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Recensione di “La seduzione dell’ombra” di Kresley Cole

Recensione di “La seduzione dell’ombra” di Kresley Cole

Buon pomeriggio cuplovers 🙂 mentre mi preparo psicologicamente a un’ora di pilates (prima volta per me, spero che non mi dovranno venire a recuperare dopo un crampo lancinante) vi parlo di una delle mie letture di questa estate.
Aspettavo l’uscita de “La seduzione dell’ombra” da un bel po’. Inutile dire quanto ami questa serie della Cole, che sta diventando infinita, ma che sosprendentemente sembra essere in grado di non stufarmi. Adoro la sua scrittura, le sue storie e la sua velata ironia e non vedevo l’ora di leggerla alle prese col suo primo M/M! Si, avete capito bene, si tratta di un libro dedicato a una coppia gay per cui se il genere non vi piace saltate questo romanzo e aspettate il prossimo, dal punto di vista della serie non posa le basi per nuove alleanze essendo che la demonarchia di Bettina e la Dacia sono già unite dal matrinio della ragazza con Trehan.

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La seduzione dell’ombra

Kresley Cole
Edito da Leggereditore
Pagine 352
€ 4,90 ebook (13 luglio 2017)
€ 14,90 cartaceo (27 luglio 2017)
link per l’acquisto cartaceo

TRAMA DELL’EDITORE
Il principe Mirceo Daciano e il suo nuovo amico Caspion, cacciatore di taglie, battono le strade di Dacia, ubriachi e alla ricerca dei piaceri della carne. Ma quella che avrebbe dovuto essere una nottata come le altre cambierà per sempre le loro vite. Dopo aver trascinato a letto uno stuolo di ninfe, da queste provocati, il demone e il vampiro si baciano, e una volta interrotto il bacio si sentono scossi, spaventati dall’improvvisa chimica esplosa tra loro. Molteplici e variabili ostacoli, però, che vanno da una condanna a morte all’esilio in dimensione ormai devastata dalla guerra, minacciano di distruggerli e di annullare la vulnerabile e inattesa promessa contenuta in quel bacio. Anche se Mirceo riesce ad accettare Caspion come suo compagno predestinato, il sensuale vampiro deve ancora riuscire a convincere il demone che il loro legame sia per sempre. E ogni unione reale dei Daci deve ricevere la benedizione di re Lothaire, un killer imprevedibile e selvaggio… Un nuovo e imperdibile romanzo dalla regina del paranormal romance. Una storia d’amore nata nell’ombra di una passione travolgente.

RECENSIONE DI YOKO:
Una bella lettura che sfora le 4 tazzine, non da 5… ma da 4 e un po’!
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Quanti libri avrò letto ormai di questa autrice? Più di venti sicuro, e ogni volta riesce a inventarsi una storia sempre nuova, muovendosi nei mondi che crea con piedini di fata, senza tralasciare nulla e stringendo allenze che saranno poi utili in quello che credo sarà l’ultimo scontro della saga sugli Immortali. Adoro questo suo muovere le pedine, anche se in questo libro fa davvero pochi passi avanti per la storia generale e si concentra di più sulla storia di Mirceo e Caspion. La coppia mi ha da subito intrigato e non mi è dispiaciuto avere per le mani il primo M/M della serie dopo più di sedici coppie etero, tra l’altro coinvolgendo un demone come Caspion, che tutto mi sembrava fuorchè dell’altra sponda! Avevo già intuito che le cose potevano farsi interessanti e la Cole ha giocato bene le sue carte, eleborando una storia brillante e decisamente hot, anche se davvero troppo corta *sob* l’ho finito in soli due giorni.
Consigliato a tutti gli amanti dei M/M paranormal e alle ferventi sostenitrici della saga, lo divorerete esattamente come ho fatto io!

Mirceo, lascivo principe vampiro daciano, non ha mai fatto troppo caso ai suoi compagni di letto. Il suo unico obiettivo è divertirsi prima che il suo corpo raggiunga lo stadio finale e il suo cuore si fermi del tutto, per poi riattivarsi una volta che avrà incontrato la sua vera compagna. Per quanto libertino, è un essere perspicace, che osserva ed è disposto a giocare sporco per ottenere ciò che vuole. Quando vede Caspion capisce subito che qualcosa li lega. Non pensa certo che lui possa essere la sua compagna, ma anche quando ne avrà la certezza affronta la notizia con totale indiffenza. E’ un uomo? La cosa non gli crea problemi, è sempre stato attratto da Cas e ora più che mai non desidera altro che appropriarsene. Dal canto su il demone della morte è un etero convinto e ho trovato assolutamente corretto che ci mettesse un po’ a digerire di essere il compagno predestinato di un uomo. Caspion ha sempre voluto una sua famiglia e sa di non poterla avere se si unirà a Mirceo, ma il suo intero essere lo chiama a rispondere a quell’istito naturale che gli fa rizzare le corna e gli sussurra che niente sarà più come prima.

Mentre dormivi, l’altra notte, ho guardato con attenzione il tuo corpo e ho desiderato ogni cosa che vedevo. Stasera ti dimostrerò quanto.” Poi gli diede un pizzicotto.
Mirceo socchiuse gli occhi. “Ah, quindi sei ufficialmente diventato bisessuale. Ora i tuoi gusti non sono più tanto ristretti.”
“Al contrario. Ora sono attratto soltanto da te.”

L’incotro tra i due viene descritto come l’incontro di due alfa, che si conoscono e sono decisi a fare baldoria insieme. Due creature dalla bellezza mozzafiato, fatte per tutti i bordelli in cui, per un motivo o per l’altro, veniamo condotti nella lettura. L’uno dal fascino ruvido e possente e l’altro dalle movenze suadenti e pericolose. Ci sono un po’ rimasta quando più o meno a metà libro la Cole inizia a dare a Mirceo dei comportamenti più effemminati, che secondo me hanno stonato un po’ rispetto all’idea che aveva dato di lui per tutta la prima parte del libro. Peccato. Nonostante questo però ho trovato la lettura davvero avvincente e spassosa, oltre che moooolto hot perchè l’autrice non si è certo risparmiata i dettagli! 😉

The Immortals After Dark (Gli Immortali)

    0.5 Dark Forever (The Warlord Wants Forever)

  1. Dark Love (A Hunger Like no Other)
  2. Dark Pleasure (No Rest for the Wicked)
  3. Dark Passion (Wicked Deeds on a Winter’s Night)
  4. Dark Night (Dark Needs at Night’s Edge)
  5. Dark Desire (Dark Desires after Dusk)
  6. Dark Dream (Kiss of a Demon King)
  7. Dark Whisper (Deep Kiss of Winter)
  8. Dark Prince (Pleasure of a Dark Prince)
  9. Dark Demon (Demon from the Dark)
  10. Dark Warrior (Dreams of a Dark Warrior)
  11. Lothaire (Lothaire)
  12. Il richiamo dell’ombra (Shadow’s Claim) – serie sui Daci 1
  13. MacRieve (MacRieve)
  14. Dark Skye (Dark Skye)
  15. Dark Heart (Sweet Ruin)
  16. La seduzione dell’ombra (Shadow’s Seduction) – serie sui Daci 2
  17. Wicked Abyss
  18. Shadow’s Kiss – serie sui Daci 3 _uscita nel 2018 in USA

Recensione de “L’ultimo Unicorno” di Peter S. Beagle

Buon pomeriggio cuplovers, oggi vi parlo di “L’ultimo unicorno” di Peter S. Beagle.
L’ultimo unicorno sta per intraprendere un lungo viaggio per ritrovare i suoi simili, è davvero l’ultimo della sua specie? Che fine hanno fatto tutti gli altri? Tra magia e amore un lungo viaggio vi attende ne L’ultimo unicorno.

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L’ultimo unicorno 

(The Last Unicorn)
Peter S. Beagle
Edito da Kappa Edizioni (05 giugno 2008)
Pagine 238
€ 5,90 cartaceo
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TRAMA DELL’EDITORE
Dopo ere di languido torpore, l’entità protettrice di un bosco senza tempo è spinta a porsi una domanda fondamentale: che fine hanno fatto tutti i suoi compagni? Nel tentativo di scoprire se sia davvero l’ultima della sua specie, emerge così in un mondo che è diventato tanto disilluso e privo di sogni da essere incapace di accorgersi del suo etereo passaggio portatore di grazia. Benché la maggior parte di coloro che incontra la ritenga una semplice puledra bianca, inaspettatamente è proprio Schmendrick, un maldestro mago girovago, a vederla per ciò che è realmente. I due partono così per un lungo viaggio verso terre insidiose, dove sono custodite le risposte ai loro quesiti, ma dove si cela anche una terrificante creatura d’incubo che ha come unico obiettivo quello di trascinare nell’oblio l’ultimo unicorno esistente al mondo.

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Direttamente nei miei preferiti…cinque tazzine tondissime!
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When the last eagle flies over the last crumbling mountain
And the last lion roars at the last dusty fountain
In the shadow of the forest though she may be old and worn
They will stare unbelieving at the last unicorn” America “The Last Unicorn”

L’Ultimo Unicorno è un classico fantasy pubblicato la prima volta nel 1968 da cui è stato tratto anche un bellissimo film d’animazione di Hayao Miyazaki, è sempre stato uno dei miei film preferiti, ha anche delle canzoni bellissime, vi consiglio di guardarlo, se riuscite.

Due cacciatori sono in cerca di prede in un bellissimo bosco ma, per quanto cerchino, non trovano nessun’animale come se il bosco fosse deserto. Ma il bosco non è deserto, esso è la casa di un unicorno che protegge, con la sua magia, tutti i suoi abitanti. La magica creatura osserva, non vista, i due uomini allontanarsi ed ecco che uno dei due si rivolge direttamente alla creatura…

Rimani dove sei, povera bestia. Questo mondo non fa per te. Resta nella tua foresta, e fa che i tuoi alberi restino verdi e i tuoi amici vivano a lungo: perché sei l’ultimo unicorno!

Da qui tutto ha inizio: le parole del cacciatore sono vere? Non è possibile che tutti gli unicorni siano spariti, anche se sono anni che non vede un suo simile da qualche parte saranno ben finiti, no? Sebbene a malincuore, l’unicorno decide di lasciare il suo amato bosco e le creature che protegge per incominciare un lungo viaggio.
Una bizzarra farfalla racconta all’unicorno una storia inquietante. Il Toro Rosso catturò tutti gli unicorni per ordine del crudele re Haggard.

Loro scesero lungo tutte quelle vie, tanto tempo fa, e il Toro Rosso corse subito dietro di loro e ne coprì le orme.”

Il Toro Rosso è una creatura spaventosa e Re Haggard, non sembra meglio: perché ha voluto catturare gli unicorni?
Benché la maggior parte di coloro che incontra la ritenga una semplice puledra, inaspettatamente, Schmendrick, un maldestro mago che lavora nel Circo della Mezzanotte di Mamma Fortuna, riesce a vederla per ciò che è realmente. Come spiega la sventurata Mamma Fortuna, la gente normale non è in grado di vedere la magia per quella che è, a meno che qualcuno non la trucchi. Anche se hanno davanti un vero unicorno, vedono solo una cavalla bianca, almeno finché Mamma Fortuna non le mette sulla fronte un corno falso. Un leone spelacchiato può diventare una manticora, un serpente diventa enorme… peccato che catturare creature magiche sia pericoloso. Nell’ultima gabbia c’è un’arpia e lei è vera ed è la morte di Mamma Fortuna, la creatura immortale attende la sua occasione, prima o poi uscirà e ucciderà la sua aguzzina. La vecchia strega lo sa, così come lo sa l’arpia Celeno. Occasione che sarà proprio l’unicorno a darle. Quando Schmendrick la libera, l’unicorno apre tutte le gabbie segnando la fine della vecchia.

Il mago e l’unicorno riprendono il viaggio, li attendono terre insidiose e una nuova aggiunta: Molly Grue la donna di un famoso brigante.
Creature magiche, magia, un grande amore e un solo obiettivo: trovare gli unicorni. Un classico fantasy con una dolcissima storia d’amore.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

In viaggio verso il castello di Re Haggard, Molly, Schmendrick e l’unicorno troveranno il Toro Rosso ad attenderli, i tre sono spacciati, il Toro sta per sconfiggere l’unicorno e non ci sarà nessuna salvezza per gli unicorni ma, proprio quando tutto sembra perduto, per la prima volta, il mago riesce a usare “vera magia”, non quella buona per trucchi e poco altro… la magia liberata dal mago trasforma l’unicorno in una donna.
Intrappolata in un corpo umano, con un nuovo nome, l’unicorno rischia di impazzire, riuscirà a resistere fino a quando non saranno entrati nel castello di Re Haggard e avranno liberato gli altri unicorni? Il castello … beh è un rudere in rovina abbarbicato sul mare. Haggard è un vecchio solitario e astioso con una sola passione: gli unicorni. Così belli, così puri… sono l’unica cosa che gli dà gioia. Per questo li ha voluti tutti per lui, per essere felice, per poterli vedere quando vuole. Haggard è egoista e crudele tutto il contrario di suo figlio adottivo Lir.
Lady Amalthea raggiungerà sotto mentite spoglie il castello e vi troverà l’amore nel coraggioso Principe Lir che diventa eroe per amor suo. Lir è il figlio adottivo di Haggard ed è il suo apposto: bello, dolce, coraggioso, disposto a tutto per ottenere l’amore di Amalthea. Ho adorato Lir e Amalthea che, alla fine s’innamora di lui…

L’indovinello di un gatto, un teschio parlante e un vecchio orologio condurranno Amalthea, Molly e Schmendrick dagli unicorni prigionieri. Amalthea dovrà scegliere tra il suo amore per Lir e il suo dovere verso i suoi simili. Gli unicorni possono rimanere prigionieri per tanto tempo ma non per sempre e se Amalthea diventa troppo umana, nessuno potrà più farla tornare alla sua vera forma.
L’amore tra Lir e Amalthea è immortale e, anche se lei cambierà forma, non lo dimenticherà mai. La parte finale, tanti anni dopo, con l’unicorno che si presenta al funerale di Lir è davvero commovente. Ha conquistato l’amore di un unicorno e lei l’ha amato fino alla fine.

Una bellissima lettura, se avete già visto il film d’animazione vi consiglio comunque di leggere il romanzo.

Recensione di “The Winner’s Curse” di Marie Rutkoski

Buon pomeriggio cucchiaini 🙂 ho appena finito di leggere “The Winner’s Curse” di Marie Rutkoski e non posso fare altro che raccontarvi quanto ne sono rimasta affascinata.
E’ un libro scritto davvero bene, intelligente, di quelli che catturano. La lettura ideale per tutti coloro che amano le ambientazioni fantasy, gli historical e i romanzi young adul.
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The winner’s curse.
La maledizione

Marie Rutkoski
Edito da Leggereditore (27 luglio 2017)
Pagine 384
€ 4,90 ebook – € 14,90 cartaceo
link per acquisto cartaceo

TRAMA DELL’EDITORE
In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce in schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni… Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e a comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…

RECENSIONE DI YOKO:
Davvero bello, quattro tazzine e mezzo!
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Ero molto incuriosita da “The Winner’s Curse”. Il libro è stato proposto da alcune blogger che lo avevano caldamente consigliato in un incontro a Roma con l’editore e mi era rimansto impresso, facendomi coltivare una buona dose di aspettativa, fortemente ripagata perchè “The Winner’s Curse” mi ha totalmente stregata. Arrivata a un terzo del libro macinavo pagine senza neanche accorgermene, volevo sapere cosa succedeva, ero ossessionata dallo svolgersi degli eventi e dai suoi risvolti inaspettati. I personaggi sono vivi, si rivelano più intelligenti di quel che possono sembrare all’inizio e giocano l’uno contro l’altra, pur cercando di conservare qualcosa che li possa unire anche dopo che le carte saranno scoperte sul tavolo.

La cover, per altro bellissima e molto azzeccata *sono contenta che l’abbiano mantenuta uguale all’originale*, e l’essere etichettato come fantasy potrebbe far pensare alla presenza di magia o creature soprannaturali, qui invece l’aspetto fantasy è legato solamente all’ambientazione inventata dall’autrice. Kestrel è una valoriana, il suo popolo sta conquistando la maggior parte del mondo conosciuto. Sono barbari dediti alla guerra, con un’educazione quasi militare. Nelle loro espansioni hanno imparato molto dai popoli sottomessi e ne hanno mantenuto alcuni tradizioni, come l’utilizzo di coltello e forchetta. Arin invece è un herrano, popolo sottomesso e conquistato dai valoriani, seppur all’apparenza più erudito. Me li sono immaginati un po’ come i pololi delle invasioni barbariche ai tempi dei romani, dove i valoriani sono i barbari e gli herrani i romani.

Kestrel ha una mente attenta, meticolosa, astuta, vive la vita come se stesse giocando a una partita a Mordi e Pungi (un gioca di carte che si potrebbe paragonare al gioco degli scacchi in quanto a difficoltà). E’ un’insolita valoriana, è attenta a non recare troppo disturbo agli schiavi, non ha propensione per la guerra se non dal punto di vista strategico e le piace suonare il piano *una specie di tabù per quelli come lei*. E’ un gran bel personaggio, intelligente, che nota più cose di quelle che vuol dare a vedere, ma che aimè non noterà qualcosa che le starà davanti al naso…. o forse semplicemente ha scelto di non prendere in considerazione l’evidenza accecata da ben altro.

Arin sta per essere venduto come schiavo, è un ragazzo nel fiore degli anni, forte, decisamente attraente e dall’aria agressiva. Lo sguardo bellicoso promette guai, ma Kestrel se ne sente così attratta da acquistarlo per una cifra spropositata, i suoi occhi le ricordano lei quando si scontra contro il padre per imporre le sue decisioni di non volersi sposare, nè di entrare a far parte dell’esercito. E mentre lei si muoverà tra le spire dell’alta società e la sua lotta personale contro il generale suo padre, Arin farà le sue mosse per tramare contro il popolo valoriano, cercando di rimanere immune al fascino della sua padrona. Inutile dirvi che non ce la farà, ma la fine per loro due non è forse scontata? Se le cose rimanessero così Arin per lei rimarrebbe sempre e solo una schiavo agli occhi dei valoriani e se le losche idee dei ribelli andassero a buon fine potrà mai Kestrel vedere Arin per l’uomo innamorato di lei che è e non la spia e l’usurpatore che si rivelerebbe?

Arin si insinuerà sempre più nella vita di Kestrel e nel suo cuore e lui arriverà a vedere il suo animo nobile e brillante sotto alla facciata aristocratica. Entrambi rimarranno fedeli a se stessi dall’inizio alla fine, molto diversi ma con una mente molto arguta, tanto da tenersi testa in più punti del libro. Le cose per i due non sono facili, ma c’è dolcezza in più di un gesto. Arin mi ha davvero fatto molta tenerezza nel suo volerla proteggere a tutti i costi.
Spero di vederli insieme nel prossimo libro perchè aimè il finale di questo è molto cliffhanger sob sob speriamo di non dover attendere troppo il seguito, non so quanto resisto prima di comprarmelo in lingua!

The Winner’s Trilogy

  1. The Winner’s Curse. La maledizione (The Winner’s Curse)
  2. The Winner’s Crime
  3. The Winner’s Kiss

Recensione a “Il segreto di Parigi” di Karen Swan

Buon giorno cuplovers oggi vi parlo di “Il segreto di Parigi” di Karen Swan. Un misterioso appartamento pieno di quadri, una famiglia complicata e una donna che ha chiuso il suo cuore per troppo tempo sono gli ingredienti per un cocktail spumeggiante!

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Il segreto di Parigi

(The Paris Secret)
Karen Swan
Edito da Newton Compton Editori (29 giugno 2017)
Pagine 313
€ 10,00 cartaceo – € 4,99 0,99 ebook in promozione
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TRAMA DELL’EDITORE
Da qualche parte, lungo le strade di Parigi, c’è un appartamento sommerso da strati di polvere e segreti: è stracolmo di opere d’arte d’inestimabile valore che sono rimaste lì, nascoste per decenni. L’incarico di valutare quei tesori è affidato a Flora, giovane e ambiziosa esperta d’arte, una donna in grado di mantenere il controllo durante un’asta da milioni di sterline, ma con serie difficoltà ad accettare un invito a cena a lume di candela. Flora ha il compito di ricostruire la storia di ogni dipinto presente nell’appartamento, per cercare di scoprire chi abbia tenuto nascoste quelle opere d’arte. Si ritrova così catapultata negli affari dei Vermeil, una famiglia del jet set internazionale che si muove tra Parigi e Antibes, e si rende ben presto conto di avere a che fare con qualcosa di poco chiaro. Xavier Vermeil sembra infatti intenzionato a porre un freno all’interesse di Flora per la sua famiglia. Che cosa nasconde? Ambientato in luoghi dalla bellezza mozzafiato e narrato con uno stile capace di avvincere il lettore, Il segreto di Parigi è un racconto intenso e impossibile da dimenticare.

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Cinque tazzine… meno qualche piccolissima cosina.
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Il Segreto di Parigi si è rivelato un’ottima lettura, l’autrice ha uno stile spumeggiante, i personaggi sono ben delineati, la storia, ispirata a un fatto realmente accaduto, è originale e interessante ed è evidente il lavoro di ricerca fatto dall’autrice per descrivere il lavoro di Flora.
Amo l’arte, e mi è piaciuto davvero molto immergermi nel mondo di Flora, un mondo fatto di aste e mostre, sempre alla ricerca di pezzi rari e pregiati. Un romanzo dove l’amore per l’arte impregna ogni pagina.

Tutto comincia quando due intrusi aprono una cassa in un appartamento disabitato… Flora Sykes è un’abile donna in carriera, è di buona famiglia ed è cresciuta tra l’arte grazie al lavoro del padre, banditore d’aste. Flora è energica e si impegna al massimo nel lavoro, un giorno è a Parigi, quello dopo a Londra, una vita frenetica ma appagante, insomma, tutto sembra perfetto, finché una telefonata del fratello la spinge a tornare a casa. Qualcosa non va, Freddie appare sciupato, dimagrito, tormentato. Nasconde un segreto, qualcosa in grado di distruggere la loro vita per sempre, qualcosa che, però, non ci è dato sapere e che, come potete immaginare, mi ha fatto incuriosire.
A distrarla dai suoi problemi ci pensa un nuovo lavoro i Vermeil, una famiglia ricchissima e chiacchierata, ha appena scoperto di avere un appartamento, di cui ignoravano l’esistenza, al cui interno ci sono dei quadri. Secondo il testamento nel nonno, nessuno della famiglia può mettere piede nell’appartamento prima della morte della moglie che, non solo è ancora viva e vegeta, ma non sembra intenzionata a … morire a breve. Chi meglio di un’esperta d’arte come Flora può entrare nell’appartamento e inventariare i quadri, scoprendo se si tratta di vecchie croste o di opere inestimabili?

Peccato che l’inizio non sia dei migliori, sequestrata dalla giovane Natasha Vermeil le tocca litigare con lei per impedirle di rovinare un prezioso struzzo. Natasha si comporta da maleducata dimostrandosi arrogante, trattando Flora alla strega di una serva. Flora, tuttavia, anche se si tratta della figlia dei suoi clienti, non è disposta a subire in silenzio e, soprattutto, a veder rovinate le opere su cui sta lavorando ed è pronta ad accapigliarsi con lei anche solo per salvare uno struzzo impagliato. Ed ecco spuntare l’affascinante Xavier Vermeil che separa le due donne e si comporta… da carogna con Flora. Proprio un buon inizio, non trovate?
Decisa a non perdere il lavoro, Flora si mette d’impegno per svelare la storia e i misteri dietro alla collezione anche per capire se i Vermeil ne sono davvero i proprietari. Tra ricerche informatiche e telefonate a varie gallerie, ben presto il nome dei Vermeil s’intreccerà a quello di Franz Von Taschelt noto ebreo che collaborò con i nazisti per privare gli ebrei più ricchi dei loro beni, una persona infame con una pessima reputazione: in che modo un prezioso quadro di Renoir è finito dalle mani di questo personaggio nella collezione di Vermeil? Possibile che il padre del signor Vermeil fosse in affari con un soggetto così losco? Mi è piaciuta davvero molto questa “caccia al tesoro storica” dove, come premio, c’è la verità sul passato.
Un passato sepolto e dimenticato, tornato alla luce in modo improvviso e sgradito. E potete star certi che, anche se la nostra Flora non ha fatto altro che portare a galla il passato, i giovani Vermeil l’accuseranno di tutto.
La ricerca porterà Flora tra le braccia di Noah Haas, l’affascinante proprietario del quadro gemello di quello dei Vermeil… eppure… anche questa volta per Flora è tutto finito dopo una notte anche se Noah sembra pensarla diversamente.
Le strade di Flora e Xavier continuano ad incrociarsi e la ragazza scoprirà ben presto che Xavier non è quello che sembra… e se quella che a Flora sembra ostilità fosse altro? Flora e Xavier sono più simili di quanto non sembri, entrambi sono disposti a tutto per proteggere i loro fratelli ed entrambi nascondono dei segreti dolorosi. L’attrazione tra loro diventa ben presto innegabile anche se entrambi cercano di opporvisi.
Quando tutti i segreti verranno svelati, troveranno la forza per restare insieme o saranno separati per sempre?

Il segreto di Parigi si è rivelato davvero una bella lettura, il giusto mix tra storia d’amore, ricerca storica e quel pizzico di mistero che non guasta. Alla fine, quasi nulla si rivelerà quello che sembra e i personaggi dovranno fare i conti con i loro sentimenti più profondi.

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Sia Flora che Xavier sono molto legati ai loro fratelli, mi è piaciuto molto questo lato del loro carattere e, se Xavier è iperprotettivo con la sorella a causa di una brutta storia di stupro, il cui responsabile l’ha fatta franca, Flora si trova dall’altra parte della barricata. Freddie è stato accusato di stupro. Flora crede alle parole del fratello: dopo un rapporto occasionale ma consensuale con una ragazza che lo puntava da mesi, quando, alla richiesta di lei di iniziare a frequentarsi, lui ha ammesso che era stato solo un errore, questa lo ha accusato di stupro per vendicarsi del suo rifiuto. Davvero una bella persona, non trovate? Voleva distruggergli la vita solo perché l’ha rifiutata!
È perfettamente comprensibile che Flora creda a suo fratello, sa che non è in grado di fare niente del genere, come potrebbe essere altrimenti? Chi, al posto di Flora, si sarebbe comportato diversamente? Eppure, Xavier, pur non avendo mai nemmeno visto Freddie e anche se Flora gli dice che suo fratello è stato incastrato, non riesce ad essere obiettivo. Per lui tutti i “presunti stupratori” sono colpevoli.
Flora ha il cuore spezzato eppure trova la forza per restituire la pace ai coniugi Vermeil, grazie ad alcune lettere, il crudele Franz Von Taschelt si rivela completamente diverso da quello che sembrava. Era necessario scavare un altro po’ per scoprire la verità dietro a una menzogna ben studiata. Freddie riuscirà a dimostrare la sua innocenza (un po’ troppo facilmente, a mio avviso, diciamo che mi aspettavo che avrebbero dovuto faticare un po’ di più per risolvere la situazione) e Flora, con l’aiuto dell’amico Stefan, otterrà giustizia per Natascha. Xavier ha allontanato Flora senza conoscere i fatti, non si è fidato di lei, ma è davvero disposto a perderla? Oppure farà di tutto per riconquistarla? Flora riuscirà a perdonarlo?
Inutile dire che volevo il lieto fine e che mi è piaciuto molto.

Davvero una bella lettura, l’ho letteralmente divorato, mi ha fatto divertire ed appassionare alla ricerca storica, lo stile dell’autrice è scorrevolissimo e frizzante, Flora è una protagonista grintosa e ho adorato lei e Xavier. Consigliato. Se vi è piaciuto vi consiglio anche Gli effetti speciali dell’amore.

Recensione a “La bambina del mare” di Lucio Figini

Buon giorno cuplovers! Oggi vi parlo di un romanzo un po’ diverso dai generi che leggo di solito. “La bambina del mare” di Lucio Figini è un giallo che vi porterà per le strade di Sestri Levante: una bambina misteriosa, un educatore disposto a tutto per aiutarla e un pizzico di paranormale in una lettura avvincente dove il passato nasconde mille insidie.

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La bambina del mare 

Lucio Figini
Edito da Fanucci Editore (22 giugno 2017)
Pagine 293
€ 13,00 cartaceo – € 4,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
Esistono silenzi che valgono più di mille parole, e David, educatore professionale di comprovata esperienza, lo sa bene. Quando sulla soglia della comunità socioeducativa per cui lavora fa capolino Ariel, una bambina abbandonata alla stazione di Sestri Levante, il suo unico obiettivo diventa restituirle un’identità e, con essa, la speranza di un futuro senza ombre. Improvvisandosi investigatore, si reca nel luogo del ritrovamento con un disegno di lei che indica una casa su un promontorio. Inizia le ricerche ma qualcuno sembra seguirlo fin da Pavia: un suo vaneggiamento oppure la verità su Ariel deve rimanere nascosta? Perché sente la necessità impellente di sapere cosa le è accaduto? Nel golfo della piccola “città dei due mari” scoprirà che esiste un filo sottile, invisibile ma resistente, a legarlo alla bambina del mare. Quando sedici anni dopo, Ariel, ormai adulta, metterà la propria sensibilità al servizio della polizia, collaborando come profiler in un caso di omicidio, il quadro potrà dirsi veramente completo ed entrambi troveranno la pace che cercavano.

RECENSIONE DI STREGA DEL CREPUSCOLO:
Cinque tazzine… meno qualche piccolissima cosina.
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La bambina del mare è il primo giallo che leggo, sapete che prediligo il fantasy e non disdegno qualche bel thriller ma un giallo puro non l’avevo mai letto. Mi ha subito incuriosito il fatto che il romanzo sia ambientato a Sestri Levante, la cittadina dove lavoro. Ritrovare, nelle pagine del libro, luoghi che conosco bene è stato davvero piacevole e mi ha aiutato a calarmi nella lettura: Sestri, il suo mare, i suoi sentieri, prendono nuova vita tra le pagine di La bambina del mare facendo innamorare il lettore.

La vita di David, educatore professionale, intelligente, solitario, amante delle passeggiate, terribilmente sincero e profondamente buono, cambia quando nella sua vita arriva la piccola Ariel. Una bambina senza nome ritrovata nel bagno della stazione di Sestri Levante (e non è un bel posto, credetemi) la piccola non parla e tiene tutti a distanza eppure, inspiegabilmente, tra lei e David si crea subito un legame profondo, lui è l’unico in grado di farla sentire al sicuro, l’unico con cui la piccola, a modo suo, comunica. Una comunicazione fatta di sguardi e di disegni. Prima di rendersene conto, David si trova coinvolto nel segreto di Ariel, vuole aiutarla, proteggerla, scoprire cosa le è successo e sarà proprio un disegno a guidarlo fino alla Baia del Silenzio a Sestri Levante. Che legame c’è tra Ariel e Sestri? Ben presto David si rende conto che uno strano tizio, che lui chiama “mister Black” lo sta seguendo: per quale motivo, un tipo dall’aria poco raccomandabile dovrebbe interessarsi a lui? Di certo non per derubarlo, visto che il nostro David non naviga nell’oro.
Deciso a scoprire cosa si cela nel passato di Ariel, l’unica persona con cui riesce a confidarsi è la bella Milena, la cameriera di un locale che frequenta spesso. David è un uomo solitario più abituato a trattare con i malati che non con i sani eppure sente uno strano legame con quella bambina e, pian piano, riesce a creare un rapporto con Milena. La sua ricerca di risposte lo condurrà alla storia di una neonata ritrovata su una barca proprio nella Baia del Silenzio: possibile che quella neonata fosse la sua Ariel? Se è davvero di lei: a chi fu affidata? E come ci è finita nella stazione di Sestri Levante?

Il mistero legato alla piccola mi ha davvero intrigato, ero curiosa di scoprire la sua storia e non avrei mai immaginato un tale epilogo. Le ricerche di David lo porteranno da Antonio, il pescatore che trovò Ariel ma, proprio quando David sembra aver trovato una pista, la piccola sparisce. Aiutato dal vecchio pescatore, David riesce a decifrare i disegni di Ariel che lo condurranno a Leti.
Durante le mie passeggiate ho visto spesso delle casette in collina, isolate, con un piccolo giardino, a volte disabitate, posti non proprio rassicuranti… avete presente? Ecco è proprio in un posto come questo che David e Antonio ritroveranno Ariel, chiusa in casa e vestita da adulta. Se non è difficile immaginare il triste passato di abusi della piccola, costretta a prendere il posto della madre adottiva, non mi aspettavo assolutamente il legame esistente tra David e il padre adottivo della bambina… Alessandro, l’uomo che ha pedinato David, afferma di essere il suo fratellastro.
Mentre il passato si rivela sotto gli occhi di uno scioccato David, diventa chiaro che il nostro eroe, nella sua foga di ritrovare Ariel è stato troppo imprudente. Una storia famigliare complessa, malata e tragica con un epilogo del tutto inaspettato.
Sono rimasta sconvolta da quello che succede a David… fino all’ultimo ho sperato in un finale migliore per lui.

Ariel, riuscirà mai a venire a capo del mistero che avvolge la sua vita? Quale sarà il prezzo da pagare per trovare le risposte?
Una storia dove i misteri si svelano pian piano, con vecchie foto, racconti e confessioni mentre una scia di morti sembra puntare dritta ad Ariel. Una bella lettura che coinvolge il lettore fino all’ultima pagina, niente è quello che sembra e la verità, una volta scoperta, si rivelerà più complessa di quanto ci si poteva aspettare. I personaggi sono ben caratterizzati ciascuno con le proprie insicurezze e i propri punti di forza.
Come prima esperienza con un romanzo giallo non poteva capitarmi libro migliore!

ATTENZIONE, DA QUI SONO PRESENTI SUL FINALE spoiler

Mi è piaciuta molto la svolta paranormale presente nel romanzo, anni dopo la morte di David, Ariel comincia a sentire la sua voce nella testa. Ma non si tratta solo di una voce, David parla con lei, la consiglia, la aiuta e fa di tutto per proteggerla. Ariel ha un dono particolare: può percepire le ultime sensazioni dei morti, quello che hanno provato poco prima di morire. Lasciatasi alle spalle il suo passato, Ariel collabora con la polizia e ha un rapporto speciale con Michele il commissario che aiuta a risolvere i casi.
Il rapporto tra Michele ed Ariel non è dei più semplici, lui vorrebbe avvicinarsi a lei ma la ragazza non riesce ad aprirsi e a raccontagli del suo terribile passato, anche se prova qualcosa per lui.
L’omicidio di un medico di nome Beltrami è l’inizio di una lunga indagine legata al passato di Ariel. Una storia d’amore e di gelosia che si lascia dietro una scia di morte. Qualcuno è disposto a uccidere chiunque possa far luce sul passato della ragazza: perché? Ariel riuscirà a scoprire la verità e a sopravvivere?
Mi è piaciuta molto l’idea che, in qualche modo, David sia rimasto al fianco di Ariel anche dopo la morte per proteggerla e che se ne sia andato via solo quando lei, finalmente, si è aperta con un’altra persona. Ho adorato questo lato di David, il suo affetto profondo per Ariel, per una bambina che poteva contare solo su di lui.
Il finale lascia alcune domande senza risposta ma non preoccupatevi, il mistero principale ha una sua soluzione, mi piacerebbe molto leggere un seguito e scoprire qualcos’altro su un certo personaggio…
La Bambina del Mare si è rivelato una lettura davvero interessante, mi ha catturato pagina dopo pagina e l’ho letto davvero con piacere, tra colpi di scena e una buona dose di azione arriverete d’un soffio all’ultima pagina.

QUALCHE INFO SULL’AUTORE
Lucio Figini è nato nel 1971 a Voghera. Educatore professionale, lavora da vent’anni in ambito psichiatrico e come relatore formatore. Ama suonare il pianoforte, correre, compiere escursioni in solitaria, ma la grande passione, alla quale si dedica a tempo pieno, è sua figlia. È stato finalista ai premi letterari Sanremo Writers 2016, con il romanzo FolleMente, e Carlo Piaggia con il romanzo Michelangelo il giostraio (e le donne). Con La bambina del mare fa il suo esordio nel catalogo Nero italiano.

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Perchè “le tazzine di Yoko“?

Immagino che prima o poi qualcuno se lo chiederà, e probabilmente ci sarà pure chi darà una spiegazione razionale, ma la verità è che una volta costruito il tutto un nome intelligente era l’unica cosa che veniva a mancare. Pensa di qui, sbatti la testa di là. Non mi veniva in mente un qualcosa che racchiudesse tutte le tematiche che sarei andata a toccare, così mi sono detta: scegliamo qualcosa che non c’entri un tubo! Così sono saltate fuori le tazzine, un oggetto che mi affascina in tutte le sue forme e di cui faccio gran uso del suo contenuto, sia questo tè caffè o cioccolata.

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