Recensione a “Il sogno di Keribe” di Ilaria De Togni

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Buon giorno cuplovers! Oggi vi parlo di un romanzo molto particolare: “Il Sogno di Keribe” di Ilaria De Togni.

Risvegliata dal grande mare dell’Orlog, Erinke è una giovane ridestata dotata di una vita lunghissima e con il dono della visione, in molti le daranno la caccia, altri l’aiuteranno nel corso del suo lungo viaggio. Riuscirà ad arrivare sana e salva a Nimpha?

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Il sogno di Keribe

Ilaria De Togni
Edito da Gargoyle Books (27 novembre 2016)
Pagine 319
€ 16,50 cartaceo – € 9,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Esiste un luogo chiamato Keribe, una dimensione onirica dove le coscienze ritrovano corporeità dopo la Prima Morte. I misteri di questo mondo sono celati da quattro confini invalicabili. Da uno di essi, l’Orlog, l’oscuro mare innavigabile, nasce Erinke. Trovata sulla riva da un contadino che decide di prendersene cura, scoprirà che quelli come lei sono considerati una leggenda, cosi come la storia del loro antico genocidio. Come altri ridestati, Erinke prova emozioni umane pur non essendo tale, perché lei è qualcosa di diverso, apparentemente immutabile ed eterna come le onde del mare che l’hanno generata. Le sue ferite guariscono rapidamente e il suo sangue può ridare la vita ma in esso scorre la stessa oscurità dell’Orlog che le mormora il terribile destino che incombe sul mondo, nel tentativo di riportarla nel suo grembo. Erinke dovrà resistere a questo richiamo e allo stesso tempo sfuggire ai Guardiani dei Confini che la stanno cercando. Affronterà un pericoloso viaggio verso il Nord, per essere accolta dalla potente Nimpha: l’unica istituzione che può proteggerla. Nel frattempo, nella lontana Helbindir, l’antico ridestato e capitano della Resistenza sta arruolando seguaci per dichiarare guerra agli uomini e riportare la sua razza agli originari fasti. Tra i cercatori incaricati di trovare i nuovi figli dei Confini c’è Ruben, che s’innamorerà di Erinke. Anziché catturarla, la convincerà a seguirlo, sedotto da un ideale che, ancora non lo sa, porterà Keribe sull’orlo di una spaventosa guerra tra i Mondi.

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Tre tazzine e mezza… la classica lettura che si definisce carina.
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Il Sogno di Keribe si è rivelato una lettura piacevole, è un romanzo ben scritto, con un mondo fantasy ben strutturato e un paio di ottimi colpi di scena finali.Devo però confessarvi che, nonostante questi punti a suo favore, la lettura non mi ha catturata come immaginavo e i personaggi non mi hanno particolarmente colpito.

Il romanzo inizia da una nascita: una ragazza scaturisce dal mare dell’Orlog uno dei Confini di Keribe, ritrovata da un uomo di nome Cristof, Erinke scopre di essere una ridestata, la ragazza non sa nulla dell’essere ridestati e del mondo e, se vuole sopravvivere, dovrà imparare a combattere. I ridestati sono creature simili ai vampiri. Sono quasi immortali e alcuni di loro nascono con dei doni particolari. Il loro sangue è estremamente potente ed è in grado di far risanare le ferite e di allungare la vita. Per questo motivo se, da un lato, gli umani invidiano la vita immortale dei ridestati, in molti sono pronti a servirli pur di ottenere un po’ del loro prezioso sangue come ricompensa. I ridestati non invecchiano ma, col passare dei secoli, qualcosa in loro si consuma.
Il risveglio di Erinke non è passato inosservato e il capo della Salamandra, sedicente signore dei ridestati, Selah è deciso ad arruolare le nuove leve nel suo gruppo. Selah è stato un grande guerriero e desidera che i ridestati conquistino il loro posto in un mondo governato dagli umani ma c’è altro oltre a questo e la sete di vendetta di Selah potrebbe essere la rovina per tutti loro. Selah è un personaggio interessante, è fermamente convinto di fare il meglio per la sua gente, odia profondamente gli umani che gli hanno portato via l’amata sorella. In un passato lontano, come in una vecchia favola, i ridestati resi arroganti dalla loro immortalità, decisero di sfidare gli dei. Umani e ridestati tentarono di oltrepassare uno dei Confini che separano Keribe dagli altri mondi. Come punizione per la loro arroganza, i Guardiani li uccisero e, da allora, come monito, danno la caccia a tutti i ridestati nati a Keribe.
Selah brama vendetta sugli uomini.

Gli umani, d’altro canto, invidiano l’immortalità dei ridestati e li temono allo stesso tempo: è dunque impossibile una convivenza?
Spinta dalle parole di Cristof, Erinke abbandona l’unico luogo che abbia mai chiamato “casa” per raggiungere la lontana Nimpha, l’unico posto sicuro per i ridestati, peccato che il viaggio la condurrà in luoghi pericolosi dove incontrerà amici e nemici.
Ben presto, la strada di Erinke incrocerà quella di Ruben per cui la ragazza prova da subito un forte sentimento che li legherà indissolubilmente l’una all’altro.
Il romanzo non segue solo le vicende di Erinke, introducendo altre storie, altri personaggi le cui vite, prima o poi, s’intrecceranno con quella della nostra protagonista. Come la storia del principe Sivert che, nascosto tra i Vikar, attende il momento in cui dovrà regnare o quella della sua sorellastra, Nanna, tormentata da due sorellastre crudeli e trattata al pari di una serva.

Tra antichi dei, ridestati, principi perduti e confuse visioni del futuro quale destino attende Erinke?
La storia è originale e ben scritta ma i personaggi, sinceramente, non sono riusciti a conquistarmi, molti personaggi interessanti come Helgi sono troppo poco approfonditi e altri, ad esempio Selah, li avrei voluti capire meglio. Comprendo la sete di vendetta del ridestato per la morte della sorella ma non “conoscendo” il personaggio di Samara non sono riuscita a capirlo fino in fondo. Stessa cosa per la storia d’amore tra Erinke e Ruben, l’amore tra i due nasce troppo all’improvviso, s’incontrano e… scocca la scintilla. Ho sentito la mancanza di quei momenti romantici in grado di farmi battere il cuore ed apprezzare una bella storia d’amore.
Nel complesso l’ho trovata una lettura interessante, ma che non è riuscita a conquistarmi del tutto.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Mi sono piaciute molto le vicissitudini del principe Sivert e della sua sorellastra Nanna.
Il principe, nascosto e protetto tra i sacerdoti di Vikar, viene istruito in vista del giorno in cui diventerà re, mentre la sua sorellastra, Nanna, vive a palazzo, trattata come una serva e costantemente vessata dalle sue insopportabili sorellastre. Nanna si aggrappa disperatamente al ricordo di Sivert, l’unico che l’ha sempre trattata bene e per cui prova un sentimento confuso, un misto tra adorazione, amore e affetto.
La strada di Erinke incrocerà ben presto quella di Sivert che prova per lei un’immediata attrazione. Anche in questo caso, sinceramente, avrei voluto qualcosa di un po’ più approfondito.
Mentre l’ambizioso Feyron, zio di Sivert, mette in atto un colpo di stato per prendere il trono, Ruben dovrà mettere in dubbio la sua antica lealtà a Selah. Imprigionato da quelli che credeva amici è destinato a perire per mano di un vecchio amico furioso per la perdita della sua amata. Non mi aspettavo questo colpo di scena e sono rimasta molto stupita dalla sua morte ma ecco che, mentre Erinke raggiunge, finalmente, Nimpha, il Dio Eremita intercede presso la sua amata affinché riporti in vita Ruben. Come ho già scritto in altre occasioni, quando un personaggio viene ucciso in modo inaspettato, in un modo che colpisce il lettore, riportarlo in vita, per me non è una buona idea. Diciamo che, per assurdo, mi sento in qualche modo “defraudata” del colpo di scena.

Il finale è aperto a un seguito che vedrà Erinke e Ruben di nuovo riuniti guidare l’esercito dei morti messo appunto dal Dio Eremita e dalla Dea della Morte. Non ci resta che aspettare e scoprire cosa succederà.
La lettura scorre bene, il romanzo è ben scritto, e presenta alcune idee interessanti che, tuttavia, non mi bastano per promuoverlo del tutto.

QUALCHE INFO SULL’AUTORE
Ilaria De Togni è nata all’ombra delle mura medievali di Montagnana (Padova). Creativa per vocazione, fin da giovane si interessa di arte e simbologia, mito e psicologia. Si forma sulla letteratura pulp degli anni Novanta e Duemila, incontra sulla sua strada le visioni oniriche di Alejandro Jodorowsky. Suona e canta in alcune band gothic metal locali, quindi si forma in comunicazione pubblicitaria e graphic design e diventa art director di un’importante azienda organizzatrice di eventi live. Il Sogno di Keribe è il suo primo romanzo.

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3 Comments
  • Valery
    25 Giugno, 2017

    Sinceramente non mi ispira molto, da l’idea di essere un libro che abbia bisogno di un po’ di pagine in più di approfondimento per essere bello

  • Arianna B
    29 Giugno, 2017

    Vista la mia passione per i vampiri potrebbe piacermi mi incuriosisce

  • Sorairo
    19 Ottobre, 2017

    Io sarei curiosa di leggere questo libro, a volte i pareri possono essere diversi 🙂

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