprire tutte le interviste che abbiamo fatto ad autori italiani e non… le trovate QUI.

3^ tappa del BLOGTOUR + GIVEAWAY di “Hyperversum Ultimate”: intervista all’autrice

    Amanti del fantasy YA storico +_+ da appena due giorni trovate in tutte le librerie “Hyperversum Ultimate”, il secondo romanzo della serie sequel di Hyperversum scritta dall’abile mano di Cecilia Radall.
    Oggi ospiamo la terza tappa del blogtour + giveaway a lui dedicato, dove potrete tentare la fortuna e accapparrarvi una copia cartacea di questo entusiasmante libro che vede il ritorno di Alex nel Medioevo, questa volta per restarci.

    nel piattino abbiamo: love story 01 - compulsivamente lettrice - 6 ciambella romance sul blog letterario de le tazzine di yoko / contemporaneo 01 - compulsivamente lettrice - 8 torta contemporanei sul blog letterario de le tazzine di yoko

    Hyperversum Ultimate

    Cecilia Randall
    Edito da Giunti Editore (29 marzo 2017)
    € 9,99 ebook – € 17,00 cartaceo
    amzn-amazon-stock-logolink diretto all’acquisto cartaceo
    link diretto all’acquisto ebook

    TRAMA DELL’EDITORE
    Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alex ha deciso: tornerà nel Medioevo per ritrovare Marc, che nel frattempo è diventato primo cavaliere di Luigi IX. Oltre a sfidare l’ira del padre, dovrà accettare il dolore del distacco dalla sua famiglia, ma nulla può farla rinunciare ai sentimenti che prova per Marc. Châtel-Argent, Francia nord-orientale, XIII secolo. Mentre al castello fervono i festeggiamenti per il matrimonio di Michel de Ponthieu, Marc e Alex si riconfermano l’un l’altra il proprio amore, ma Ian impone loro di attendere almeno sei mesi, per conoscersi meglio. Marc, durante i due anni di distacco, è maturato, ma la sua sicurezza sfiora a volte l’arroganza e Alex fatica a rispettare il ruolo della donna medievale. C’è chi però ha una sensibilità più affine alla sua, come il giovane Richard, e Alex ne è attratta più di quanto voglia confessare a se stessa. Alla loro vicenda personale si mescolano presto vicende politiche quando Luigi IX affida a Marc una missione insolita: a Dunkerque è stato ucciso un viaggiatore inglese e occorre investigare per trovare gli assassini…

    Vi attira? 🙂
    L’ho già letto *ihih* e posso anticiparvi che è davvero bellissimo, chi ha amato Hyperversum Next sono sicura che non ne rimarrà deluso. E’ rimasta la curiosità per ancora alcuni dettagli, ma visto che l’autrice non sembra propensa a scrivere la parola fine credo che non dovrò attendere troppo per le mie risposte. Ma eccovi di seguito tutta l’intervista all’autrice dove potrete leggere integralmente le sue risposte a riguardo 😉

    Intervista a Cecilia Randall A CURA DI YOKO

    Ciao Cecilia, benvenuta nel nostro piccolo salottino virtuale. E’ bellissimo averti con noi oggi, cosa ti posso offrire… un cappuccino? Ci sono anche dei deliziosi muffin ai mirtilli se vuoi.
    Sono felice di essere qui, grazie per avermi invitata. Prenderei un tè al limone, si può? E ai muffin non si può certo dire di no!

  • Dalla primissima uscita di Hyperversum ne è passata di acqua sotto i ponti e i tuoi fan non hanno fatto che aumentare. Come si è evoluta in questi anni la scrittrice che è in te? Sente ancora quel fremito e l’agitazione prima dell’uscita di un nuovo libro?
  • È davvero passato tanto tempo, faccio ancora fatica a crederci, eppure sono ormai undici anni. L’agitazione c’è sempre, per fortuna, perché è bellissimo quel misto di paura, meraviglia ed eccitazione che provo ogni volta che un mio libro compare per la prima volta sugli scaffali delle librerie. È un batticuore che spero di continuare ad avere per ogni libro che scriverò.
    Nel frattempo, sono comunque cambiata: l’esperienza di questi undici anni mi fa sentire più sicura in molti frangenti che in passato mi davano gli incubi. Credo che l’esperienza si percepisca anche nel modo in cui scrivo. Ho lavorato molto in questi anni per diventare più incisiva, grazie anche all’aiuto dei bravissimi editor con cui ho avuto la fortuna di collaborare. Mi sento più matura nel mio modo di scrivere, anche se ovviamente il giudizio finale spetta ai lettori.

  • Ti conosco come autrice metodica e riflessiva, la tua attenzione alla storia è evidente in ogni libro e forgia personaggi capaci di bucare le pagine, ma quanto lavoro c’è dietro a tutto questo? Quanto tempo dedichi alle tue ricerche?
  • La ricerca storica è un lavoro e un divertimento allo stesso tempo. Mi piace scoprire il passato, soprattutto nelle sfumature del quotidiano: usi e costumi, convenzioni sociali, l’abbigliamento, il cibo, l’architettura. Poi cerco di rendere tutte queste sfumature nelle mie pagine, seminando qua e là i dettagli che mi hanno colpita di più. In genere, faccio alcune letture preliminari per inquadrare bene lo spazio temporale e geografico della trama, poi la ricerca storica dura per tutto il tempo della stesura del romanzo, quindi più o meno sei mesi ogni volta, e spesso prosegue anche in fase di editing.

  • Ho accolto il ritorno di Hyperversum con gioia ed entusiasmo. Ti confesso che non credevo avresti più scritto un libro di questa saga, come si è riaccesa la scintilla?
  • In realtà la scintilla non si era mai spenta, ma dopo la prima trilogia avevo bisogno di cambiare tempo e luogo per un po’. Inoltre, i miei protagonisti Ian e Daniel avevano ormai esaurito quello che potevano fare e dire, quindi era ora di passare oltre. Per me c’è un limite alle avventure che i miei personaggi possono vivere, oltre il quale rischiano di diventare ripetitivi. Il ritorno a Hyperversum è avvenuto solo perché ho cambiato personaggi e questa nuova generazione di protagonisti mi offriva tante possibilità eccitanti.

  • Questa seconda serie sequel ha un carattere diverso dalla prima trilogia, l’ho trovata più leggera, anche se ugualmente coinvolgente. Gli hai volutamente dato un’impronta differente?
  • Sì. Volevo tentare da parecchio tempo un romanzo Young Adult e con Hyperversum Next mi sono inoltrata appunto in quella direzione. È stata una boccata d’aria fresca dopo sei romanzi dai toni più adulti e – a volte – cupi.

  • Ho letto che con Hyperversum Ultimate intendi dare un ultimo addio alla saga, è davvero così? Devo preparare i fazzoletti?
  • Ho letto anch’io questa cosa in rete e vorrei tanto sapere chi l’ha detta. Io no di certo! Per il momento, Hyperversum Ultimate è solo un secondo capitolo, poi vedremo cosa porterà il futuro.

  • Alcuni lettori sono restii a iniziare la serie perché spaventati dalle troppe pagine dei primi tre libri, coglieresti loro di iniziare con questi due ultimi sequel prima di lanciarsi nella trilogia? Così, come un assaggio prima del piatto forte?
  • Sì, possono senz’altro iniziare dai sequel, purché siano consapevoli che, come dicevamo, Hyperversum Next e Hyperversum Ultimate sono romanzi Young Adult e quindi con personaggi adolescenti e atmosfera più leggera rispetto alla prima trilogia che è senz’altro più adulta.

  • Qual è il tuo personaggio preferito di Hyperversum? Dell’intera saga dico, sequel e non sequel.
  • È un po’ come chiedere a una mamma quale sia il preferito tra i suoi figli. Come si fa a scegliere? Comunque, se proprio devo fare dei nomi, metto senz’altro al primo posto i miei due Falchi, il grande e il piccolo, cioè Ian e suo figlio Marc. Ma subito secondo in classifica (o forse primo a pari merito?) viene il Leone inglese, Geoffrey Martewall.

  • Da autrice che ha riscontrato grande successo con le sue opere che consiglio daresti a tutti coloro che vorrebbero intraprendere la tua strada?
  • Di scrivere con il cuore, perché le storie scritte senza passione si percepiscono a pelle, ma di non stancarsi mai di rileggere e correggere il testo usando la ragione. Revisionatelo anche cento volte prima di sottoporlo a un editore. Ho sentito dire troppe volte: “potrei lavorarci ancora un po’ su, ma per ora va bene così”. Ecco, no, non va bene così. Il testo che sottoponete a un editore deve rispecchiare il meglio delle vostre capacità di quel momento.
    Poi armatevi di santa pazienza e di testardaggine. Non è detto che il vostro primo romanzo debba per forza essere “quello buono”. Magari sì, ma magari sarà il secondo o il terzo o il decimo.

  • Che rapporto hai con gli ebook? Li prediligi al cartaceo?
  • All’inizio ero molto diffidente nei confronti degli ebook. Ero convinta che non mi sarebbero mai piaciuti, ma mi è bastato provare un lettore ebook per cambiare idea. Hanno tantissimi vantaggi: non ingombrano e non pesano, puoi comprarli anche a mezzanotte quando sei in pigiama e vuoi leggere il seguito del libro che hai appena finito, hai i vocabolari integrati quando leggi in lingua straniera, puoi leggerli al buio senza svegliare il marito e il pupo che dormono e adattare la luminosità della pagina e la grandezza dei caratteri alle tue esigenze. Se devo trovare uno svantaggio, ecco, quello che mi manca davvero in un ebook è la bellezza della copertina a colori.
    Comunque in casa nostra convivono serenamente ebook e libri cartacei. Il cartaceo è per i libri a cui tengo in modo particolare, per i saggi storici e i libri di studio, per i libri da assaporare nei momenti di relax sul divano e naturalmente per i libri illustrati. L’ebook è per tutto il resto.

  • Ultima domanda, ma non per questo la meno importante, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Dopo Francia e Italia dove ci porterai con i tuoi prossimi libri?
  • Ho almeno tre progetti per le mani, ma ancora non so quali e quanti si concretizzeranno, quindi per adesso non posso dire molto. Nei miei sogni ci sono come minimo un romanzo di fantascienza, un ritorno al Rinascimento, un urban fantasy, l’onnipresente Medioevo e un libro per ragazzi, ma davvero non ho idea di dove mi porterà il futuro.

    Tutti progetti interessantissimi, non vedo l’ora di tornare a viaggiare tra le pagine dei tuoi libri. Grazie di essere stata con noi e in bocca al lupo per tutto!
    Crepi il lupo. E grazie a voi per avermi ospitata!

    Prova a vincere una copia cartacea di Hyperversum Ultimate

    Le regole sono semplicissime: compila il form sottostante piacizzando la pagina facebook di Cecilia Randall e dell’editore e lascia un commento anche solo a una singola tappa di questo blogtour.

    Se lascerai un commento a tutte le tappe e dichiarerai di essere lettore fisso dei blog partecipanti riceverai dei punti extra!

    a Rafflecopter giveaway

    Appuntamento a lunedì con la recensione di “Hyperversum Ultimate” 😉

    Qui di seguito trovi tutte le tappe del blogtour dedicato a questo fantastico libro:
    29 marzo | Sognando leggendo
    DA HYPERVERSUM A HYPERVERSUM ULTIMATE
    30 marzo | L’angolo di Aredhel
    HYPERVERSUM NEXT E ULTIMATE, UN NUOVO INIZIO?
    31 marzo | Le Tazzine di Yoko
    INTERVISTA ALL’AUTRICE
    1 aprile | Bookspedia
    DREAMCAST
    2 aprile | La tana di una booklover
    QUANTO NE SAI DI HYPERVERSUM?
    3 aprile | tutti i blog delle precedenti tappe
    RECENSIONE

Intervista a Stefania Siano, la nostra special guest del mese di febbraio

    Buonsera cuplovers! Oggi per la nostra rubrica “una bevuta in compagnia” abbiamo il piacere di ospitare Stefania Siano la nostra special guest del mese di febbraio, di cui ho letto con piacere il romanzo “Dov’è Alice?” (trovate la mia recensione QUI).
    una bevuta in compagnia sul blog letterario de le tazzine di yoko - interviste

    Intervista a Stefania Siano
    A CURA DI STREGA DEL CREPUSCOLO (Chiari)

  • Benvenuta nel nostro salottino virtuale. Parlaci di te: chi è Stefania?
  • Sono una semplice ragazza che ama leggere e che ha vissuto in un mondo tutto suo fin da piccola. Un giorno ho deciso di portare i miei personaggi e le storie surreali su carta ed è iniziato tutto come una semplice valvola di sfogo, poi ho capito che non potevo fare a meno di scrivere, scoprendo il mio piccolo angolino di pace.

  • Com’è nata l’idea delle Alici?
  • Nel 2011 ho vinto un concorso letterario con il racconto il “Dott. A-Z”. Questo personaggio è nato all’improvviso, l’ho adorato fin da subito e volevo dargli più campo d’azione. Da questo è nato Alice, ma il Dottor A-Z è una figura che inserisco sempre nei miei scritti, a volte ha un ruolo importante, altre volte è solo una comparsa. È come se fosse il mio porta fortuna, con lui ho pubblicato la prima volta e insieme continuiamo questo percorso.

  • Il mondo magico dove sono ambientate le vicende è davvero originale e interessante. Qual è il luogo che preferisci?
    Sicuramente Paese Sogni d’Oro. Il luogo in cui si svolge la vita sociale dei cittadini di Città dei Sogni, un posto stravagante e bizzarro, dai mille colori e sfumature.

  • Parlami di Arianna e di sua sorella Alice e del legame che c’è tra loro. Ti sei ispirata al legame tra te e tua sorella per descrivere il loro rapporto?
  • Io e mia sorella abbiamo un legame molto profondo e ammetto che è stato fonte di ispirazione per le vicende di Arianna e di Alice, soprattutto per i ricordi dell’infanzia. Credo che il legame tra sorelle sia il rapporto più forte che esista, proprio perché si cresce insieme, si ride, si piange, si affrontano le difficoltà fin da piccoli… ed è questo il filo che unisce Arianna e Alice.

  • Un ruolo molto importante nel romanzo è dato ai ricordi e ad un diario speciale che aiuterà la protagonista. Come mai, in quest’epoca così tecnologica, hai scelto un diario segreto come mezzo per custodire i ricordi di Arianna?
  • Semplicemente perché ho immaginato Arianna nel “mio” passato e quando ero ragazzina si usavano ancora i diari segreti, in più non sono una grande amante della tecnologia anche se oggi è indispensabile.

  • Nel tuo romanzo i genitori preferiscono acquistare un’alice che faccia compagnia ai figli piuttosto che aiutarli a socializzare. Mi è sembrato un modo semplice e rapido per i genitori per risolvere i problemi dei figli, invece di parlarne con loro e trovare una soluzione “tradizionale”. Pensi che, al giorno d’oggi, invece di risolvere i problemi i genitori preferiscano affidarsi alla tecnologia?
  • Assolutamente sì. Inevitabilmente mi trovo a fare dei confronti con la mia infanzia e quella dei bambini che vedo oggi e spesso gli adulti risolvono tutto con giochi tecnologici.

  • Cosa mi puoi dire del Signor Bianconiglio?
  • Assume un po’ il ruolo di guida e di “grillo parlante” in questa storia. È quella parte della nostra infanzia che non ci abbandona mai.

  • Il tuo romanzo ha una cover davvero molto bella e, all’interno dell’ebook, ho trovato un altro disegno, hai mai pensato di realizzarne una versione illustrata?
    Sì, ammetto che è un progetto che ho in mente con mia sorella e che vorremo sviluppare un giorno.

  • Potresti scegliere una citazione dal tuo romanzo da condividere con i nostri lettori?
  • Un piccolo dialogo tra Arianna e il Signor Bianconiglio.

    «Avevi bisogno di tempo, dovevi trovare tu la strada dei ricordi, io ti ho dato solo gli strumenti adatti.»
    Mi metto in ginocchio sul letto e chiudo il diario.
    «Perché mi stai parlando allora?»
    «Il Dottor Z ha capito che stai ricordando e non abbiamo più tempo.»
    «Più tempo per cosa?»
    «Arianna dobbiamo tornare indietro, dove tutto ha avuto inizio.»

  • Attualmente stai lavorando al progetto legato ad “Aki il bakeneko” una piccola saga composta da diversi racconti, ti va di parlarmene? Come mai hai scelto proprio un bakeneko come protagonista?
  • Aki è un Bakeneko, ovvero un demone gatto della cultura giapponese che per un imprevisto si trova a vivere tra gli esseri umani assumendo le sembianze di un ragazzo di nome Hiroshi. Questa saga ricorda molto l’atmosfera leggera e divertente degli anime e dei manga, anche se il primo volume affronta l’importante concetto della diversità.
    Sono dei piccoli racconti illustrati da Paola Siano, al momento sto lavorando al secondo e spero di autopubblicarlo per la fine dell’anno, anche perché nel 2018 sarò impegnata con l’uscita di un romanzo fantasy con la Plesio Editore.
    Perché ho scelto un Bakeneko? Perché amo i gatti ed è una figura demoniaca molto misteriosa nell’ambito delle leggende giapponesi. Aki ha il tipico carattere di un gatto: è diffidente, scontroso, ama il buon cibo ed è il padrone di se stesso, peccato che la sua vita verrà stravolta da Yoko, una ragazzina per metà italiana e per metà giapponese e da Amaya, una demone gatto, eternamente innamorata del povero Aki.

    Grazie per essere stata nostra ospite.

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

le amiche tazzine