Recensione a Reign – stagione 2

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Buonasera cuplovers, oggi torniamo a parlare di serie tv e lo facciamo con la seconda stagione di Reign!
Siete pronti a tornare alla corte del re e della regina di Francia? Mary e Francis dovranno affrontare numerose avversità, riusciranno a rimanere fianco a fianco o il loro amore è destinato a finire? Tra eventi storici, storie d’amore e magia non vi annoierete di certo!

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Reign 

CREATO DA Laurie Mc Carthy e Stephanie Sengupta
STAGIONI 4 -conclusa-

Il mio voto è di tazzinaUP_ministregaDELcrepuscolotazzinaUP_ministregaDELcrepuscolotazzinaUP_ministregaDELcrepuscolotazzinaUP_ministregaDELcrepuscolo tazzinaMEZZA+_ministregaDELcrepuscolo

Questa seconda stagione di Reign mi è piaciuta davvero molto, nel corso delle varie puntate Mary e Francis dovranno affrontare nuovi problemi, entrambi i personaggi dovranno prendere decisioni difficili che li allontaneranno l’uno dall’altra: cosa faranno quando si tratterà di prendere la decisione che potrebbe separarli per sempre?

Reign è una bella serie, gli attori sono tutti adatti per le loro parti, i costumi sono bellissimi e la storia intriga, facendosi seguire con piacere. Come nella prima stagione la trama ha tre filoni: le vicende sentimentali dei protagonisti, le vicende storiche legate alla corte di Francia e una parte legata al soprannaturale. Questi tre elementi vengono mescolati sapientemente dagli autori in modo da mantenere sempre un certo equilibrio.
La peste colpisce la Francia lasciandosi dietro una scia di cadaveri e lasciando aperta la porta tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Ed ecco che i fantasmi cominciano a tormentare la regina Catherine, il personaggio che ho rivalutato maggiormente nel corso della serie, in particolare i fantasmi delle sue figlie minori, due gemelle morte misteriosamente e, assieme a loro, torna anche Henry deciso a convincere la moglie ad ottenere vendetta per le gemelle. A corte arriva la principessa Claude: unica figlia di Catherine, bella, superficiale e con un terribile rapporto con la madre che sembra odiarla senza motivo. Claude mi piace come personaggio, all’inizio, sinceramente, non la sopportavo ma poi, con l’andare avanti delle puntate ho cominciato a capirla. Ha sempre cercato l’affetto della madre senza ottenerlo e senza capire perché Catherine la tiene lontana. L’altro personaggio che viene inserito a corte in questa stagione è l’affascinante lord Narcisse. Narcisse è un personaggio complesso: doppiogiochista, arrogante, affascinante, spregevole quando serve ma… Inaspettatamente premuroso e protettivo nei confronti delle persone a cui tiene. Personalmente, adoro il legame che si crea tra lui e Lola e li vorrei insieme anche se non credo che succederà mai.
Una buona parte della serie è incentrata sul problema dei protestanti. I cattolici iniziano a perseguitare i protestanti e questo creerà grossi problemi soprattutto alla sfortunata Greer sposata con il ricco Castleroy, un uomo buono ma protestante. Il rapporto tra Mary e Francis affronterà molti problemi, primo fra tutti il segreto che il ragazzo nasconde ovvero di essere stato lui ad uccidere il padre, ormai diventato completamente folle. Henry non era né un buon re, né un buon padre e, nell’ultimo periodo, era completamente impazzito mettendo a rischio l’intero regno. Francis ha fatto quello che doveva essere fatto per proteggere il regno ma adesso questo segreto lo sta logorando e, quando la persona sbagliata verrà a conoscenza dei fatti, avrà un’arma potente per ricattare Francis e costringerlo a fare quello che vuole. Sinceramente penso che Francis avrebbe dovuto liberarsi del suo ricattatore, invece di assecondarlo. Magari assoldare un sicario…
Mary, che non riesce a capire cosa logora Francis, né tantomeno il motivo di alcune sue scelte finirà per allontanarsi da lui finendo tra le braccia del principe borbone Conde’. Conde’…. Non mi ha convinta del tutto, è un uomo onesto ma… non abbastanza scaltro per il gioco del trono (come direbbe  George R.R.Martin), e non è in grado di capire che Mary non può semplicemente seguire il suo cuore perché ora, la Francia è anche la sua casa e il suo regno e lei non potrebbe mai abbandonare la Francia, in quanto regina ha delle responsabilità che Conde’ non sembra comprendere.
Francis si ammala e, mentre la visione di Nostradamus sembra avverarsi, Bash dovrà uccidere un innocente per salvare la vita del fratello. Il sacrificio di Clarissa cambierà il destino di Francis?

Intrighi di corte, nuovi amori, magia, battaglie e una nuova minaccia incombono sulla regina di Scozia.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

In questa seconda stagione ho rivalutato molto il personaggio di Cathrine, è una donna forte e scaltra che farebbe di tutto per proteggere i suoi figli. Mi è piaciuta molto anche quando ha aiutato Mary nei primi terribili momenti dopo lo stupro ad opera dei protestanti, credo che il personaggio di Cathrine sia uno dei più sfaccettati: madre affettuosa, disposta a tutto per proteggere i suoi figli, astuta e vendicativa verso i suoi nemici.
Un altro personaggio che ho rivalutato parecchio è Bash. Mi è spiaciuto molto per lui e Kenna, una coppia che ha avuto alti e bassi ma che speravo sarebbe rimasta insieme. Bash è diventato uno dei miei personaggi preferiti, apprezzo la sua lealtà verso Francis e il legame che c’è tra i due ragazzi, ben presto Bash diventa il braccio destro del fratello ed è la persona di cui il giovane re si fida di più in assoluto, infatti è a lui che Francis confessa di aver ucciso Henry.
Conde’ è un personaggio troppo ingenuo per poter sopravvivere al gioco del trono. S’innamora di Mary e vorrebbe fuggire con lei in Scozia, quando capisce che lei non andrà con lui accetta di sposare la regina di Inghilterra, la famigerata Elizabeth, la più acerrima nemica di Mary e il brutto è che il giovane Conde’ non comprende fino in fondo tutte le implicazioni dell’alleanza con la sovrana inglese. L’esistenza stessa di Conde’ mette in pericolo il regno di Francia, la sua sola esistenza mette a repentaglio non solo la vita di Francis ma di tutti coloro che vivono nel castello, comprese le migliori amiche di Mary che l’hanno seguita dalla lontana Scozia, rinunciando alla loro casa solo per starle affianco.
Quando Mary dovrà scegliere se fuggire con Conde’ o salvare Francis e la Francia sarà il suo amore per Francis a vincere. Cathrine, convinta che sia necessario uccidere Conde’, farà una mossa sbagliata scatenando l’ira del figlio contro di lei. Francis ha perdonato molte cose alla madre ma non può perdonarle di avergli fatto credere che suo figlio fosse morto, Cathrine ha osato troppo, eppure avrebbe dovuto capirlo che era davvero troppo inscenare la morte del nipote.

Conde’ è fuggito (lo rivedremo?) e Francis è malato. Credevo davvero che il sacrificio di Clarissa potesse salvare Francis e non avrei mai immaginato che lui non fosse mai guarito e che nascondesse la sua condizione grazie all’aiuto di Nostradamus. In Inghilterra, Cathrine vuole allearsi con Elizabeth per uccidere Mary, non le perdona di aver messo l’intero regno in pericolo… e per cosa? Per la sua infatuazione per un uomo che, alla fine, l’ha tradita alleandosi con la sua peggiore nemica. Non che avesse tutti i torti, anzi, ma è stata comunque una mossa poco astuta. Elizabeth mi sembra una cattiva promettente e penso che nella prossima stagione penso ne vedremo delle belle!
Se amate gli intrighi di corte con qualche elemento soprannaturale e tanti intrecci amorosi allora Reign fa per voi!
Se amate le serie tv date uno sguardo alla nostra pagina QUI.

Nelle stagioni precedenti:

STAGIONE 1

Nella biscottiera tre romanzi contemporanei: Come petali sulla neve – Favola di una falena – Maledettamente

nella biscottiera sul blog letterario de le tazzine di yoko - rubrica segnalazioni

Buon pomeriggio cucchiaini!
Oggi la nostra rubrica delle segnalazioni è dedicata a tre romanzi contemporanei 😉

Vi parlerò di “Come petali sulla neve” di Antonella Iuliano, romanzo che parla di amore, disillusione, affetto, incredulità; de “Favola di una falena” di Alessio Del Debbio che vi porterà a conoscere le vicende di un gruppo di amici alle soglie dell’età adulta, una storia di amicizia, amore e continua ricerca e scoperta di sé; e di “Maledettamente” di Adriana Pitacco, romanzo attraverso cui l’autrice ha voluto denunciare alcuni abusi perpetuati da una degenerata psichiatria sui bambini.

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Come petali sulla neve

Antonella Iuliano
Edito da Genesis Publishing (10 giugno 2015)
Pagine 316
€ 3,99 ebook – € 11,90 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Come petali sulla neve recisi dallo stesso fiore, sospinti da un impetuoso vento in remoti luoghi, ad appassir lontani.” Il giorno in cui scrive questi versi, Philip Shannon sente di aver perso le poche certezze racimolate nella sua vita apolide. È seduto dietro una finestra con il cuore affranto e lo sguardo fisso sull’ultima neve di marzo. La sua storia è iniziata soltanto pochi mesi prima, dietro un altro vetro, freddo e umido, a migliaia di chilometri di distanza. Una pioggia insistente, quel giorno, sferzava le strade dove raramente si era avventurato nei suoi lunghi anni trascorsi all’Istituto per orfanelli S. Vincent, in Irlanda del Nord. La sua esistenza è una landa desolata dove la neve si è posata così a lungo e il freddo è tale da cristallizzare il passato, come nella fotografia che ha accidentalmente ritrovato nell’archivio dell’Istituto: l’immagine di due bambini troppo simili e la certezza che uno dei due sia proprio lui è tutto ciò che ha. Oltre il vetro e la pioggia, esiste qualcuno che è parte della famiglia che non ha mai avuto; qualcuno con il suo stesso aspetto; qualcuno a cui lui appartiene e che gli appartiene. Un viaggio a ritroso, tra molte ombre e pochissime luci, sembra destinato a concludersi in un vicolo cieco, ma la sensazione che qualcuno abbia voluto chiudere a doppia mandata ogni uscio che si affacci sulla verità è più forte. Adesso Philip è in Inghilterra, dove l’hanno condotto i pochi indizi in suo possesso; ha nuovi amici ma anche più grandi amarezze, perché nulla è andato come si augurava. Una resa può essere la migliore delle soluzioni se si tenta di scalare un muro inespugnabile di menzogne e si è costretti a farlo a mani nude, questo Philip lo sa bene il giorno in cui paragona la propria vita e quella del suo gemello ai petali di un fiore disfatto dall’impeto di una tormenta avvenuta oltre vent’anni prima e destinati forse a perdersi per sempre. Un amore malato e un nuovo inverno, porteranno le risposte.

Favola di una falena

Alessio Del Debbio
Edito da Panesi Edizioni (11 gennaio 2016)
€ 2,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Viareggio, settembre 2001. Sta per finire l’estate dopo la maturità: tempo di prendere decisioni importanti. Su questa premessa iniziano le avventure del turbolento Jonathan, della timida Francesca, della sognatrice Veronica e del rigoroso Leonardo, un viaggio nell’amicizia e nell’amore, una favola moderna di eroi coraggiosi che sopravvivono alla quotidianità aiutandosi l’un l’altro e credendo nei propri sogni. Falene in cerca di luce, destinate a non trovare mai riposo.

Tutto il resto non conta, tutto il resto si ferma alle porte della nostra amicizia.

Maledettamente

Adriana Pitacco
Edito da Lettere Animate Editore (9 settembre 2015)
Pagine 138
€ 1,25 ebook
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TRAMA
Sandra è ormai giunta alla fine dei suoi giorni, lo sa.Il cancro la sta bramosamente sradicando dalla vita.L’unico desiderio che le rimane è quello di raccontare all’eterna compagna che la sta attendendo, la morte, il racconto di Sergio, l’unico uomo che riuscì ad amare, in grado di farle raggiungere le piramidi dell’esistenza. Comprendendo la sua rapida fine si trasforma in un’abile narratrice pronta a cimentarsi nell’arte del racconto, mentre la morte in trepida attesa l’ ascolta.L’affresco della memoria prende forma dal momento in cui Sergio, brillante psichiatra in carriera,decide di lasciare l’Italia per accettare un incarico nell’ospedale psichiatrico di Losanna.Sergio intuisce sin da subito che da quel momento avrebbe dovuto scontrarsi con una rigida e degenerata impostazione della psichiatria, secondo la quale il compito prioritario del medico consiste nel contenere e annullare il paziente, nell’abolire qualsiasi suo desiderio. Folgorato dall’urlo lacerante di uomini e donne, Sergio percepisce il crescendo del loro dolore mentre la loro lontana quotidianità sta sprofondando in una voragine senza respiro.

Qualcuno di questi vi può interessare? 😉

Blogtour+Giveaway “The Raven Rings – La figlia di Odino” tappa 4: recensione in anteprima + 10 motivi per leggerlo

Buonasera cuplovers, oggi ospitiamo la quarta tappa del blog tour dedicato a “La Figlia di Odino” di Siri Pettersen, in questo appuntamento ci occuperemo della recensione e dei dieci motivi per leggere questo meraviglioso fantasy.
In una terra di miti, leggende e magia, Hirka è una giovane Senzacoda, cresciuta tra gli scherzi e le sfide con l’amico di infanzia Rime, ma l’ombra del giorno del Rito incombe su di lei. In un mondo dove tutti sono in grado di evocare quale destino attende una ragazza priva del Dono? Magia, avventura, amore, mistero, intrighi e tradimenti in un fantasy epico splendido come non ne uscivano da tanto tempo.

nel piattino abbiamo: fantasy classico 01 - compulsivamente lettrice - 3 torta fantasy sul blog letterario de le tazzine di yoko

La Figlia di Odino
Raven Rings vol 1

(Dziecko Odyn∧)
Siri Pettersen
Edito da Multiplayer Edizioni (08 giugno 2017)
Pagine 640
€ 21,00 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Immagina di essere privo di qualcosa di cui tutti gli altri dispongono. Qualcosa che rappresenta la prova della tua appartenenza a questo mondo. Qualcosa di talmente vitale, che senza di esso sei una nullità. Una piaga. Una leggenda. Un essere umano. Hirka, che ha quindici inverni, all’improvviso apprende di essere una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. È disprezzata, odiata e scacciata da tutti. Non riesce più a trovare una propria identità, e qualcuno la vuole eliminare affinché tutto ciò rimanga un segreto. Ma ci sono cose ben peggiori degli esseri umani e Hirka non è l’unica creatura ad essersi introdotta attraverso i portali…

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Direttamente nei miei preferiti…cinque tazzine tondissime!
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Ho davvero adorato questo romanzo, ha tutto quello che voglio in un fantasy: un mondo complesso e ben strutturato, con i suoi riti, i suoi dei, la sua magia, dei personaggi meravigliosi, intrighi, misteri e anche una certa di dose di crudezza. Non mancano dei cattivi di tutto rispetto, un colpo di scena assolutamente inaspettato e una storia d’amore che mi ha fatto fare il tifo fino all’ultimo per i due protagonisti.
La Figlia di Odino mi ha tenuto incollata alle pagine dall’inizio alla fine, l’ho adorato e non vedo l’ora che esca il seguito!

Il romanzo si apre con una bambina ritrovata nella neve. Un uomo, Thorrald, deve prende una decisione: tenere la bambina o lasciarla al suo destino? Dopo averle tagliato la coda, l’uomo decide di allevare la bambina come se fosse sua, lasciando al lettore mille interrogativi: perché l’ha fatto? Cosa nasconde la bambina? E perché doveva morire?
Anni dopo la nostra Senzacoda ha una vita tranquilla, lei e il padre sono guaritori, conoscono le erbe e le loro proprietà e anche se in molti la evitano per via della sua menomazione, Hirka ha un migliore amico su cui contare: Rime. Lei e Rime sono amici fin dall’infanzia e hanno uno di quei rapporti su cui, nonostante il passare degli anni, si può sempre contare per quanto i due ragazzi ora siano più lontani che mai. Rime è il rampollo di una delle più potenti famiglie del Consiglio, l’organo di potere che controlla tutti i regni, il suo destino è già scritto e lo vede seduto tra i membri del Consiglio a decidere le sorti del mondo e a interpretare le parole del Veggente. Il Veggente è il capo supremo di tutta Imslanda, un di dio invincibile le cui parole sono legge. Mentre Hirka è una Senzacoda, tenuta a distanza da tutti, la differenza tra loro è troppo grande eppure sarà proprio a Rime che Hirka chiederà aiuto per salvarsi la vita. Tutti sanno evocare, è una cosa normale come respirare, eppure, per quanto si sforzi, Hirka non è mai riuscita a sentire la terra, a entrare in connessione con quello con la circonda e ad evocare. Il giorno del Rito si avvicina, il giorno in cui tutti i ragazzi della sua età, dovranno provare di sapere evocare davanti al Consiglio ma Hirka non è in grado di farlo: quale sarà il suo destino?

Hirka dovrà venire a patti con una verità terribile, lei è una Figlia di Odino, il marciume, e, se le storie sono vere, basta un suo tocco per mandare la gente in putrefazione. In poco tempo tutto il mondo di Hirka va in frantumi, non potrà mai evocare, non potrà mai essere come gli altri e, se il Consiglio dovesse scoprirla, la bruceranno sul rogo. Nonostante il profondo legame che la lega a Rime, la ragazza non riesce a confidarsi nemmeno con lui, si sente diversa, sbagliata, un’appestata, una creatura che non dovrebbe nemmeno trovarsi lì perché quello non è il suo mondo.
Rime, dal canto suo, deve vedersela con Ilume: sua nonna, nonché capo del Consiglio. Ilume è una donna… non giriamoci troppo intorno: l’ho davvero detestata. Dispotica, egoista, priva di scrupoli, intransigente, mi chiedo se abbia mai voluto davvero bene a qualcuno in vita sua. Se vuole bene al nipote, ha davvero uno strano modo di dimostrarlo. A Ilume importa solo del potere, del prestigio della famiglia e non riesce ad accettare che suo nipote ed erede voglia rinunciare a quel potere per diventare Kolkagga, uno degli assassini che lavorano per il Veggente. Rime è un ragazzo forte, valoroso e crede fermamente nelle parole del Veggente. Il Veggente è qualcosa di sacro, ogni sua decisione è giusta, è un faro nella notte, qualcosa a cui aggrapparsi: è un dio. Rime dovrà mettere in discussione tutte le sue convinzioni e trovare il coraggio di scoprire la verità che il Consiglio nasconde. Il suo personaggio è quello che matura di più nel corso del romanzo e l’unica cosa su cui potrà davvero fare affidamento sono i suoi sentimenti per Hirka.

Ma non ci sono solo sale del Consiglio e Dei, ci sono intrighi di potere, uomini disperati e malvagi, cerchi di pietre e un antico nemico che sta tornando: Orbi e Figli di Odino potrebbero camminare di nuovo tra loro, le vecchie leggende sono vere e chissà cos’altro potrebbe giungere dai cerchi di pietre.
Un romanzo davvero meraviglioso, intriso di leggende nordiche e magia, con due protagonisti pronti a tutto pur di stare insieme. Un’avventura incredibile che vi trascinerà tra le sue pagine, un mondo complesso e meravigliosamente costruito con le sue città sconfinate, i muri e le montagne. Potrei dire tante cose su “La Figlia di Odino” ma il succo è che dovete leggerlo, posso solo aggiungere che non può davvero finire così e che non vedo l’ora di leggere il seguito.

E Rime non sarebbe mai stato suo, e non contava quanto del suo cuore appartenesse a lui.”

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Hirka e Rime si ritroveranno ben presto nemici, lui, un Kolkagga, incaricato di catturarla dopo che il Consiglio ha scoperto che Hirka è una figlia di Odino, lei, una ragazza in fuga. Eppure, Rime non esita nemmeno un secondo a contravvenire agli ordini e ad uccidere i suoi stessi compagni pur di salvarla.
Il sentimento che lega Hirka e Rime non ha bisogno di parole o di dichiarazioni struggenti eppure è molto più intenso e bello di tante storie d’amore dove i protagonisti si dichiarano i loro sentimenti ogni quattro righe.

Il finale del romanzo è ricco di rivelazioni scioccanti: e se il Rito non servisse a proteggere la gente ma se il Consiglio lo usasse per aumentare il proprio potere? Il Consiglio sottrae il dono alle persone per assicurarsi che nessuno possa essere più potente di loro e per non dover ammettere altre persone nel Consiglio. Sono davvero meschini.
Non mi sarei mai e dico mai aspettata che il Veggente non esiste. Il vero Veggente è morto e il Consiglio, disperato all’idea di perdere il proprio potere, ha mentito per tutto questo tempo, nella convinzione che dare agli uomini qualcosa in cui credere fosse più importante della verità. Gli uomini hanno bisogno di qualcosa in cui credere, qualcosa che li protegga dalle tenebre e, anche se si tratta di una menzogna, sarebbe troppo crudele privarli di questa certezza, di qualcosa che ha retto le loro vite per secoli.
Purtroppo, per il bene di tutti, Hirka deve varcare le pietre, recandosi nel mondo da cui vengono gli Orbi e i Figli di Odino e lasciare per sempre Rime e tutto quello che conosce, altrimenti il portale rimarrà sempre aperto e gli Orbi torneranno. Hirka decide di rinunciare a un mondo dove non viene accettata ma che è anche l’unico mondo che conosce e deve lasciare il ragazzo che ama con tutta se stessa.
Adoro Rime e Hirka, sono una di quelle coppie che fanno battere il cuore e sospirare e per cui non si può non fare il tifo e, visto che lui ha promesso di trovare un modo per raggiungerla, spero tanto che nel prossimo romanzo, in qualche modo, si ritroveranno. Hirka sparisce tra le pietre: cosa la attende al di là di esse?

FINE spoiler

Magia, amore, intrighi, battaglie, mostri, leggende tutto questo e molto di più in questo bellissimo romanzo. Se amate il fantasy fatevi un favore: leggetelo.

DIECI MOTIVI PER LEGGERLO

1 Il mondo creato da Siri Patterson è incredibilmente vasto, ha il fascino delle antiche favole nordiche, tra palazzi incredibili e panorami mozzafiato.

2 I personaggi sono caratterizzati benissimo, vi appassionerete alle loro vicende e non potrete fare a meno di fare il tifo per loro.

3 Originalità e magia. Ci sono davvero molte cose originali in questo romanzo, dall’esistenza dei Kolkagga, al fatto che tutti gli abitanti di questo mondo hanno una coda per non parlare della magia che impregna tutte le pagine del libro.

4 Intrighi e giochi di potere: ci sono molti personaggi interessati solo al potere e in costante lotta tra loro e il lettore non ha la benché minima idea di chi, alla fine, si rivelerà il male minore.

5 I colpi di scena… pur non anticipando nulla vi posso dire che, verso la fine del romanzo, vi attende un clamoroso colpo di scena e che, almeno per quanto mi riguarda, l’autrice mi ha ingannato per bene.

6 Hirka e Rime i due protagonisti sono davvero fantastici, mi sono piaciuti davvero molto. Lui, matura moltissimo durante questo primo romanzo e si trova a dover mettere in discussione tutto quello in cui ha sempre creduto mentre lei dovrà lottare con le unghie per la propria vita.

7 Nemici misteriosi provenienti da un mondo lontano, un’antica minaccia che sta per tornare, non so voi ma queste cose mi intrigano sempre.

8 Una buona dose di crudezza ma senza esagerare. La Figlia di Odino ha un paio di scene un po’ raccapriccianti (un certo corvo e una certa gola… non dico altro) ma, nel complesso, sono ben dosate, nulla di eccessivo, non è certo un fantasy tutto rose e fiori ma non eccede nemmeno con scene violente e raccapriccianti.

9 Un backgroung davvero notevole. Il mondo creato da Siri Patterson è ricco di leggende e di storia, e quando riesci a calarti perfettamente in un mondo di fantasia e a figurartelo come se ci abitassi da sempre vuol dire che è stato fatto davvero un bel lavoro.

10 Serve davvero un decimo motivo? Perché lo amerete e non vedrete l’ora di scoprire come prosegue la storia di Hirka e Rime.

La nostra tappa si conclude qui vi lascio le regole per partecipare al giveaway!

-Mettete la vostra email SOLO nel form così verrete contattati in caso di vincita.
-Dovete essere follower dei blog partecipanti
-Commentate tutte le tappe del blog tour con frasi che abbiano senso dicendoci magari la vostra opinione sugli argomenti.
-Seguite la pagina FB e Twitter della Multiplayer Edizioni
-Facoltativo: Condividere l’iniziativa sui vostri vostri social
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Per concludere vi lascio il calendario con tutte le tappe.

Anteprima di “Questo canto selvaggio”, primo libro di un’interessantissima duologia fantasy

i like it sul blog letterario de le tazzine di yoko - rubrica anteprime

Cari cucchiaini, sono qui a segnalarvi una interessantissima uscita *-*
“Questo canto selvaggio” arriverà nelle nostre librerie tra una settimana e promette di essere uno di quei romanzi in grado di trascinarci in un mondo oscuro e dalle strane creature, dove onore e vendetta vengono spesso calpestati dal potere del più forte. Il primo libro di una duologia fantasy dall’aria affascinante, uno young adult dai protagonisti complessi e intriganti. Non sapete quanto sia felice di annunciarvi ultimamente serie un po’ più brevi del solito, per quanto mi dispiaccia abbandonare troppo presto personaggi in grado di rimanermi nel cuore, le saghe infinite iniziano a stancarmi, sopratutto perchè molte volte vengono spesso sospese e mi ritrovo a recuperarne in lingua i volumi mancanti all’appello.

In “Questo canto selvaggio” Victoria Schwab ci porta a Verity, una città macchiata di sangue e ricca di pericoli, dove gli esseri umani a volte possono rivelarsi molto più spaventosi dei mostri stessi. Callum Harker presidia la zona nord della città, offrendo protezione per denaro, mentre a sud capeggia Henry Flynn, capo di una resistenza che desidera solo giustizia e libertà. I nostri protagonisti ricoprono il difficile ruolo di figli di questi due leader. Kate vuole dimostrarsi spietata e subdola agli occhi del padre, mentre August vuole solo dimostrare di essere capace di benevolenza, di essere in grado di proteggere i più deboli anche se lui è uno dei tanti temuti mostri che popolano la città, un implacabile angelo vendicatore in grado di divorare l’anima con il suo seducente canto.

Come non rimanere affascinati da due protagonisti così? *-* Già me li immagino insieme in qualche modo e spero che questo accada, anche se ho letto che di romantico questo libro purtroppo non ha molto, ma il secondo e ultimo libro deve uscire in America proprio in questi giorni per cui… mai dire mai!

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Questo canto selvaggio

(This Savage Song)
Victoria Schwab
Edito da Giunti Editore (13 giugno 2017)
Pagine 416
€ 18,00 cartaceo – € 9,99 ebook
amzn-amazon-stock-logolink diretto cartaceo
link diretto ebook

TRAMA DELL’EDITORE
Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…

Cosa ne pensate? Ho incuriosito anche voi?? 🙂
Sono contentissima sia del titolo, traduzione letterale dell’originale e molto probabilmente collegato alla caratteristica predominante dei Sunai, che della cover, elegante ed evocativa.

duologia I mostri di Verity

  1. Questo canto selvaggio (This Savage Song)
  2. Our Dark Duet

Estrazione giveaway dedicato a romanzi contemporanei con un pizzico di romance

Buongiorno cucchiaini 🙂 ieri è terminato il tempo utile per partecipare al nostro giveaway dedicato a romanzi contemporanei con un pizzico di romance e ci apprestiamo ad estrarre i nomi dei due vincitori.

I titoli in palio erano “L’ultimo battito del cuore” di Valentina Cebeni e “Più veloce dei ricordi” di Jeremy Jackson, il primo nome estratto avrà la possibilità di scegliere quale preferisce e al secondo andrà il libro rimasto.

Pronti? Via!
Il primo estratto è…

***rullo di piattini***

Elysa Pellino!
E il secondo è….

***tamburellio di cucchiaini***

Venera Lowe!

Grazie a tutti di aver partecipato 🙂 …e ricordiamo alle vincitrici di farci avere il loro indirizzo per la spedizione!
Al prossimo giveaway, stay tuned!

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

le amiche tazzine