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Recensione a “Angel” di Dorotea De Spirito

yoko By Posted on 6
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Buon pomeriggio cuplover 🙂 l’altro giorno alle bancarelle dell’usato ho visto “Fire. Noi siamo fuoco” di Dorotea De Spirito e sono stata molto in dubbio se prenderlo o meno. Alla fine non l’ho acquistato, ma questo mi ha fatto venire in mente di avere un altro libro dell’autrice da leggere: “Angel”.

Con l’idea di tornare indietro a recuperare il libro alle bancherelle in caso mi fosse piaciuto, mi sono buttata nella lettura di “Angel”, trovando un libro carino, dalla trama davvero promettente gestita aimè non al massimo delle sue possibilità. Ora sono ancora più indecisa se tornare a prendere “Fire. Noi siamo fuoco”, voi lo avete letto??

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Angel

Dorotea De Spirito
Edito da Mondadori (13 maggio 2011)
Pagine 344
€ 6,99 ebook – € 9,50 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Le antiche mura di Viterbo custodiscono un segreto: una comunità di angeli che da secoli convive pacificamente con gli abitanti della città. Vittoria ha sedici anni, è un angelo, ma è diversa da tutti i suoi simili: è senza ali e per tutta la vita si è sentita un’esclusa, un’estranea persino nella propria famiglia. Questa consapevolezza l’accompagna sempre, mentre la sua esistenza scorre tranquilla giorno dopo giorno tra scuola, amici e litigi con la sorella maggiore. Ma quando arriva in città Guglielmo, un ragazzo misterioso dagli occhi magnetici, il mondo di Vittoria viene sconvolto, e lei scopre che l’amore può rivelarsi il peggiore dei demoni.

RECENSIONE DI YOKO:
Una lettura non “bella”, ma comunque con qualcosina di piacevole… tre tazzine tonde tonde.
tazzinaUPtazzinaUPtazzinaUPtazzinaDOWNtazzinaDOWN

Con Angel si ha tra le mani una lettura piacevole, niente di pretenzioso o stupendo, ma comunque qualcosa di carino che si fa leggere in pochissimo tempo (forse anche per via del font stampato piuttosto grosso), sopratutto un libro che ha una gradevole storia di fondo.

Tutto gira intorno alla cittadina di Viterbo, città per definizione ma tecnicamente poco più che un paese. Vichi vive lì, ha sempre vissuto lì. Fa parte di una comunità di angeli, anche se a dirla tutta ne rappresenta quasi l’eccezione. La ragazza è infatti un angelo nato senza ali, con capelli scuri anziché biondi e guardata con stranezza dalla sua stessa specie. Ha un migliore amico fidato, Lorenzo, che sta con la sua più grande amica, Ginevra; l’estate sta finendo e il nuovo anno scolastico è alle porte. La solita routine continua insomma, poi tutto cambia: iniziano i pianti, i pensieri, i dolori… Guglielmo entra nel suo cuore e gli avvenimenti che lo accompagnano purtroppo non sono piacevoli, o per lo meno non tutti.

L’idea è carina e il personaggio di Vichi mi è piaciuto, la classica adolescente che si comporta da adolescente, sempre fedele a se stessa. Anche Guglielmo è un bel personaggio, avvenente e con quel tocco un po’ ostinato che attira. E’ interessante seguirne le vicende, soprattutto alla luce del fatto che lui è un demone… l’unico essere in grado uccidere quelli come lei.

Siamo due creature imperfette io e te, nel bene o nel male, se per male si può intendere l’essere comunque meravigliosi e unici… e mi riferisco a te, angelo.”

La comunità di angeli e la particolarità della protagonista potevano essere un buon punto di forza del racconto, ma sono stati poco sfruttati e spiegati. Degli angeli infatti sappiamo solo che possono tirare fuori le ali, all’occorrenza e con grande sforzo, e sembrano dotati di poteri di cui non se ne vede traccia. Questo e altri piccoli tasselli sono trattati in maniera un po’ nebulosa e si sente la necessità di alcuni approfondimenti in più.
I caratteri propri delle specie non sono inoltre molto considerati, cosa che si sarebbe potuta sfruttare. Mi spiego: sembrano tutti persone normalissime, gli angeli non hanno caratteri pacati o gentili e i demoni non sono d’animo cattivo o estremamente stronzo. Come in qualsiasi comunità c’è il bravo e il cattivo, ma questo indipendentemente dalle generalità della sua specie, troveremo quindi l’angelo strafottente e il demone pacato e tranquillo. Penso che avrei trovato più allettante vedere Guglielmo cercare di rendersi angelico in una comunità di veri angeli e mostrare solo a Vittoria la sua vera faccia, in primis perché quella punta di cattiveria l’avrebbe reso ancor più interessante e poi perché l’anticonvenzionale amore tra i due sarebbe stato più eclatante.
L’autrice lascia intravedere le sue potenzialità e promette bene, ma dimostra di dover ancora “crescere”. Sfoggia di sè una scrittura apprezzabile ed estremamente scorrevole, ma con ancora quelle pecche e quel tono un poco adolescenziale proprie della giovane età in cui ha scritto questo libro.
Una storia convincente, pur mantenendo alcuni punti oscuri e non troppo approfonditi, con frasi qui e là davvero belle e un’evidente ricerca del poetico a volte riuscita e volte platealmente mancata. Una facile lettura, piacevole, senza troppi fronzoli.

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6 Comments
  • Leryn
    gennaio 16, 2017

    Le storie con gli angeli le leggo raramente, ma mi piace molto il fatto che sia ambientata in Italia.
    Vedo che tantissime autrici scelgono l’estero ed è un peccato.
    La nostra terra è ricca di storia e magia <3
    Un salutone
    Leryn

    • yoko
      yoko
      gennaio 17, 2017

      Come essere d’accordo, che sia più facile scrivere di un posto che non si conosce e che quindi prendersi qualche libertà sia più concesso? Non so sinceramente il perchè della scelta, ma è assolutamente vero che il più dei romanzi self che leggo è ambientato all’estero.

  • Letizia Batella
    gennaio 17, 2017

    Letto 4 o 5 anni fa, non ho letto quell’altro che dici dell’autrice ma ne ho letti altri suoi e la sua scrittura migliora molto, purtroppo non mi è ancora riuscita a coinvolgere molto, non riesco a definirli più che carini.

  • Mininova
    gennaio 17, 2017

    L’ho letto e concordo con te, il potenziale sfruttabile meglio c’era ma nel complesso la lettura è stata piacevole e carina.

  • Luigi Dinardo
    gennaio 18, 2017

    trama curiosa e interessante.

  • elisa vangelisti
    febbraio 18, 2017

    boh, io l’ho abbandonato anni fa, ma non ho scritto perchè…

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