Recensione di “Insegnami a vedere l’alba” di Josh Sundquist

Ciao a tutti cucchiaini 🙂 oggi vi parlo di “Insegnami a vedere l’alba” di Josh Sundquit, un romanzo che non mi ispirava, ma che si è rivelato una bella sorpresa.

Uno young adult genuino, spontaneo e scorrevolissimo, intenso nella sua semplicità. L’ho iniziato e finito senza neanche accorgermene!

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Insegnami a vedere l’alba

Josh Sundquist
Edito da Giunti Editore (19 aprile 2017)
Pagine 264
€ 7,99 ebook – € 13,00 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Will, pur essendo cieco dalla nascita, decide di frequentare un liceo pubblico, vincendo i timori della madre iperprotettiva. Inizia così un’esilarante tragicommedia: in mensa si siede sulle gambe di un compagno, una ragazza ha una crisi di nervi convinta che lui la stia fissando… Per riparare, Will si offrirà di aiutarla a scrivere un articolo su una mostra di Van Gogh: impresa difficilissima, perché a Will mancano totalmente il concetto di prospettiva, di colore, e Cecil deve spiegargli ciò che vede evitando qualsiasi metafora visiva.
Quando a Will viene offerta la possibilità di affrontare un’operazione sperimentale che potrebbe ridargli la vista il padre, medico, cerca di dissuaderlo perché i casi di successo sono rarissimi e le ricadute psicologiche spesso pesantissime. Ma Will decide di rischiare e le conseguenze, seppur inaspettate e difficili da superare, gli rivoluzioneranno meravigliosamente la vita.

RECENSIONE DI YOKO:
Una bella lettura, quattro tazzine tonde tonde
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Non dovevo essere io a leggere questo romanzo. Stava lì, in cima alla pila sulla mia scrivania in attesa di essere dato alla nostra Strega. Mi piace però farmi un’idea della scrittura dei vari autori che mi passano sotto il naso, anche se il libro non è indirizzato a me, così l’ho aperto -rigorosamente verso la fine, in barba a tutti coloro che odiano gli spoiler- e ho iniziato a leggere. L’ho finito e poi sono partita a leggerlo dall’inizio. “Insegnami a vedere l’alba” è un libro che nella sua semplicità e scorrevolezza lascia qualcosa.

Will è un protagonista intelligente, a volte autoironico e altre volte pungente, anche con se stesso. E’ cieco dalla nascita e l’autore è riuscito bene a dargli una prospettiva diversa dalla nostra che ti incuriosisce e fa riflettere. Will vuole evolvere, andare avanti, superare gli ostacoli …e ha un sogno: vuole fare il giornalista. Per coltivare questa sua passione e dimostrare di poter essere indipendente decide di lasciare la scuola per ciechi e iscriversi a una normale.
Fa subito amicizia con un gruppo di ragazzi, e in particolare si viene a creare una certa sintonia tra lui e Cecily, compagna di compiti in giornalismo. Il sogno in comune e forse anche l’avere qualcosa per cui essere definiti “diversi” fa nascere un rapporto di fiducia e complicità tra i due. Cosa cambierebbe però se Will acquistasse con una miracolosa operazione l’uso della vista? La prospettiva con cui vive le cose cambierebbe?

Ottenere la vista per la prima volta da adolescente, quando puoi osservare e ricordare ogni momento di quell’esperienza, è molto più che un’opportunità unica, di quelle che ti capitano una sola volta nella vita. Sarebbe come vincere la lotteria. Potrei vivere un migliaio o un milione di vite e non avere mai più la possibilità di sperimentare di nuovo una cosa così speciale.”

foto di Teresa Freitas presa da PinterestMi piace tantissimo come Sundquist ha gestito la situazione, come ha curato il modo di vedere, le loro fragilità e le diverse prospettive dei personaggi. La cecità di Will lo fa andare oltre la bellezza visiva, lui valuta quella interiore, le scelte e le risposte che prendono e danno quelli intorno a lui e nonostante questa sua “mancanza” è pieno di gioia di vivere, quella che a suo modo riesce a trasmettere alla quasi sempre insicura Cecily.

Non ti è mai venuto in mente che, in quanto tuo amico vero, avrei potuto voler essere messo al corrente di questa informazione chiave, in modo da poterci essere per te? Se solo mi avessi detto questa cosa, sarei riuscito a capire. Avrei capito come mai pensavi di non piacere a nessuno. Come mai eri convinta che nessuno sarebbe voluto uscire con te. E ovviamente avrei cercato di farti cambiare idea su ciascuna di queste idiozie, ma almeno avrei saputo da dove venivano.”

Will, lontano da una madre troppo protettiva e un padre il più delle volte pessimista, riuscirà a trovare se stesso e iniziare a capire cosa è l’amore, quel sentimento che forse non è come si aspettava, ma che riserva macchie e punti di incontro da afferrare.

Uno young adult intelligente, troppo corto per i miei gusti, e forse anche un po’ affrettato nell’ultima parte, ma efficace, emotivo, spontaneo. Una di quelle letture che riescono ad emozionare con la semplicità della vita di tutti i giorni, a volte amara e altre ironica, ma sempre mai scontata.

5 commenti
  1. Non mi convinceva la trama, ma ho letto troppi pareri positivi quindi l’ho inserito nella lista dei libri che voglio leggere. Speriamo bene!

  2. Credo che lo metterò in lista anche io

  3. La trama mi trasmette molto meno della tua recensione, sembra una bella lettura, senz’altro da rivalutare rispetto al mio giudizio iniziale. Posso chiederti quanto sia romance rispetto al contesto?

  4. Mi ispira e non mi ispira, penso possa essere un libro introspettivo, di quelli che fanno riflettere, probabilmente bello nel suo genere, ma non è il tipo di young adult da cui generalmente sono attratta

  5. Sembra un libro profondo, dalla trama non lo avrei detto…

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

le amiche tazzine